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Itas, la "grande accusatrice" direttrice della cooperativa commissariata La Ruota? Tante domande e nessuna risposta.I sindacati: "Il cda per il direttore punti su risorse interne"

La scorsa settimana non vi avevamo dato la notizia che il giudice d'appello aveva deliberato che Itas dovesse pagare 22 mensilità ad Alessandra Gnesetti facendo cadere la "giusta causa" dal licenziamento. Ci siamo arenati perché nel frattempo abbiamo cercato di capire se davvero l'ex referente per l'acquisto di gadget della società assicurativa fosse stata presa da una coop che si occupa di trasporto disabili

Di Luca Pianesi - 19 maggio 2017 - 06:35

TRENTO. Da responsabile del personale e referente per l'acquisto di gadget di Itas a direttrice di un'azienda di trasporto disabili. Da grande accusatrice e indagata nella vicenda che vede coinvolto in prima persona l'ex direttore generale Grassi, all'ingresso in una società cooperativa commissariata dalla Provincia. Eravamo in debito con voi di una notizia importante nella vicenda che riguarda il grande istituto assicurativo. Quella che il tribunale d'appello ha fatto cadere la "giusta causa" nel licenziamento da parte di Itas di Alessandra Gnesetti (colei che con le sue dichiarazioni ha fatto partire l'inchiesta Itas). E, adesso, la stessa azienda dovrà "risarcire" all'ex dipendente 22 mensilità.

 

I giudici d'appello, una settimana fa, hanno, infatti, riformato la sentenza di merito di primo grado non riconoscendo il licenziamento per giusta causa ma "per giustificato motivo soggettivo". Alla donna, Itas ha contestato acquisti, che avrebbe fatto con i soldi dell'azienda, ma che sarebbero stati, in realtà, destinati a se stessa, per oltre 300.000 euro. Prima era arrivato il demansionamento e poi il licenziamento, anche se le ragioni erano le stesse. Ecco quindi il conseguente ricorso e la sentenza di primo grado che aveva dato ragione a Itas ammettendo "la giusta causa". La scorsa settimana, però, c'è stata la decisione del tribunale d'appello di Trento che ha considerato il licenziamento "per giustificato motivo soggettivo" ma tardivo e senza il necessario preavviso

 

Noi non vi avevamo dato questa notizia. Perché? Perché, parallelamente, quel giorno avevamo avuto notizia del fatto che Gnesetti aveva ricoperto successivamente al suo licenziamento, in tempi recenti, a La Ruota un ruolo di primo piano, di direttrice. La cosa c'è sembrata piuttosto strana perché la cooperativa La Ruota in questo momento è commissariata. Meglio, è commissariata dal 29 luglio scorso (il rinnovo del mandato era stato fatto su proposta dell'assessore alla cooperazione Mellarini a fine gennaio) dopo che era emerso un indebitamento da 3,4 milioni in parte collegabile all'investimento fatto su un ristorante, il "Dal Barba" di Villa Lagarina. Ebbene "con deliberazione numero 1294 di data 29 luglio 2016 - si legge nel bilancio d'esercizio della società cooperativa 31.12.2015 - la Giunta Provinciale ha deliberato la revoca del consiglio d'amministrazione della Cooperativa e contestuale nomina di un commissario nella persona del dott. Franco Sebastiani. Con detto provvedimento ha, altresì, stabilito: di assegnare al commissario oltre ai poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione di competenza del consiglio d'amministrazione revocato, il compito di valutare - anche attraverso la definizione di un piano industriale - tutte le possibili azioni atte a ripristinare, nel minor tempo possibile, una condizione di equilibrio economico finanziario e di sostanziale redditività". 

 

E il tutto era arrivato dopo la segnalazione fatta dalla divisione vigilanza della Federazione trentina della cooperazione. Insomma alla cooperativa era arrivato il commissario Franco Sebastiani (ex presidente di Trentino Trasporti Esercizio e vicepresidente di Aeroporto Catullo) e con lui la "tutela" provinciale. Perché Alessandra Gnesetti veniva nominata, se vero, a un ruolo dirigenziale in questa cooperativa? Abbiamo quindi provato a verificare la notizia recandoci personalmente a Trento Nord nella sede de La Ruota. Qui abbiamo trovato l'ultimo presidente prima del commissariamento Riccardo Pedroni al quale abbiamo provato a dire quanto sapevamo e a chiedergli cosa ne pensasse lui. Abbiamo ricevuto un gentile due di picche. Pedroni su questo argomento non voleva parlarci rimandandoci al commissario. Abbiamo, quindi, raggiunto telefonicamente Sebastiani che però, a sua volta, ha preferito non risponderci sulla questione spiegandoci che lui in quanto organo del governo può rispondere solo su cose che lo riguardano.

 

Insomma, la vicenda si è complicata più del previsto. Pensavamo fosse un'informazione facilmente verificabile, visto che stiamo parlando di una cooperativa, per di più commissariata dalla Provincia e di un ruolo che, se ricoperto, dovrebbe essere di primo piano. E invece tutto si è complicato. Nessuno, però, ha speso una mezza parola per dirci che quanto sapevamo non era vero. Tutti hanno rimpallato ad altri la responsabilità di confermarci la notizia. E la conferma in via ufficiosa l'abbiamo anche avuta. Gnesetti sarebbe stata a La Ruota finché non è esplosa la questione giudiziaria. Poi sarebbe stata lei, in prima persona, a farsi da parte per non creare problemi alla cooperativa. Un comportamento, da questo punto di vista, assolutamente meritorio. E su di lei nulla da dire. Anzi.

 

Restano i dubbi, piuttosto, su come sia arrivata a ricoprire questo importante ruolo in un settore molto diverso da quello dal quale proveniva e perché ci sia stato questo ostracismo a risponderci su una cosa così semplice e tecnicamente trasparente.

 

Intanto oggi è atteso il cda di Itas. Si attendono prese di posizione e rinnovi di cariche. Sul tema pubblichiamo integralmente la lettera delle rappresentanze sindacali confederali di Itas: 

 

Le rappresentanze sindacali aziendali Fisac/Cgil , Uilca e First/Cisl condividono appieno il pensiero espresso da gran parte dei delegati trentini , riportato sui quotidiani locali in vista del prossimo consiglio di amministrazione di Itas Mutua.

Confermano la propria posizione già manifestata con lettera aperta del 18 aprile.

Ritengono opportuno che, la selezione del prossimo direttore venga effettuata in modo ponderato e non affrettato, dando segnali di chiarezza e trasparenza, nella ricerca del bene comune di dipendenti e di soci assicurati, tenendo conto delle radici storiche di Itas Mutua.

Con queste premesse auspicano che la nomina del prossimo direttore generale, risulti espressione assoluta dell'unanimità del Consiglio di amministrazione, lasciando altrimenti che la scelta diventi appannaggio del prossimo CDA.

In questa evenienza, chiedono che venga individuata una Governance per il periodo di transizione, con una figura di garanzia in possesso della conoscenza delle dinamiche aziendali, anche valorizzando le risorse interne, alla quale affidare la direzione di Itas, fino al rinnovo delle prossime cariche del consiglio.

Inoltre i lavoratori nel loro duplice ruolo di soci assicurati e dipendenti, si interrogano sul motivo per il quale la Società non abbia saputo attivare quegli strumenti che avrebbero dovuto prevenire le anomalie, i cui effetti sono emersi in queste settimane.

Per questo propongono di instaurare un rapporto di sinergia con i delegati dei Soci assicurati, per individuare azioni congiunte che sappiano tutelare il patrimonio comune della più antica Mutua assicuratrice d'Italia con i suoi quasi 200 anni di storia.

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