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Ambiente

Prealpi Lombarde, la neve scompare: nelle Valli del Verbano 79 centimetri di neve fresca (contro i 403 di 40 anni fa). Ecco il progetto Bosco Clima

Dati drammatici sulla perdita della precipitazione nevosa arrivano dalle Valli del Verbano, in Provincia di Varese, dove il Centro Geofisico Prealpino studia gli effetti del riscaldamento globale. Ma la Comunità Montana locale ha un piano per rispondere a questi mutamenti: "Per affrontare il cambiamento bisogna raccogliere informazioni, tutelare la natura e coinvolgere la popolazione. Noi lo facciamo con il progetto Bosco Clima"

Di Sofia Farina | 13 aprile | 19:00
Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Al termine di questo caldissimo inverno, arrivano i risultati delle operazioni di monitoraggio dei dati meteo-climatici da diversi settori delle Alpi. Molti di essi, ci mostrano situazioni preoccupanti, ma la storia che ci racconta la Comunità Montana locale delle Valli del Verbano, in Provincia di Varese è una storia di speranza e di ottimismo, di una popolazione locale che sceglie di reagire, per prepararsi ad affrontare i problemi di un futuro che è ormai già qui.

 

Infatti, nelle Prealpi, anno dopo anno, la neve scompare e gli inverni diventano sempre più miti. Questo è ciò che raccontano gli ultimi dati raccolti nelle Valli del Verbano dal Centro Geofisico Prealpino, che dispone di rilevazioni attendibili fin dall’inverno del 1968-69. I numeri più recenti parlano chiaro: la media storica dei centimetri di neve fresca annuali era di 403 centimetri nel ventennio 1968-1987, quella degli ultimi dieci anni invece si aggira sui 111 centimetri, con un calo pari a quasi tre metri (292 centimetri). Non solo: con soli 79 centimetri di neve fresca, l’inverno di quest’anno è stato anche il quinto meno nevoso dagli anni ‘60, mentre i mesi di dicembre 2023 e febbraio 2024 sono stati i più caldi mai registrati in queste zone.

 

«Sono dati impressionanti, che ci confermano come nelle Alpi e nelle Prealpi il cambiamento climatico vada più veloce rispetto ad altre zone d’Italia e del mondo - ha commentato Simone Castoldi, presidente della Comunità Montana Valli del Verbano - per questo dobbiamo agire subito. Vogliamo ricordare a tutti i territori che si trovano in situazioni simili alla nostra che per affrontare il riscaldamento globale, con gli sconvolgimenti che porta con sé, la strada migliore è tutelare e studiare la natura stessa. Ciò significa, nel nostro caso, creare un’alleanza con il bosco, l’ambiente più caratteristico di queste zone».

 

Proprio per questo, a aprile 2023 è partito il progetto Bosco Clima, nato dalla collaborazione tra la Comunità Montana, il Parco regionale Campo dei Fiori, l’Università degli Studi dell’Insubria, le associazioni Lipu e Cast e lo stesso Centro Geofisico Prealpino e sostenuto da Fondazione Cariplo grazie al programma F2c - Fondazione Cariplo per il clima, tramite la Call for Ideas “Strategia Clima”.

«Con Bosco Clima, in primo luogo aiutiamo il Centro Geofisico Prealpino e l’Università degli Studi dell’Insubria a raccogliere ed analizzare dati come questi, che devono diventare sempre più precisi - prosegue Castoldi - per permetterci di capire al meglio le dinamiche con cui il cambiamento climatico agisce nelle nostri valli e nelle nostre montagne. Poi, con azioni concrete, miglioriamo la capacità degli ambienti naturali di adattarsi ai mutamenti, puntando sulle grandi potenzialità delle aree boschive. Un bosco in salute è in grado infatti di offrire riparo a flora e fauna e, al tempo stesso, difenderci da incendi, inondazioni, frane, picchi di calore. Infine, facciamo sensibilizzazione, andando a coinvolgere direttamente le famiglie e i media del territorio e divulgando informazioni verificate sul clima che cambia».

 

La Strategia di Transizione Climatica di Bosco Clima risponde alle problematiche riconducibili ai cambiamenti climatici e legate al bosco e ai servizi ecosistemici (qualità dell’aria e dell’acqua, assetto idrogeologico, biodiversità) e mira a preparare il territorio ai futuri problemi che il cambiamento climatico genererà, promuovendo al contempo la cittadinanza attiva e l’informazione di qualità. Sfide diverse che verranno affrontate tenendo presenti diverse macroaree, che in molti casi vanno a sovrapporsi e interagire tra loro: l'adattamento, la mitigazione e la governance e comunicazione.

 

L'adattamento, che può essere definito come l'aumento della resilienza delle attività umane e degli ecosistemi al cambiamento climatico, declinato all'interno del territorio oggetto di Bosco Clima, si concretizza principalmente nel conservare gli habitat e la biodiversità e ridurre la vulnerabilità idraulica. In particolare, in seguito a un’analisi della resistenza degli habitat forestali agli eventi calamitosi, il progetto prevede il ripristino forestale degli ecosistemi danneggiati dagli incendi, interventi sulle fasce tampone tra bosco e abitato e recupero dei prati aridi, la messa in sicurezza di tratti torrentizi e l'istituzione di una nuova area protette.

In termini di mitigazione, ovvero la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, Bosco Clima mira a potenziare l’efficienza energetica e promuovere gli interventi di gestione forestale in grado di mitigare i cambiamenti climatici. Tra le azioni che rientrano in questa macroarea ci sono uno studio di fattibilità per comunità energetiche sostenibili, l'organizzazione di uno Sportello Energia mobile per i comuni della Comunità Montana e del Parco Campo dei Fiori e la sperimentazione nel campo della riconversione forestale.

 

Infine, una grande importanza è rivesitata anche dalla creazione di efficaci meccanismi di governance interna ed esterna alle istituzioni che possano assicurare il coinvolgimento attivo della società civile. Tra le modalità evidenziate dal progetto, in questo caso, troviamo l'istituzione un gruppo di lavoro stabile per la gestione della Strategia di Transizione Climatica e di una rete per il monitoraggio meteo climatico e delle campagne di comunicazione rivolte agli abitanti del territorio.

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