Contenuto sponsorizzato

Nel 2018 sono stati abbattuti 365 cinghiali. Agricoltori e cacciatori pronti a collaborare per contenere la specie

Con l'assessora Giulia Zanotelli è stato avviato un percorso per  creare le condizioni di collaborazione tra la Provincia, gli agricoltori ed i cacciatori per cercare, attraverso l’individuazione anche di modalità innovative di intervento, di far fronte all’espansione progressiva del cinghiale e contenere per quanto possibile i danni al patrimonio agricolo provinciale”.

Pubblicato il - 08 gennaio 2019 - 19:57

TRENTO. Sono 365 i cinghiali abbattuti nel corso del 2018 in Trentino e l'obiettivo dell'assessora provinciale all'agricoltura Giulia Zanotelli e quello una maggiore collaborazione da cacciatori e mondo agricolo per riuscire a “di far fronte all’espansione progressiva del cinghiale e contenere per quanto possibile i danni al patrimonio agricolo provinciale”.

 

A confermarlo sono le parole che l'assessora ha pronunciato durante un incontro tra i sindacati agricoli e l’Associazione cacciatori della provincia di Trento per condividere, con il supporto delle competenti strutture provinciali, l’analisi della situazione attuale di diffusione della specie, operare un’analisi critica delle azioni fin qui messe in campo e delle possibili misure migliorative da introdurre.

 

“L’incontro - ha evidenziato l’assessora Zanotelli - vuole creare le condizioni per avviare un percorso di collaborazione tra la Provincia, gli agricoltori ed i cacciatori per cercare, attraverso l’individuazione anche di modalità innovative di intervento, di far fronte all’espansione progressiva del cinghiale e contenere per quanto possibile i danni al patrimonio agricolo provinciale”.

 

Dopo la presentazione delle vigente modalità di controllo delle specie, che di fatto consentono di poter operare in deroga agli ordinari criteri che disciplinano l’attività venatoria, e quindi di essere quanto più efficaci possibili nel perseguimento dell’obiettivo del controllo, Stefano Ravelli, presidente dell’Associazione cacciatori, ha evidenziato le dinamiche degli abbattimenti realizzati negli ultimi decenni in provincia (dai 20 capi del 1990 ai 365 capi del 2018) che esprime anche lo sforzo importante messo in campo dalla componente venatoria per contribuire a contenere i danni provocati da questa specie alle colture agricole, ma anche alla componente faunistica locale.

 

“L’Associazione cacciatori ha condiviso il percorso che ha portato all’attuale disciplina di controllo e ritiene che essa oggi rappresenti uno strumento adeguato per il controllo della specie - ha sottolineato il presidente Ravelli -  Peraltro, vi è la piena disponibilità a concorrere alla definizione di ulteriori criteri e misure di ulteriore miglioramento, anche se, realisticamente, si tratterà di una presenza con la quale dovremo prepararci a convivere. I cacciatori, rispetto a questa specie in particolare, consapevoli dei danni che essa può determinare, vogliono proporsi come alleati degli agricoltori, mettendo in campo ogni sforzo per il perseguimento di obiettivi condivisi.”

 

I rappresentanti dei sindacati agricoli, pur riconoscendo l’impegno messo in campo dai cacciatori, hanno manifestato la loro preoccupazione per le dinamiche attuali della specie cinghiale e hanno auspicato senso di responsabilità ed impegno comune con l’obiettivo di mettere in campo ogni azione possibile, anche di natura straordinaria, quanto meno per evitare l’ulteriore diffusione della specie e per rendere compatibile questa presenza con le attività agricole presenti sul territorio.

E' stato infine proposta la costituzione di un piccolo gruppo di lavoro trasversale che partendo dall’analisi della situazione attuale, valuti  eventuali ulteriori azioni da programmare già per il corrente anno.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 16 agosto 2019
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

19 agosto - 14:25

L'avventura con la loro società è iniziata circa tre anni fa. I due giovani della Vallagarina, Mattia Cristoforetti e Giovanni Tava, hanno macinato moltissimi successi ed  hanno deciso di utilizzare il loro lavoro anche per aiutare i bambini. Per questo è iniziata la collaborazione con la fondazione Tog per la cura e la riabilitazione dei bambini con gravi patologie neurologiche

19 agosto - 16:01

Gettatosi da una falesia alta 10 metri a Torre dell'Orso, nel leccese, un giovane trentino si è lesionato la zona cervicale. Trasportato immediatamente all'ospedale Vito Fazzi di Lecce, si attende di capire che danni possa aver riportato. Cauti i medici 

19 agosto - 06:01

Pubblichiamo in esclusiva dei dati molto significativi sul reale andamento della struttura della Val di Fiemme che smentiscono molto di quanto sentito sino ad oggi. Nel punto nascite si è eseguito nel 25% dei casi il taglio cesareo quando non ci sono emergenze e per  l'Organizzazione Mondiale della Sanità un tasso superiore al 15% è indicativo di ''un uso inappropriato della procedura'' motivato da ''carenze organizzative, medicina difensiva, (...) scarso supporto alla donna da parte del personale sanitario nel percorso di accompagnamento alla nascita''

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato