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Allarme alcol tra i giovani trentini, l'esperto: ''A 12 anni il primo bicchiere''. Tra i consumatori aumentano le donne

Anche in Trentino tra le mode più diffuse c'è il binge drinking, ossia una vera e propria “abbuffata alcolica”. Il dottor Luigino Pellegrini: "Attualmente il consumo è di 8 – 9 litri di alcol all'anno e lo sforzo è quello di arrivare a 6 litri pro-capite"

Di Giuseppe Fin - 06 aprile 2018 - 19:40

TRENTO. In Trentino cala l'età di chi beve il primo bicchiere di alcol e continuano ad aumentare le donne che si trovano a fare i conti con problemi alcol-correlati. A fotografare la situazione è il dottor Luigino Pellegrini, responsabile per l'Azienda sanitaria dei centri alcologia, antifumo e altre fragilità  presenti in Trentino.

 

Proprio aprile è stato individuato dall’Oms come mese della prevenzione alcologica. In tutto il Trentino si terranno iniziative di sensibilizzazione per far riflettere le persone sul proprio consumo di alcol e sulla possibilità di scegliere comportamenti e stili di vita che incidano positivamente sulla qualità di vita dell’individuo, della famiglia e della comunità.

 

L'obiettivo principale di questo mese è quello di ridurre i consumi di alcol nella popolazione. Attualmente il consumo è di 8 – 9 litri di alcol all'anno e lo sforzo è quello di arrivare a 6 litri pro-capite all'anno. “Questo obiettivo – spiega il dottor Pellegrini – è fondamentale anche in Trentino perché la riduzione dei consumi determina autonomamente la riduzione dei bevitori a rischio e dei problemi alcol correlati”.

 

Ma com'è oggi la situazione in Trentino? Gli ultimi dati ufficiali arrivano dal “Bilancio di missione” dell'Azienda sanitaria di Trento (2016) all'interno del quale viene riportato che gli adulti trentini si ripartiscono equamente tra chi non consuma alcol (35%), tra chi lo consuma in maniera moderata (34%) e tra chi può essere considerato un consumatore di alcol a maggior rischio (31%) perché consuma alcol abitualmente in modo elevato (5%) o prevalentemente fuori pasto (22%) o perché è un bevitore binge (14%), oppure una combinazione delle tre modalità. Il consumo dell'alcol è ancora un comportamento soprattutto maschile, infatti solo un uomo su 5 non consuma alcol (21%) anche se però le donne però mostrano nell’ultimo decennio percentuali di consumo in crescita.

 

“I consumi di alcol in Trentino sono diminuiti – spiega Pellegrini – basta pensare che attorno agli anni '70 il consumo medio era di 13 litri pro-capite. Adesso siamo passati a 9 litri pro-capite. Una riduzione dei consumi e dei problemi ad essi collegati. Abbiamo assistito ad un calo delle malattie, degli incidenti stradali e di infortuni sul lavoro”.

 

Un quadro epidemiologico cambiato grazie anche ai maggiori controlli e alle politiche che si sono diffuse sul territorio e nelle scuole per sensibilizzare e informare. “Rimangono ancora delle aree grigie critiche” spiega Luigino Pellegrini. “In particolare in questo momento l'attenzione è rivolta soprattutto all'età media di inizio del consumo di bevande alcoliche, alla maggiore dimestichezza con l'alcol da parte delle nuove generazioni e ci sono degli elementi di preoccupazione”.

 

Consumare alcol è un’abitudine particolarmente diffusa tra i giovani. Secondo sempre i dati riportati nel bilancio di missione dell'Azienda sanitaria, tra i ragazzi in età 18-24 anni si rilevano  percentuali di consumatori di alcol a maggior rischio elevatissime (79% per i ragazzi e 62% per le ragazze), percentuali che scendono progressivamente e in maniera importante all’aumentare dell’età.

 

“Preoccupa molto la riduzione dell'età media di inizio consumo – spiega Pellegrini – che ora si aggira sui 12 anni o anche meno. Cinquant'anni fa l'iniziazione al consumo era un rito che si accompagnava alla maggior età e questo cambiamento deve far riflettere”.

 

Da parte dei centri alcologia vengono intercettati soprattutto i giovani che si trovano nella fascia dai 18 ai 25 anni a causa soprattutto del ritiro della patente. Più difficile, invece, è intercettare i ragazzi che hanno un'età inferiore dove spesso il problema con l'alcol viene nascosto alle famiglie. “Sono sono spesso età dove i ragazzi si sentono onnipotenti e non si pongono tanti problemi”.

 

Nei giovani esiste ancora la cosiddetta cultura della sballo ma è una questione anche di cultura generale. “In qualche maniera – spiega Pellegrini - l'alcol gode ancora di molto credito tra la popolazione giovane. Le cose sono cambiate rispetto il passato ma si portano dietro retaggi storici mescolati con nuove mode e nuovi input”.

 

Tra queste nuove mode c'è il problema anche in Trentino del binge drinking, ossia una vera e propria “abbuffata alcolica”, mediante l'assunzione di più e diverse bevande a base di alcol in un intervallo di tempo molto ristretto. Un sistema molto diffuso, purtroppo tra i minorenni.

 

L'impegno che viene portato avanti nei centri alcologia sparsi sul territorio è quello di offrire degli spazi, anche all'interno di scuole, dove le persone possono sviluppare un percorso di autoconsapevolezza rispetto i propri stili di vita. Spazi non stigmatizzanti ma che offrono un aiuto vero e concreto. Importanti attività di prevenzione (non solo riferite a problemi alcol-correlati ma anche di sostanze stupefacenti) vengono portate anche avanti nelle scuole.

 

In occasione del mese di prevenzione oncologica, per diffondere il messaggio, gli operatori dei servizi Apss in stretta collaborazione con quelli delle associazioni si sono attivati con varie iniziative negli ospedali e nei territori attraverso stand informativi nelle strutture sanitarie e nelle piazze e distribuzione di materiale informativo sull’importanza della riduzione del consumo medio di alcol nella popolazione e sulla prevenzione dei problemi alcol correlati. Negli ospedali il personale aderente all’iniziativa porterà un fiocchetto giallo e negli stand verranno distribuiti palloncini gialli ai bambini.

 

Qui le iniziative programmate:

 

 

 

 

 

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