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I disabili a fianco degli anziani per aiutarli nelle case di riposo e nei servizi a domicilio

Si chiama "OccupAzione": i lavoratori disabili vengono occupati solitamente da dicembre ad aprile, mediamente per circa 24 ore settimanali e per 5 mesi complessivi. L‘89% dei lavoratori che hanno partecipato negli anni passati ha detto di essersi sentito utile e valorizzato nello svolgere il proprio lavoro

Pubblicato il - 13 luglio 2018 - 19:51

TRENTO. Le persone disabili al fianco degli anziani in un aiuto reciproco ricco di significato e importanza, sia nelle case di riposo che nei servizi a domicilio. Lo testimonia il progetto "OccupAzione", giunto quest'anno alla sua terza edizione. Un progetto che consiste nella creazione di opportunità occupazionali per persone disabili nel settore dei servizi alla persona in diversi enti territoriali (Comuni, Consorzi di Comuni, Comunità di Valle e Apsp) a copertura del periodo solitamente lasciato scoperto dall'Intervento 19 (cioè quello invernale). Un modo per rispondere ad una esigenza più volte manifestata dalle case di riposo o dalle comunità di valle, che gestiscono i servizi alla persona e per fare sistema a più livelli. Nelle precedenti edizioni i disabili impiegati con questo strumento, per un periodo di 5 mesi, sono stati in totale circa 130.

 

L'intervento 19 - strumento che rientra nel novero dei Lavori socialmente utili - prevede che i lavoratori assunti, disoccupati da almeno 12 mesi, disabili o comunque lavoratori svantaggiati, vengano impiegati per un certo numero di attività, svolte solitamente dalla primavera all'autunno, per un massimo di 10 mesi. Ma una certa percentuale di disabili, iscritti alle liste della  legge 68/99, incontra per questa via diverse difficoltà a trovare un impiego. Al tempo stesso, nel settore dei servizi alla persona, si viene spesso a  registrare, soprattutto durante il periodo invernale, una domanda di lavoro non soddisfatta. 

 

Il progetto "OccupAzione" ha fatto incontrare queste due esigenze, proponendo una soluzione valida per entrambe. Lo strumento si rivolge solo ai disabili, con preferenza a quelli in età matura (sopra i 45 anni), iscritti alle liste della legge 68 da almeno sei mesi. I lavoratori disabili vengono occupati solitamente da dicembre ad aprile, mediamente per circa 24 ore settimanali e per 5 mesi complessivi. In alcuni casi, terminato il loro contratto, possono poi passare anche all'intervento 19.

 

Le mansioni loro affidate devono essere compatibili con le loro potenzialità lavorative e si svolgono in affiancamento e non in sostituzione del personale ad esse istituzionalmente preposto. Presso le Apsp, i lavoratori vengono coinvolti soprattutto in attività di accompagnamento e trasporto dei residenti nei trasferimenti tra i piani, di supporto e affiancamento degli ospiti durante le attività di gruppo condotte dall’educatore/animatore, di intrattenimento  in momenti destrutturati con dialoghi informali, lettura quotidiani, cruciverba, preparazione e riordino sale attività. 

 

A domicilio, invece, il sostegno si concretizza in attività di assistenza, accompagnamento per necessità personali e di svago alla persona anziana oppure nella semplice compagnia, aiuto per il disbrigo di pratiche burocratiche e altre piccole incombenze quotidiane, come fare la spesa o andare alla posta. Grazie a questo progetto, nell’edizione 2016/2017 sono stati assunti per 5 mesi, con orario part-time, 48 lavoratori e coinvolti 17 enti (14 Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona, 5 Comuni e 5 Comunità di Valle) su tutto il territorio provinciale, per un investimento totale di 226.502 euro. Per l’edizione 2017/2018 sono stati avviati con le stesse modalità 80 lavoratori, coinvolti 23 enti, per un investimento totale di 329.504,80 euro. L'intera spesa è a carico della provincia.

 

Tutti i partecipanti alle prime due edizioni del progetto si sono dichiarati soddisfatti. In particolare, a conclusione della prima edizione, attraverso dei questionari, era stato chiesto agli enti e ai lavoratori di valutare l’esperienza svolta e di fornire eventuali osservazioni e suggerimenti. Il 97% dei lavoratori che hanno risposto ha affermato che la partecipazione al progetto è stata positiva perché ha dato loro l’opportunità di mettersi in gioco e di acquisire nuove competenze. All’unanimità gli intervistati hanno dichiarato che questa esperienza li ha arricchiti a livello personale. L‘89% dice di essersi sentito utile e valorizzato nello svolgere il proprio lavoro.

 

Per quanto riguarda gli Enti, nel 70% dei casi hanno espresso un giudizio buono o ottimo sulla prestazione lavorativa dei partecipanti, nel 20% dei casi sufficiente, scarso nel 10%. Ad ulteriore conferma del successo dell’iniziativa, nella seconda edizione del progetto 2017/2018 gli Enti che hanno chiesto di partecipare sono passati da 24 a 31 e sono stati avviati 80 lavoratori, 32 lavoratori in più rispetto alla prima edizione. A breve verrà emanato un avviso pubblico, in seguito al quale gli interessati potranno avanzare la loro candidatura presso un Centro per l'impiego.

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