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Lattiero-caseario, Dallapiccola: ''Mancano due milioni di euro e la Provincia ancora non pianifica il futuro di questo comparto''

Un sistema che ruota principalmente intorno alla Latte Trento, il cui core business si base sul latte fresco e formaggi tipici, e quindi una serie di piccoli caseifici di valle che invece hanno nelle specialità casearie e nella legame con il mondo dell'ospitalità il principale interesse commerciale. Si aggiunge poi una una realtà organizzativa di secondo livello per i formaggi trentini, il Concast, che gestisce soprattutto il management del Trentingrana

Di Luca Andreazza - 11 giugno 2019 - 06:01

TRENTO. "La Provincia negli anni ha attivato politiche di sostegno finanziario al sistema lattiero-caseario", così l'ex assessore Michele Dallapiccola, che aggiunge: "Un meccanismo che prevede una fiscalità collettiva fortemente alimentata anche dal comparto turistico per un ritorno al sistema zootecnico di parte dell'introito per permettere al settore di compensare i maggiori costi di produzione".

 

Un sistema che ruota principalmente intorno alla Latte Trento, il cui core business si base sul latte fresco e formaggi tipici, e quindi una serie di piccoli caseifici di valle che invece hanno nelle specialità casearie e nella legame con il mondo dell'ospitalità il principale interesse commerciale. Si aggiunge poi una una realtà organizzativa di secondo livello per i formaggi trentini, il Concast, che gestisce soprattutto il management del Trentingrana. Un settore che negli anni ha potuto far affidamento su circa 2 milioni di euro, ora a rischio per le normative europee diventate più stringenti. 

 

"L'organizzazione d'impresa di questo comparto - aggiunge Dallapiccola - si regge quasi integralmente sul sistema cooperativo. Ma in questo momento l'economia casearia sembra un po' appiattita, il tutto complicato dal fatto che produrre formaggio in montagna è difficile in quanto costa molto di più che in pianura. Garantire la pulizia e la gestione del paesaggio per approvvigionamento di quel foraggio che serve per alimentare le vacche è particolarmente dispendioso".

 

Un impegno però che si riflette anche sul comparto turistico tra valorizzazione e manutenzione del paesaggio. "Questa la ragione che aveva portato la Provincia a intrecciare i legami finanziari al settore del turismo. Un intervento - prosegue l'ex assessore - più che giustificato, ma governato da leggi europee che regolano gli aiuti alle imprese e limitano le entità dei finanziamenti agli allevatori".

 

Nella scorsa legislatura, l'amministrazione aveva cercato di sviluppare forme di incentivo attraverso un sistema integrato di attività promozionali strettamente legate al mondo turistico, come la serie di eventi “Latte in festa”, ma anche “Montagna di latte”, così come il sistema dei contributi settoriali per le azioni di pubblicità e promozione dei prodotti.

 

 

"Le norme europee - evidenzia il consigliere provinciale del Patt - sono molto severe e difficili da comprendere, in particolare quando sono a nostro svantaggio, ma è giusto riconoscere all'Europa il grande ruolo di ripiano di questi costi attraverso la Pac: a questo, infatti, servono i Fondi agricoli comunitari. Sono diventati parte integrante e sostanziale dei bilanci degli allevatori trentini".

 

E se la nuova giunta sta elaborando nuove strategie per contrastare l’abbandono dei suoli agrari e per rilanciare le attività di agricoltura e allevamento in montagna, senza dimenticare che l'assessore Mario Tonina ha approvato negli scorsi giorni i bandi per finanziare iniziative per migliorare la biodiversità dei fondi agricoli e ripristinare habitat favorevoli a flora e fauna e paesaggi agricoli tradizionali. Sono stati stanziati 852.101,22 euro e 612.389,67 euro, ma sul fronte lattiero-caseario tutto sembra ancora fermo e per questo l'ex assessore ha presentato un'interrogazione alla giunta. Un provvedimento che si avvale dei residui da 10 milioni nel portare avanti il percorso dell'ex assessore Mauro Gilmozzi.

 

"E' preoccupante - conclude Dallapiccola - come a livello programmatico in Provincia non ci siano ancora segnali su come si voglia impostare la politica di sostentamento ai piccoli caseifici di montagna. Mi chiedo quindi come la giunta intenda agire per permettere a queste realtà di guardare con fiducia al futuro economico e quali indirizzi voglia seguire per i contributi settoriali per la promozione dei prodotti agricoli".

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