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Stati generali della montagna, le associazioni ambientaliste: ''Non siamo stati coinvolti: decisione preoccupante''

Non è la prima volta in questi primi mesi di governo a trazione centrodestra che le associazioni lamentano una generale poca considerazione. I momenti di maggior tensione si sono registrati in occasione dell'abolizione del Comitato faunistico, ma anche per la decisione della Provincia di annullare la consueta presentazione del rapporto Grandi carnivori. LE LETTERE ALL'INTERNO

Di Luca Andreazza - 03 giugno 2019 - 12:27

TRENTO. "Quasi tutti i presidenti delle Comunità di valle del Trentino hanno deciso di non invitare le principali associazioni di protezione ambientale attive agli incontri e ai gruppi di lavoro organizzativi sul territorio", queste le parole di Salvatore Ferrari, ex presidente della sezione trentina di Italia Nostra e rappresentante in molte realtà ambientaliste quali Cipra, Italia Nostra, Lipu, Mountain Wilderness e Pan-Eppaa nel Comitato provinciale di coordinamento e di indirizzo del parco nazionale dello Stelvio, per lamentare il mancato coinvolgimento agli Stati generali della montagna. 

 

Non è la prima volta in questi primi mesi di governo a trazione centrodestra che le associazioni lamentano una generale poca considerazione. I momenti di maggior tensione si sono registrati in occasione dell'abolizione del Comitato faunistico, un atto arrivato senza confronto che non è stata digerito dalle associazioni del mondo ambientalista e animalista (Qui articolo), ma anche per la decisione della Provincia di annullare la consueta presentazione del rapporto Grandi carnivori (Qui articolo).

 

Dopo la lettera del 23 aprile scorso, firmata da Beppo Toffolon (presidente di Italia Nostra), Andrea Giachetti (presidente di Legambiente Trento) e Sergio Merz (Delegato regionale Lipu). E ancora Franco Tessadri (presidente nazionale Mountain Wilderness), Adriano Pellegrini (presidente Pan-Eppaa) e Osvaldo Negra (Delegato Wwf Trentino).

 

E l'ex presidente di Italia Nostra affida, nuovamente, il proprio pensiero ad una lettera, che pubblichiamo in forma integrale, indirizzata al governatore Maurizio Fugatti.

 

LETTERA del 2 giugno 2019

Egregio presidente,

 

non so chi rappresenterà la Val di Sole nella "convention plenaria” di Comano Terme in programma per il 14 e il 15 giugno. Di sicuro nessuno rappresenterà le mie idee, le mie visioni e le mie proposte per un futuro sostenibile della mia valle.

 

Come Lei ben sa - si veda la lettera che Le è stata inviata lo scorso 23 aprile e alla quale non ha ancora risposto - quasi tutti i presidenti delle Comunità di Valle del Trentino hanno deciso di non invitare le principali associazioni di protezione ambientale attive in Trentino agli incontri e ai gruppi di lavoro organizzati sul territorio.

 

Di fatto molti amministratori locali hanno disatteso l’invito che Lei aveva – opportunamente – formulato in occasione della conferenza stampa (4 marzo 2019) di presentazione degli Stati Generali della Montagna: l’attivazione di un percorso partecipato “finalizzato all’ascolto di tutti gli attori che vivono e lavorano nei territori di montagna”.

 

Così non è stato, anche in Val di Sole.

 

Mi permetto dunque di elencare alcuni temi che mi sarebbe piaciuto portare nei gruppi di lavoro e che trovano il loro fondamento ideale nell’articolo 9 della Costituzione repubblicana del 1948 (La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione): stop (vero) al consumo di suolo; allo sfruttamento intensivo a scopo idroelettrico del Noce e dei suoi affluenti e alla costruzione di nuovi impianti di risalita in aree ad alto valore paesaggistico e naturalistico; risanamento (e non demolizione) e riuso degli edifici dei centri storici; revisione (in seconda adozione) dei contenuti e delle previsioni del Piano del Parco Nazionale dello Stelvio; investimenti adeguati per il restauro del patrimonio storico-artistico, architettonico ed etnografico delle valli di Sole, Peio e Rabbi; creazione dell’Archivio Storico della Val di Sole (allego il documento presentato a Dimaro il 20 novembre 2015 all’allora presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi).

 

Paesaggio e patrimonio culturale contribuiscono, quali beni comuni, al benessere personale e collettivo, oltre a definire l’identità di un popolo e di un territorio, ma purtroppo, dal secondo dopoguerra ai giorni nostri, non sempre sono stati al centro delle politiche nazionali, regionali, provinciali e locali, se non come “beni di consumo”, come aveva lucidamente evidenziato Nicolò Rasmo, ultimo Soprintendente statale del Trentino - Alto Adige, in un intervento del 1970.

 

Con l’auspicio che questi argomenti possano trovare interesse e attenzione da parte Sua e della sua Giunta, La saluto cordialmente.

 

 

Caldes, 2 giugno 2019 (Festa della Repubblica)

 

dott. Salvatore Ferrari

ex presidente della sezione trentina di Italia Nostra

rappresentante titolare delle Associazioni di protezione ambientale (Cipra Italia, Italia Nostra, Lopu, Mountain Wilderness e Pan – Eppaa) al Comitato provinciale di coordinamento e di indirizzo del Parco nazionale dello Stelvio (settore trentino)

 

---

 

LETTERA del 23 aprile 2019

 

Oggetto: Stati generali della Montagna e mancato coinvolgimento delle Associazioni di protezione ambientale.

 

Egregio presidente,

 

mentre a livello nazionale si sta chiudendo il percorso per arrivare nel primo autunno a una grande assemblea degli Stati Generali della Montagna, la giunta provinciale di Trento ha aperto un analogo cantiere, perlomeno nel nome e nelle ambizioni.

 

Da due mesi nelle periferie del Trentino e a livello mediatico ci si confronta su questi Stati Generali. Un confronto, a differenza di quello nazionale, che avviene in assemblee alle quali partecipano solo rappresentati di associazioni o singoli cittadini invitati dalla Provincia.

 

In tutti e sette gli ambiti non sono state invitate al confronto le sottofirmate associazioni (Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Mountain Wilderness, Wwf), "articolazioni di associazioni nazionali aventi come fine statutario la conservazione dell'ambiente naturale" , e l'Associazione Pan – Eppaa, attive in Trentino da decenni e alcune da più di mezzo secolo. 

 

Solo in due ambiti, a gruppi di lavoro decisi e a lavoro strutturato, si è ritenuto opportuno convocare questi portatori di interessi collettivi: il Basso Sarca e la Val di Fiemme. L’associazionismo ambientalista ‐ lo dimostra la sua attività in tutta Italia - non ha solo il ruolo di tutelare l’ambiente naturale, ma si è anche assunto l’onere di investire in progettualità complesse che armonizzino la presenza dell’uomo nella natura e sulle montagne, dando alla sostenibilità un significato reale.

 

Tutte le associazioni sono impegnate nel complesso lavoro strutturato dal segretariato della Convenzione delle Alpi, hanno avviato progetti di rilancio, anche conservativo, della montagna appenninica e, nel caso provinciale, sostengono enti e istituzioni che hanno come obiettivo il Vivere la montagna.

 

Il fatto che la giunta della Provincia autonoma di Trento abbia deciso di non coinvolgere, in questo percorso partecipato, i soci delle Associazioni di protezione ambientale che vivono e lavorano nelle valli trentine, costituisce una decisione preoccupante, che mina la credibilità del lavoro finale degli Stati Generali della montagna, perlomeno in Trentino, e determina la fragilità del lavoro stesso anche in ambito nazionale.

 

Le sottoscritte Associazioni auspicano quindi che in futuro la Giunta provinciale di Trento voglia tenere in considerazione il loro contributo.

 

Cordiali saluti.

 

Beppo Toffolon (presidente sezione trentina di Italia Nostra) 

Andrea Giachetti (presidente Circolo di Trento di Legambiente)

Sergio Merz (delegato regionale Lipu)

Franco Tessadri (presidente nazionale Mountain Wilderness)

Adriano Pellegrini (presidente Pan‐Eppaa) 

Osvaldo Negra (delegato Wwf Trentino)

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