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Elezioni e social, ecco il cambio della guardia: anche il popolo di centrosinistra scende in campo. L'esperto: "Un modo per contarsi e cercare sostegno"

L'ultima tornata elettorale ci ha consegnato uno stallo di governo, ma anche un ribaltamento del fronte tra centrodestra e centrosinistra. Eravamo abituati che parole come 'risorse' e 'pdidioti' rimanessero 'impunite'. Oggi le fake news coinvolgono anche i 5 Stelle, le immagini goliardiche colpiscono anche il centrodestra e i lettori di centrosinistra commentano. L'opinione dello psicologo Disnan

A sinistra la neodeputata della Lega Nord Giulia Zanotelli in una foto sua vera, a destra la più classica delle fake news in "stile Boldrini" fatta con Di Maio
Di Luca Andreazza e Luca Pianesi - 12 marzo 2018 - 19:23

TRENTO. Si potrebbe dire che chi di fake news colpisce di fake news perisce e che comunque, da adesso, 'occhio alla penna' vale per tutti, (compresa la neodeputata leghista Giulia Zanotelli perché in Parlamento il gioco si fa duro e avere su Facebook foto come quella qui sopra, pur di 5 anni fa, già diventata virale su Twitter può diventare un bel boomerang). Eravamo abituati a vedere i popoli leghista e del Movimento 5 Stelle tra i più attivi sui social, sempre in campo sotto ogni articolo con commenti taglienti, qualche volta ai limiti del razzismo, comunque sempre pronti a "battersi" per la loro causa.    

 

Eravamo abituati a leggere le parole 'risorse' e 'pdidioti', ogni due per tre, a veder circolare le immagini di sconosciuti ragazzi con scritto "questo è il nipote della Boldrini, fa il portaborse in Parlamento e prende 50 milioni di milioni di euro per non fare niente, condividi se sei indignato"; foto della moglie di Renzi corredate da "la sua auto circola in zona rossa-blu-verde in tutte le città d'Italia con il pass di suo marito, condividi se sei indignato"; il faccione del mito dell'Nba Shaquille O’Neal affiancato a quello di Leonardo Di Caprio in Revenant con scritto sotto il volto del primo "Mustafà, pregiudicato congolese, vive in un bilocale messo a disposizione dal comune" e sotto il volto dell'altro "Leonardo, piemontese incensurato da due mesi vive in un parco perché lo Stato lo ha ignorato". 

 

Oggi che i due partiti si stanno giocando il Governo dopo aver vinto le elezioni entrambi (l'M5S a voti assoluti la Lega con la sua coalizione) anche i due popoli paiono, almeno per il momento, aver sotterrato l'ascia di guerra ed essersi un po' 'calmati'. Già perché finché sei all'opposizione non hai niente da perdere e ti giochi tutto usando ogni mezzo, ora che in ballo c'è il Governo del Paese le cose cambiano e le responsabilità cominciano a farsi pesanti e allora ecco che anche sui social si avverte una sorta di cambio della guardia con discesa in campo anche del popolo del centrosinistra. Cinque stelle e leghisti, infatti, non sono scomparsi ma se prima avevano l'egemonia assoluta sui social oggi vengono affrontati a viso aperto, c'è un tentativo di ribattere, di stigmatizzare.

 

Perché? "Perché dietro c'è una sconfitta e c'è bisogno di contarsi e misurarsi. I sentimenti negativi - ci spiega Giuseppe Disnan, psicologo e psicoterapeuta già responsabile dell'area Psicologia cognitiva e dell'handicap nella prima Unità operativa di Psicologia del servizio pubblico della Provincia - sono la fonte principale della letteratura: emozioni e reazioni sono solitamente più intense in questi casi e quindi si cerca in qualche modo di rendere gli altri partecipi della propria depressione. Le opere più belle e le canzoni migliori, in fondo, nascono proprio così".

Spesso non si tratta di commenti indimenticabili, ma anzi ci si trova davanti attacchi più o meno ironici, battute più o meno sarcastiche e post più o meno offensivi. "Non mi invento nulla - aggiunge lo psicologo - ma internet permette maggiormente di scaricare questi sentimenti negativi. I social sono una piattaforma che si presta in particolare agli attacchi e alle invettive. E la ragione è facile da capire: i post vengono spesso scritti in solitudine, non abbiamo nessuno davanti a noi e manca il linguaggio non verbale: quindi la violenza, anche nelle parole, si estremizza. Prima gli sconfitti, se così si può dire, erano gli altri. Oggi gli sconfitti sono quelli del centrosinistra quindi con maggior intensità desiderano esternare la frustrazione, cercano di condividere un disagio per una rabbia che ricerca solidarietà e senso di comunità". 

 

Una tendenza alla quale non sfugge nemmeno il profilo Facebook de Il Dolomiti quando si tratta la politica. Prima di domenica 4 marzo, i più attivi nel commentare erano i simpatizzanti di centrodestra e i pentastellati (spesso è facile identificarli entrambi perché sulle loro immagini di profilo hanno i loghi dei partiti, tanto è forte il senso di appartenenza) dopo questa data sono scesi in pista anche elettori dichiaratamente di centrosinistra per far valere quelle idee e quegli ideali che nell'urna non hanno raggiunto la maggioranza. "Il profilo - prosegue l'esperto - garantisce una sorta di anonimato. A questo si può unire che l'aggressività da un lato è più facile da esternare, mentre dall'altro è più difficile da contenere. Discorso opposto per la felicità. Infatti è molto più immediato scrivere una recensione negativa sui social oppure su TripAdvisor, che lasciare un commento positivo".

 

Un'altra spiegazione è quella della superficialità della società moderna, che è più attenta all'apparenza che alla sostanza. "Oggi - spiega ancora Disnan - abbiamo un insostenibile bisogno di apparire che supera qualunque limite: cadono tanti vincoli e filtri. C'è una sorta di necessità di dover esprimere il proprio parere, ma anche postare foto e video in quanto viviamo nella convinzione che il mondo ci aspetti e desideri vedere quanto facciamo, vediamo e pensiamo. E' un mondo di eterni adolescenti, una società che perde valori e regole. Ormai i sensi di pudore, vergogna e riservatezza sono stati superati".

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