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Andreia e Caterina, dal matrimonio a Porto alla galleria d'arte online: "Perché tutti hanno il diritto di avere in casa un'opera unica"

Le due ragazze si sono conosciute a Trento e dopo un primo matrimonio "Dudeista" sono andate in Portogallo per convolare a nozze. Pedrosa è figlia di un grande artista brasiliano e con Mulas ha deciso di cambiare le dinamiche che regolano i rapporti tra artisti e clienti uscendo dalla logica delle gallerie e delle fiere e, perché no, "affittando anche le opere d'arte"

Amilcar Perlingeiro, Andreina Pedrosa, Bruno Pedrosa e Caterina Mulas in fiera
Pubblicato il - 20 marzo 2017 - 06:25

TRENTO. "Un'opera d'arte devono potersela permettere tutti. E tutti gli artisti di valore devono avere la possibilità di mettersi in mostra. L'arte è di tutti non solo di anziane élitte". Sono partite da questo concetto Andreia Pedrosa e Caterina Mulas per realizzare il loro sogno. Meglio, il loro secondo sogno perché il primo erano riuscite a trasformarlo in realtà (per la seconda volta, tra l'altro) quasi due anni fa prendendo un aereo per Porto e sposandosi. Le due ragazze poco più che trentenni stanno, infatti, per lanciare la prima galleria d'arte interamente online.

 

Facendo proprio il motto di Oscar Wilde "One can exist without art, but one cannot live without it" (si può esistere senz'arte ma senza di essa non si può vivere) vorrebbero portare un'opera in ogni casa. "Anche in quelle dei giovani - spiega Andreia - che pensano di non potersele permettere. O di chi non è per forza un riccone. O, ancora, di chi vive in affitto e magari cambia casa continuamente. La nostra idea è di affittare, anche, le opere stesse. Si cambia casa, cambiano le pareti, cambiano gli spazi, cambiano le luci. E allora può cambiare anche l'opera d'arte, ma non deve cambiare l'idea che averla in casa fa bene. Trasmette emozioni. Sensazioni. Il mondo oggi è molto diverso da 30, 40 anni fa. L'idea che si vada nelle gallerie o alle fiere a comprare quadri o sculture è una concezione vecchia e superata rimasta viva in Italia e in pochi altri posti al mondo. E, per questo, anche per gli artisti è molto più difficile emergere, farsi conoscere, qui. Devono legarsi a galleristi che poi dispongono, praticamente, di loro. Decidono se e come lanciarli. Altrimenti devono autopromuoversi, dedicarsi al marketing. Noi stiamo creando una vetrina, potenzialmente, aperta sul mondo e a portata di tutti che abbatta le distanze tra artista e cliente".

 

E d'altronde le due ragazze a quello guardano, al mondo. Pur vivendo da anni a Trento e sentendosi profondamente legate a questa città. Andreia è nata in Brasile, a Rio, pur avendo origini italiane, piemontesi per parte di madre. Caterina invece è sarda ma "qui a Trento ci siamo conosciute - racconta quest'ultima - abbiamo frequentato insieme giurisprudenza, qui mi sono laureata e qui ci siamo sposate per la prima volta - sorride -. Era da poco passato Natale del 2014 e al Punto 8, un circolo che esisteva in vicolo Adige, dove oggi c'è il Don Quijote, avevano organizzato una serata per l'ultimo dell'anno con matrimoni Dudeisti ispirati, cioè, alla figura di Drugo, il personaggio interpretato da Jeff Bridges ne "Il grande Lebowski". Io e Andreia avevamo già in mente di sposarci e dopo aver atteso a lungo che qualcosa si muovesse qui in Italia, e dopo aver capito che oltre alle unioni civili non si sarebbe andati, avevamo già preso contatti in Portogallo. Però, quando Andreia mi ha chiesto di sposarla anche qui, un po' per gioco e un po' per sfida, a Trento, l'ho spiazzata dicendole 'va bene'. Ed anche se non c'era nulla di ufficiale per noi è stato ufficialissimo e bellissimo. Sono venuti tantissimi amici, quelle persone che forse anche più dei parenti, sapevano tutto di noi, conoscevano la nostra storia e avevano vissuto con noi gioie e dolori. Insomma è stato molto bello anche perché quando poi ci siamo sposate per davvero a Porto non tutti sono potuti venire. Quindi noi ci sentiamo sposate due volte e in entrambi i casi è stato bellissimo".

 

Le due ragazze lavorano anche per la stessa società di telecomunicazioni. Dopo la laurea in legge, infatti, Caterina ha continuato la carriera da giurista facendo la pratica da avvocato per poi arrivare all'azienda dove già lavorava Andreia che da subito ha voluto cambiare strada: "Ho sempre lavorato e tra ristorazione, commercio e arte ho sempre preferito darmi da fare in senso pratico. Dopo 15 anni di esperienza ho deciso di mettere a frutto quanto imparato in tanti ambiti diversi, per realizzare una cosa che sentivo davvero mia. Una sera dopo aver rivisto Hair e aver riascoltato la canzone Aquarius ho guardato Caterina e le ho detto, proviamoci". Andreina con l'arte convive sin da piccola. Il suo cognome, Pedrosa, è un cognome importante. Il padre, Bruno, è un grande artista brasiliano che in Italia ha trovato fonti di ispirazione, come quella di utilizzare il Vetro di Murano. "Ed è stato lui l'artista più difficile da convincere - racconta ancora Andreia -. Solo dopo un lungo corteggiamento ha accettato di aderire al nostro progetto entrando nella nostra scuderia".

 

 

Scuderia della quale fanno già parte anche Mirella Bentivoglio, artista concettuale oggi 94enne famosissima in tutto il mondo anche perché nel 1978 curò una mostra storica di ottanta donne alla Biennale di Venezia. Poi ci sono Rudy Puccinelli che gioca con le lettere e l'alfabeto e l'artista tedesco Wolfgang Mussgnug.

 

"Al momento possiamo contare sulle loro opere - proseguono le due ragazze - ma l'idea è di allargare il ventaglio di artisti dando spazio anche alle nuove generazioni. Per fine aprile contiamo di poter aprire la Art Gallery Pedrosa. I prezzi partiranno da poche centinaia di euro a qualche migliaia e metteremo a disposizione degli acquirenti anche il critico d'arte, l'arredatore di interni e le nostre competenze così da assistere il cliente nella scelta e nella gestione dell'opera. E tutto il sito sarà più descrittivo che visivo. Vogliamo che siano gli stessi artisti a raccontarsi e a raccontare le loro opere". Perché l'obiettivo rimane sempre quello: fare in modo che un'opera d'arte unica e di valore entri in ogni casa.

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