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Olimpiadi delle Dolomiti 2026, ecco il dossier: si parte da 1 miliardo e 300 milioni e una nuova Ice Arena per Bolzano

Martedì (forse) la decisione. L'assegnazione dovrebbe essere un discorso tra Cortina e Milano. Nel dossier si prevede di ampliare l'ice rink di Pinè e costruire una nuova ice arena per l'hockey a Bolzano

Di Luca Andreazza - 09 luglio 2018 - 19:05

TRENTO. "Un masterplan compatto, un appeal straordinario per atleti e spettatori. Cortina può offrire dei Giochi Olimpici e Paralimpici ineguagliabili, riportando le competizioni degli atleti nell'alveo naturale rappresentato da uno dei contesti montani più prestigiosi e riconosciuti del mondo per l'eccellenza degli sport invernali", questa una frase tratta dal dossier per Cortina 2026

 

Forse la partita alla fine si gioca proprio qua, insieme alla mobilità. Oltre le capacità organizzative di Veneto, Trentino e Alto Adige, oltre la sinergia tra territori, oltre la massima sostenibilità economica, ambientale e sociale. E' periferia contro metropoli, Cortina da una parte, Milano e Torino dall'altra. Le candidature sono opposte e proprio in questi termini il Coni è chiamato a scegliere, forse anche politicamente.

 

I borsini sono chiari, tutti si sentono in pole position, ma la partita per l'investitura Coni sembra ridotta tra Cortina e Milano, la ragione vorrebbe Torino fuori competizione, troppo recente l'ultima kermesse olimpica del 2006. Puntare sulla Mole Antonelliana potrebbe essere un errore a livello di Cio proprio per questo motivo.

 

Ma quanto potrebbero costare le Olimpiadi delle Dolomiti? Il piano preliminare è ben fatto, nessun dubbio. Si parte da almeno un miliardo e 300 milioni di euro. Quasi sei milioni per presentare il dossier al tavolo del Cio tra personale, staff, marketing, amministrazione, uffici, relazioni istituzionali e contingency. Questa cifra dovrebbe però scendere a zero attraverso i contributi Coni per il 77% e sponsor privati per il 23%.

 

Se arrivasse il via libera da Coni prima e Cio poi si entrerebbe nel vivo dell'organizzazione. Quindi si parla di 380 milioni per riqualificare e sistemare gli impianti esistenti. In particolare bob, skeleton e slittino a Cortina, quindi l'Ice rink a Pinè. A Bolzano invece una nuova ice arena per l'hockey. La maggior parte delle infrastrutture vedrebbe sorgere strutture temporanee, come spiegato da Il Dolomiti nella puntata precedente (Qui articolo).

A questo si aggiunge il resto della complessa macchina operativa per ospitare le Olimpiadi. Va bene la sostenibilità, va bene l'Agenda Tokyo 2020 che impone un po' di austerity, ma gli standard di qualità vanno mantenuti.

Criticità? A colpo d'occhio il villaggio olimpico. Gli atleti devono dormire nelle vicinanze delle sedi designate per le gare. Il villaggio principale è Cortina, tutto perfetto. Ecco quindi quelli secondari in valle di Fiemme e Merano: oltre le distanze, ci si appoggerebbe a strutture ricettive esistenti e questo sarebbe in contrasto con il regolamento Cio, servirebbe una deroga.

 

Anche l'eventuale centro media a Trento e Bolzano potrebbero rappresentare un punto negativo. Nessuno mette in dubbio la comodità dei capoluoghi, ma le distanze pesano, soprattutto quando i tempi sono serrati e le competizioni in simultanea.

 

In questo senso servirebbe forse qualcosa nel raggio dei campi-gara. Ma il dossier, che spiega anche che le possibilità per allenarsi sono infinite e le sedi spaziano fino a Pergine e Folgaria, Brunico e Bressanone, è preliminare. 

 

Oltre alle "referenze" in ambito organizzativo, sono interessanti le eventuali tappe di avvicinamento all'appuntamento a cinque cerchi: se Giochi saranno, si prevede un complesso piano di candidature per arrivare pronti all'appuntamento e massimizzare le infrastrutture. In questo momento tolto i campionati del mondo di sci a Cortina nel 2021, il piatto piange.

Come si arriva in Veneto, Trentino e Alto Adige? Gli aeroporti di riferimento sono naturalmente Venezia, Treviso, Verona e Innsburck, senza dimenticare la rete ferroviaria e quella stradale, che prevedono lavori in corso d'opera già prestabiliti. Ma evidente che servirà un potenziamento, quantomeno una valutazione di interventi. E queste risorse non vengono considerate. Certo, sarebbero lavori a vantaggio della comunità.

 

Tolta l'Italia, sono sei i Paesi hai nastri di partenza. Le città in lizza sono Graz (Austria), Calgary (Canada), Sapporo (Giappone), Stoccolma (Svezia), Sion (Svizzera) e Erzurum (Turchia). Qui quello che emerge è una candidatura svedese forte, fortissima, sul piano internazionale per due aspetti: i Giochi non si sono mai svolti in Svezia, il dossier a quanto pare è ben fatto

 

Le altre. La prima edizione italiana è proprio quella di Cortina nel 1944, quindi ecco quella del 1956, l'ultima kermesse tricolore proprio quella di Torino nel 2006. Graz sarebbe una new entry, ma l'Austria si è presentata due volte con Innsbruck tanto tempo fa (1964 e 1976). Non è una novità Calgary (1988, Vancouver nel 2010 invece l'ultima assegnazione per la foglia d'acero). 

 

Il Giappone ha salutato due edizioni ormai nel secolo scorso (Nagano '98 e Sapporo '72), ma il sogno di Sapporo potrebbe durare poco a causa degli ultimi appuntamenti in Oriente, cioè le passate PyeongChang 2018 e le future Pechino 2022. Per rotazione si dovrebbe tornare in Europa.

 

La Svizzera potrebbe far valere le sue ragioni con Sion, le ultime edizioni sono ormai lontanissime (San Moritz 1928 e 1948) e il paese elvetico si è già assicurato le due principali manifestazioni multidisciplinari a livello giovanile più simili alle Olimpiadi.

 

Per così dire "esotica" la candidatura di Erzurum, nel recente passato ha ospitato la Universiade invernale nel 2011, così come i campionati mondiali juniores di sci nordico 2012. Aspetti negativi? La situazione politica e la sicurezza: il Cio non dovrebbe fare politica, ma potrebbe farla. A questo si aggiungono i fatti del 2014, quando tre trampolini Kiremitliktepe sono letteralmente crollati a causa di banali errori di costruzione

 

L'intenzione italiana è ovviamente quella di vincere, ma l'altra ipotesi è quella della doppia assegnazione. A fronte di due progetti credibili il Cio ha selezionato nella stessa sessione per le Olimpiadi estive Parigi per il 2024 e Los Angeles per il 2028. Se non dovesse essere il 2026, Cortina, Milano e Torino potrebbero puntare a blindare almeno il 2030. 

 

La decisione del Coni è prevista per martedì 10 luglio, ma la scelta potrebbe slittare. Mai come questa volta, per aggiudicarsi le Olimpiadi, serve unità d'indenti nazionale tra candidata ufficiale e grandi deluse.

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