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Delegazione di forestali islandesi in Trentino per studiare i nostri boschi. "Riforestazione per mitigare erosione del suolo e cambiamenti climatici"

Hanno fatto tappa al Muse, al Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica e poi alla foresta demaniale di Paneveggio duramente colpita da Vaia. La delegazione islandese vuole studiare gli ecosistemi forestali della nostra regione. Cantiani, professoressa del Dimac ed esperta di foreste: "Il rimboschimento su vasta scala, come mezzo particolarmente efficace per contrastare l’emergenza climatica, è un tema estremamente attuale"

Di Arianna Viesi - 28 settembre 2019 - 21:09

TRENTO. Vengono dall'Islanda e sono qui, a Trento, per studiare i nostri boschi. Una delegazione di forestali islandesi, membri della Icelandic Forestry Association, è arrivata infatti nella nostra provincia per conoscere la realtà boschiva del Trentino e, più in generale, delle Alpi. Obiettivo del gruppo di lavoro: discutere i problemi di gestione degli ecosistemi montani legati al cambiamento climatico.

 

La delegazione è passata al Muse per un incontro con tecnici e ricercatori di ambito forestale e, poi, è stata accolta a Mesiano, al Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica (Dicam) per un momento di approfondimento e conoscenza reciproca.

 

Ieri la visita alla foresta demaniale di Paneveggio fortemente danneggiata da Vaia. La visita sul campo ha permesso loro di approfondire le caratteristiche degli ecosistemi forestali della regione, ma anche di esaminare le conseguenze della tempesta dell’ottobre 2018.

 

L'interesse - da parte non solo di forestali, ma anche di politici e ricercatori islandesi - per la gestione e la conservazione del patrimonio boschivo stupisce, e non poco.

In Islanda, infatti, le foreste sono oggi praticamente inesistenti. "La risposta si trova facilmente se si esamina la storia e la conformazione di questo Paese", spiega la professoressa Cantiani del Dicam, esperta di foreste ed ecosistemi. "L’Islanda è un esempio di come gli equilibri fragili e delicati, che caratterizzano determinati territori, possano essere facilmente messi in crisi dalle attività dell’uomo e di come poi sia molto difficile ripristinarli".

 

"È collocata sulla dorsale Medio Atlantica, tra gli Oceani Nord Atlantico e Artico ed è una terra geologicamente molto giovane, caratterizzata da una intensa attività vulcanica ed esposta a forti contrasti termici, sia atmosferici che marini. Grandi laghi e ghiacciai ricoprono oltre il 14% della sua superficie e gran parte delle aree interne è costituita, dal punto di vista biologico, da deserto polare. Oltre il 60% dell’attuale copertura vegetale è costituita dalla tundra, ecosistema spoglio di vegetazione arborea, caratterizzato da muschi, licheni, specie erbacee e da una sporadica vegetazione arbustiva di scarso sviluppo in altezza, o addirittura a portamento strisciante".

 

"Oggi la riforestazione - continua Cantiani - viene considerata il mezzo più sicuro, anche se di difficile attuazione, per contrastare l’erosione del suolo e la continua perdita di fertilità e, nello stesso tempo, per mitigare gli effetti del riscaldamento globale, che da alcuni anni sono particolarmente evidenti nel Paese. Si moltiplicano gli studi volti ad individuare le specie e le tecniche di impianto più adatte, si diffondono serre e vivai e ci si interroga su come l’effetto serra di origine antropica possa interagire con i progetti di rimboschimento. Non a caso, durante la visita in Italia, particolare attenzione sarà dedicata agli ecosistemi a prateria delle alte quote, dove il riscaldamento climatico sta facendo rapidamente innalzare il limite della vegetazione arborea».

 

"Il rimboschimento su vasta scala, come mezzo particolarmente efficace per contrastare l’emergenza climatica, è un tema estremamente attuale. Occorre studiarne l’oggettiva fattibilità e i limiti, di natura ecologica ed economica, che possono frapporsi alla realizzazione di un tale progetto - conclude Cantiani. Proprio oggi, in un momento in cui siamo chiamati a prendere importantissime e improcrastinabili decisioni per la salvaguardia del Pianeta, sono quindi quanto mai utili e preziose le occasioni di incontro, di scambio di conoscenze ed esperienze, di discussione costruttiva, tra chi si occupa di queste tematiche".

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