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Cinghiali per fermare i lupi, quando il pesce continua a nuotare nella rete ma non fa più ridere

Un documento firmato "First Life Wolf" indirizzato al sindaco di Livinallongo (nel bellunese) sta continuando ad essere rilanciato in chiave anti lupo. Era partito come una bufala del primo di aprile ma sta vivendo di vita propria. D'altronde sul tema c'è già tanta confusione con la Lega che chiede come mai si trovino carcasse di caprioli e gli assessori che lanciano le petizioni online

Di Luca Pianesi - 22 aprile 2018 - 19:24

TRENTO. Si tratta di una bufala, forse una goliardata legata al primo di aprile che, però, ai tempi nostri, quelli della rete, non fa ridere e anzi crea confusione e si trasforma nell'ennesima fake news con la quale aizzare comunità e alzare il livello di tensione. Il tutto mentre la Lega, in Trentino, continua senza sosta la sua campagna anti lupo a suon di interrogazioni parlamentari di cotal portata: "Sono state trovate due carcasse di caprioli nel bosco a pochissima distanza dalle abitazioni della località di San Giorgio a Borgo Valsugana". E quindi? I lupi mangiano e lasciano le carcasse nel bosco. Si chiama natura. 

 

E poi ci sono le ormai mitiche petizioni online degli assessori all'ambiente delle province di Bolzano e Trento Schuler e Dallapiccola che hanno chiesto alla gente sostegno per poter ottenere dal Governo più competenze in materia (tradotto: poter procedere agli abbattimenti). Petizioni che hanno ottenuto la prima, quella di Schuler, 34.850 firme e la seconda, quella di Dallapiccola, la bellezza di 2.050 firme. Tutto ciò a fronte delle 44.700 raccolte dalla Lac, in minor tempo, per ottenere il risultato opposto: il lupo è specie protetta e come tale va trattata. Insomma la gente ha detto ''no grazie'' agli assessori che ''inseguono'' i leghisti nelle loro battaglie per recuperare qualche voto in montagna e nelle valli. 

 

Insomma, su certi argomenti di tensione ce n'è già abbastanza e la burla che sta continuando a girare in rete non aiuta. Si tratta di una sorta di documento redatto da una fantomatica onlus chiamata "First Life Wolf Onlus" dove il presidente, tale Alberto Viola, promuoverebbe l'iniziativa ''Il pasto del lupo'' dove ''al fine di dissuadere le predazioni di animali da reddito sui territori in cui il lupo viene avvistato" si prevede "la liberazione sul territorio di Livinallongo, Arabba e limitrofi di 32 cinghiali americani, prede di grossa taglia ambite dal lupo".

 

 

 

Si aggiungono dettagli e specifiche riguardo all'informazione della popolazione sul campo e sui comportamenti dei cinghiali e che le "spese di trasporto dei cinghiali sono a carico del Comune o Ente a cui si fa riferimento nel momento in cui l'iniziativa verrà accolta". La lettera è indirizzata al sindaco di Livinallongo, in provincia di Belluno, ma è chiaramente un falso. Intanto perché di cinghiali, in generale, ce ne sono già abbastanza e sono, loro sì, un problema per agricoltura e allevamento.

 

Poi perché, comunque, la loro presenza non ridurrebbe le predazioni di animali da pascolo: non si capisce, infatti, perché il lupo tra un cinghiale pericoloso e selvatico e una pecora o un animale da pascolo ''indifeso'' dovrebbe scegliere il primo. Il bestiame, quindi, lo si difende con i recinti elettrificati e i cani da guardiana, non ci sono finte  prede reintrodotte ad hoc che tengano.

 

Infine vi è la pericolosità degli animali in sé. I dati, infatti, parlano chiaro. I cinghiali sono tecnicamente più pericolosi dei lupi. Sono diverse le aggressioni anche ad uomini da parte di cinghiali certificate in tutta Italia. Senza andare troppo indietro si ricorderà l'attacco mortale avvenuto a Cefalù tre anni fa costato la vita ad un anziano. Mentre di attacchi mortali di lupi, in Italia, non se ne ha traccia da qui a 150 anni indietro. Insomma, non può essere che una bufala e infatti anche la via dove si troverebbe la fantomatica associazione (via Guido Rossi a Roma) non esiste come non esiste il numero di telefono.

 

La burla, insomma, è evidente ma in tempo di ''caccia alle streghe'', anzi ""caccia ai lupi" risulta essere facilmente strumentalizzabile e infatti c'è già chi in rete la rilancia al grido di "vergogna" e "adesso oltre ai lupi ci riempiremo di cinghiali''. E in tempi in cui politici e assessori cavalcano paure e inseguono gli istinti più bassi dei loro elettori è meglio non scherzarci troppo. C'è il rischio che ci credano anche loro e magari da qualche parte finiscano davvero per affidarsi ai cinghiali.

 

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