Contenuto sponsorizzato

Maltempo, il Garda 1 metro e 20 sopra lo zero idrometrico. Malpaga: "In un mese il livello si è alzato di 30 centimetri"

A fare paura è il Po. Per questo sono state alzate le paratoie per evitare che un ulteriore apporto d'acqua dal Garda-Mincio gravi sul Po e sulla sua piena. Malpaga: "Questo mese non è il peggiore. Nell'autunno del 2000 si era raggiunta quota 172 cm sopra lo zero idrometrico con allagamenti a Riva e Torbole"

Di Arianna Viesi - 29 novembre 2019 - 11:45

RIVA DEL GARDA. Le abbondanti precipitazioni delle ultime settimane hanno messo in ginocchio molte aree del nostro Paese. L'acqua alta a Venezia, frane e smottamenti, alberi abbattuti. Per molti giorni pioggia e neve non hanno dato tregua a Vigili del Fuoco e soccorritori.

 

In Provincia a far paura sono stati, soprattutto, il Brenta e il Leno. In pianura, invece, l'osservato speciale è stato, e continua ad essere, il Po. Permane l'allerta rossa in Veneto nonostante i livelli del fiume siano in lieve calo. E la cosa riguarda (in parte) anche noi. Il Po, infatti, è legato a doppia mandata alle sorti del Garda, e viceversa. Il Mincio, unico emissario del lago, è infatti l'ultimo affluente di sinistra del Po. 

 

In questi giorni il livello del Benaco si è alzato notevolmente. Siamo a 120/122 centimetri sopra lo zero idrometrico. "Lo zero idrometrico - spiega Lorenzo Malpaga, responsabile dei bacini del Sarca, del Chiese e dell'Alto Garda del servizio Bacini Montani - è la quota standard, la quota ordinaria del lago, stabilita da un accordo sottoscritto dalle tre regioni che condividono il Garda: Trentino, Veneto e Lombardia". Solitamente lo zero idrometrico si attesta sui 64 metri slm. Quindi, in questi giorni, il lago si è alzato a 65,2 metri slm, più o meno. "Il primo novembre eravamo a 88 centimetri sopra questo livello: in un mese, quindi, è cresciuto di una trentina di centimetri".

 

Lo zero idrometrico, durante periodi di grave siccità o di abbondanti precipitazioni, subisce fisiologiche variazioni. "Il livello del lago - continua Malpaga - può essere abbassato, o alzato, anche 'forzatamente' per motivi contingenti. Penso, ad esempio, ai sistemi irrigui nella parte meridionale del bacino". 

 

Ora il livello del lago è molto alto. "Ma non c'è da preoccuparsi", spiega Malpaga. "Probabilmente sono state alzate le paratoie per laminare, questo il termine tecnico, le acque del lago. Insomma, si sta cercando di evitare che un ulteriore apporto d'acqua dal Garda-Mincio gravi sul Po e sulla sua piena".

 

Il Mincio, del resto, non riesce a portare molta acqua. "Se nel lago entra più acqua di quella che può uscire è normale che il livello si alzi. La portata media del Mincio nei periodi particolarmente piovosi è di 190 metri cubi al secondo. Per capirsi quella dell'Adige, nell'alluvione del 1966, era arrivata a 2.500 metri cubi d'acqua al secondo". 

 

L'ultimo mese è stato un mese particolarmente piovoso, ma non il peggiore. "Nel 2000 - continua Malpaga - c'erano stati una serie di allagamenti nella zona di Riva del Garda e Torbole anche se il Mincio scaricava. Il 28 novembre di quell'anno si erano raggiunti i 172/174 centimetri sopra il livello idrometrico. Ben 50 centimetri oltre la quota attuale. 50 centimetri in più, in un lago come il nostro, possono fare la differenza".

 

"Il livello del lago è alto, quindi, ma non c'è da preoccuparsi", conclude Malpaga. 

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 22 dicembre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

18 gennaio - 17:45

Nelle ultime 24 ore analizzati 708 tamponi. Sono stati comunicati altri 14 decessi a causa di Covid-19. Trovati 56 positivi tra tamponi molecolari e test antigenici, confermate 57 positività riscontrate nei giorni scorsi. Sono 107 le guarigioni

18 gennaio - 17:04

E' successo nel vicentino, i medici del Suem, accorsi con un’ambulanza, hanno provato a rianimare il giovane ma alla fine, purtroppo, si sono dovuti arrendere

18 gennaio - 13:19

Cristina Corcho è una dei tanti volontari che in questi giorni aiutano i rifugiati o i migranti rimasti bloccati nel gelido inverno bosniaco. Con l'associazione spagnola No Name Kitchen distribuisce cibo e vestiti ai tanti che rimangono fuori dai campi profughi, riparandosi in tende improvvisate, casupole e fabbriche dismesse. "In molti attendono condizioni migliori. Chi si imbatte nella polizia croata viene malmenato e privato dei vestiti"

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato