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Ambiente

Il Monviso come il Monte Fuji con le nuvole che lo ''avvolgono'': ecco a cosa è dovuto questo fenomeno

Il risveglio a Ostana ha regalato una vista mozzafiato sul Monviso, coperto di neve e avvolto da una incantevole nube lenticolare

Di Sofia Farina | 04 marzo | 19:00
Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Chi la scorsa notte ha dormito nella meravigliosa e scenografica Ostana sommersa dalla neve ha ricevuto la perfetta ricompensa per le ore di blackout della nottata e della prima mattina: una vista mozzafiato sul bianco Monviso, coperto di neve (i dati di Arpa Piemonte segnalano +130 cm tra sabato e domenica nella stazione di Crissolo, poco più su) e avvolto dalle nuvole.


Veduta di Ostana lunedì mattina.

In particolare, all’occhio più attento non sarà sfuggita la somiglianza tra le nuvole formatesi in corrispondenza della cima e delle famose fotografie del Monte Fuji, in Giappone: si tratta delle cosiddette nubi lenticolari. 

 

Tecnicamente note come altocumuli stazionari lenticolari, queste nubi a forma di lente si formano ad alta quota, e compaiono sottovento a una catena montuosa investita da forte vento.  Il loro nome, come si può leggere nella Treccani, deriva dal latino dal lat. tardo lenticularis, a sua volta derivante da lenticŭl, ovvero lenticchia. 

 

Le nubi lenticolari sono una firma dell'umidità e sono scolpite dal vento: il sollevamento dell'aria da parte delle montagne contribuisce a raffreddare l’aria e a condensare l'umidità, rendendo così visibili le nubi. Quando poi il flusso d'aria si abbassa nuovamente sulle valli, l'umidità si dissipa e diventa nuovamente vapore acqueo invisibile.


Il Monviso da Ostana, lunedì mattina.

Ciò che distingue le nubi lenticolari da altri tipi di nubi è la loro relativa immobilità: mentre la maggior parte delle nubi viene trasportata dai venti, le nubi lenticolari tendono a rimanere sul posto. Le nubi lenticolari sembrano rimanere ferme, anche per lunghi periodi, nonostante siano soggette a forti venti orizzontali. Tuttavia, questa apparenza è ingannevole: si tratta di nubi in costante stato di formazione e dissipazione, che si formano intorno al picco di un'onda atmosferica e si disintegrano poco dopo aver superato quel punto.

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