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Attualità

"Siamo già a oltre 5 miliardi: le Olimpiadi devono essere trasparenti e rendicontabili", al via la campagna Open Olympics: "C'è il diritto di sapere come i cambiano i territori"

Al via la campagna internazionale di monitoraggio civico Open Olympics 2026  "Vogliamo i Giochi invernali Milano Cortina trasparenti, legali, rendicontabili”, promossa da 20 organizzazioni tra cui Libera, Cai, Wwf Italia, Italia Nostra, Legambiente, Mountain Wilderness Italia e Cipra Italia

Di Luca Andreazza | 14 maggio | 18:30
Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Al via la campagna internazionale di monitoraggio civico Open Olympics 2026: "Vogliamo i Giochi invernali Milano Cortina trasparenti, legali, rendicontabili”, promossa da 20 organizzazioni tra cui Libera, Cai, Wwf Italia, Italia Nostra, Legambiente, Mountain Wilderness Italia, Cipra Italia.

 

"Oltre 5 miliardi e 720 milioni di euro. Un miliardo e 600 milioni per la realizzazione dei Giochi e altri 4 miliardi e 120 milioni per le opere connesse (il 68% assorbite da 45 opere stradali per un costo che supera i 2 miliardi e 816 milioni di euro totali). La Lombardia da sola assorbe circa la metà delle opere (il 52%) e dei relativi costi (47%); il Veneto si contraddistingue per ospitare le 13 opere (16% del totale) dal costo complessivamente superiore (il 33% dei costi totali); le opere che si terranno sul territorio della sola Provincia di Bolzano sono numericamente superiori a quella dell'intero Veneto (14 in Alto Adige, 13 in Veneto)".

 

Questa è la fotografia di spesa per i XXV Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina del 2026 proposta da una rete di 20 associazioni nazionali e territoriali (LiberaCipra Italia, Cai centrale, Legambiente, Wwf Italia, Italia Nostra, Mountain Wilderness Italia, Cai Alto Adige, Sat, Alpenverein Südtirol, FederazioneHeimatpflegeverband Südtirol”, Dachverband für Natur- und Umweltschutz in Südtirol, Plattform Pro Pustertal, Protect Our Winters Italia, Pfas.land, Gruppo Promotore Parco delle Marmarole Antelao Sorapiss, Peraltrestrade Dolomiti, Comitato Carnia-Cadore – Pas Dolomiti, Gruppo di Acquisto SolidaleEl Ceston”, Associazione culturale Gruppo d’acquisto solidale Il Tarlo”, Umweltring Pustertal) in occasione della presentazione a Pieve di Cadore (in piena zona dei Giochi).

 

Le stime rientrano nella campagna “Open Olympics 2026. Vogliamo i Giochi invernali Milano Cortina trasparenti, legali, rendicontabili”.

 

“I numeri che presentiamo - dichiara la rete di associazioni - non hanno la pretesa di essere un resoconto puntuale e completo delle opere connesse ai Giochi, altrimenti cadrebbe il senso della richiesta di trasparenza e conoscibilità che rivolgiamo al decisore tramite la petizione Open Olympics, visto che non esiste un elenco unico istituzionale che ci informi su questo. Del resto non spetta a noi, società civile, il compito di fornire un elenco delle opere e del loro costo. In più, molte opere saranno subappaltate, rendendo ancora più difficile il lavoro di reperimento dati. Il nostro scopo del fornire questi dati sta nel far suonare un allarme: stiamo parlando di una mole enorme di risorse e di progettazioni, in grado di cambiare il volto dei territori per come lo conosciamo oggi".

 

A queste associazioni si uniscono una pluralità di sigle rappresentanti le comunità territoriali e locali: “Sono loro i veri protagonisti di questa richiesta, perché questa è casa loro. Ma i Giochi sono di tutti e chiunque ha il diritto di sapere che cosa sta accadendo”, commenta don Luigi Ciotti, presidente di Libera.

 

“La nostra richiesta - si legge ancora nel report - non può rimanere inevasa perché abbiamo sia il diritto di sapere come cambiano i territori luogo dei Giochi che la responsabilità di monitorare le opere. Vogliamo avere la certezza di un utilizzo responsabile delle risorse, al fine di valutarne adeguatamente l’impatto sulle nostre vite e sull’ambiente e assicurarci che nessuna di queste risorse si disperda in opacità o inefficienza, scoraggiando qualunque volontà di infiltrazione criminale, di stampo mafioso o corruttivo, e garantendo che vengano evitate spese inutili".

 

Quanto alla trasparenza “spesso risulta estremamente complesso capire dove siano i dati, essendo costretti a giocare a “ping pong” tra portali e siti diversi. Non sappiamo, infine, quando saranno pronte e quale utilizzo avranno anche nel futuro di troppe opere - si legge nell’appello - così come è difficile comprendere chi sono i responsabili di un’opera, spesso anche divisa in lotti, e come i commissariamenti condizionino le regole del gioco”.“Quasi sempre non sappiamo il perché della realizzazione delle opere, in quanto non ammessi al prendere parte alla decisione pubblica, né possiamo effettivamente valutarne l’impatto”, continua l’appello. Da qui la richiesta: “chiediamo un impegno concreto: piena trasparenza sull’evento olimpico e paralimpico e sulle opere connesse”.

 

Il tutto si traduce, secondo i promotori, in un “Portale unico della trasparenza dei Giochi invernali Milano Cortina 2026, che ci metta in grado sia di comprendere, opera per opera e in formati di dato aperti, i passaggi e l’iter delle stesse, le spese relative all’organizzazione e promozione dei Giochi”.

 

Le 20 sigle rivolgono il forte appello a tutti i soggetti coinvolti, dal Comitato Olimpico Internazionale al Coni, dalla Simico all'Anas, dalla Fondazione Milano Cortina 2026 al Ministero per lo sport e i giovani del Governo Italiano, dalle Regioni ai diversi enti locali coinvolti”. Forte infine il richiamo ai princìpi guida delle Olimpiadi: “Chiediamo che trasparenza, integrità e lealtà, i massimi valori dello sport per come sanciti nell’“Agenda Olimpica 2020+5”, siano anche le precondizioni alla realizzazione delle opere connesse ai Giochi”.

 

A chiusura dell’evento di Pieve, i promotori rilanciano una nuova iniziativa di monitoraggio civico (realizzato anche un laboratorio pomeridiano dedicato), a prescindere dalla risposta che si otterrà. “Il nostro fine ultimo non è quello di alimentare un generico atto di accusa, ma di garantire la salvaguardia del bene comune”, la chiosa finale.

 

“Come Club alpino italiano abbiamo aderito con convinzione alla campagna Open Olympics 2026, per la nostra peculiarità e sensibilità rispetto al tema dell’ambiente", conclude Manlio Pellizon, vice presidente generale del Cai. "In particolare, siamo interessati al tema della trasparenza delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 per quanto riguarda l’utilizzo dei finanziamenti e allo stesso tempo all’impatto sulle popolazioni di montagna”.

 

Tra le opere più discusse per le prossime Olimpiadi c'è la pista da bob di Cortina, un progetto da 122 milioni (Qui il link per acquistare il libro de L'AltraMontagna che approfondisce le tematiche che riguardano la pista da bob "Scivolone Olimpico").

 

Il progetto ha già fatto molto discutere per il costo che arriva a 122 milioni di euro  a cui deve essere aggiunta poi la somma di gestione annua che supera il milione di euro per una manciata di atleti.  

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