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Aperte le iscrizioni per mettersi al servizio delle Dolomiti per 5 giorni e per festeggiare i 10 anni dal riconoscimento Unesco

Si cercano 50 ragazze e ragazzi (12-17 anni) che vogliano imparare in 5 giorni sulle Dolomiti come è organizzata e gestita la rete escursionistica montana del Cai

Pubblicato il - 12 maggio 2019 - 19:31

TRENTO. A dieci anni dal riconoscimento delle Dolomiti quali patrimonio Unesco, la Fondazione e diverse realtà lavorano in sinergia per celebrare la ricorrenza. Arriva una nuova iniziativa, "Campo Sentieri", che coinvolge per cinque giorni ragazze e ragazzi dai 12 ai 17 anni di tutto l'ambito dolomitico.

 

I cinquanta ragazzi che intendono aderire a questa iniziativa promossa da Fondazione Dolomiti Unesco, Provincia di Trento, Sat e Alpinismo giovanile Triveneto si troveranno a vivere un'esperienza indimenticabile, oltre a maturare la consapevolezza della responsabilità e dell'impegno necessario affinchè il bene comune montagna e Dolomiti possa essere trasferito alle generazioni future grazie anche al lavoro di manutenzione dei sentieri alpini.
 
L'idea di allargare l'esperienza "Campo Sentieri", che la Commissione alpinismo giovanile organizza da 5 anni in ambito regionale, è partita dalla Sat, ed è stata subito accolta dalle sezioni Cai dei territori dell'ambito dolomitico e sostenuta convintamente dalla Fondazione Dolomiti.

 

Anche in questo modo si celebrano i dieci anni del riconoscimento Unesco alle Dolomiti. I 50 ragazzi partiranno infatti da Cortina d'Ampezzo il prossimo 26 giugno in concomitanza con la Cerimonia ufficiale per il decimo compleanno delle Dolomiti.

 

Trascorreranno insieme 5 giorni sotto il Pelmo, facendo base al campeggio “Cadore” in località Peronaz a Selva di Cadore messo a disposizione dal Cai di Montecchio Maggiore su invito di quello Veneto. Le iscrizioni sono aperte fino a fine maggio attraverso le segreterie regionali Cai/Sat. La quota di adesione è di 50 euro (Qui info).

 

"Incontrarsi, stare insieme, costruire un senso di appartenenza 'dolomitico', costruire relazioni e imparare sul campo l’importanza della cura del territorio. Non basta - dice il vice presidente della Fondazione Unesco - avvicinare i giovani alla bellezza della montagna, bisogna insegnare loro a prendersene cura. Soprattutto in un momento in cui moltissimi sentieri hanno subito gli effetti della tempesta Vaia: il lavoro volontario dei Club alpini che se ne occupano appare al limite del possibile e comporterà gli 'straordinari' per diversi anni. Non si tratta solo di formare nuove leve per la manutenzione dei sentieri, ma di far comprendere loro l’importanza del lavoro dei volontari e appassionare i giovani a un territorio fragile, che ha bisogno di attenzione e di cura, anche solo per essere percorso a piedi. Nelle giornate del campo i ragazzi potranno apprendere, grazie ad esercitazioni teoriche e pratiche, come viene organizzata e gestita la rete escursionistica montana, gestita dalle varie sezioni del Cai/Sat, ed il valore del lavoro dei volontari che contribuiscono alla manutenzione dei sentieri alpini".

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