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Coronavirus, l'Oms lancia l'allarme: "Anche in Italia casi di visoni d'allevamento contagiati". E la Danimarca ne abbatte 17 milioni

A lanciare l’allarme è l’Organizzazione Mondiale della Sanità, dopo che due giorni fa il governo danese aveva annunciato l’abbattimento di 17 milioni di visoni. L’Oms spiega anche che sono in corso ulteriori studi per capire l’impatto delle mutazioni genetiche generate dal passaggio del virus dall’essere umano all’animale.

Di Marianna Malpaga - 07 novembre 2020 - 16:04

TRENTO. Anche in Italia sono stati trovati casi di Sars-CoV-2 in alcuni visoni d’allevamento. A darne l’annuncio è l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che scrive: “Ad oggi, sei Paesi, cioè Danimarca, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Italia e Stati Uniti, hanno segnalato casi di Sars-CoV-2 nei visoni d’allevamento all’Organizzazione  Mondiale della Sanità animale (OIE)”.

 

La puntualizzazione dell’Oms è stata fatta a seguito della trasmissione, due giorni fa, delle immagini dei visoni d’allevamento abbattuti in Danimarca, dove è partito l’allarme. Il governo di Copenaghen, guidato da Mette Frederiksen, ha infatti deciso di abbattere 17 milioni di visoni d’allevamento, perché da giugno, secondo i dati riportati dall’Oms, sono stati identificati 214 casi di persone che avevano contratto delle varianti di Sars-CoV-2 associate a questi animali. In particolare, dodici casi rilevati nello Jutland del Nord presentavano una variante unica del virus. Questi casi sono stati rilevati tutti a settembre in persone tra i 7 e i 79 anni: otto sono direttamente collegati all’industria dei visoni d’allevamento, mentre quattro sono stati identificati nella comunità locale.

 

Secondo le ricerche finora condotte, sarebbe stato l’uomo a trasmettere il virus ai visoni. Gli animali l’avrebbero trasmesso a loro volta all’essere umano in una versione che viene chiamata variante “cluster 5”. Dalle osservazioni iniziali, sembrerebbe che la severità e la trasmissione di questa variante del virus sia molto simile alle altre in circolazione. Devono però essere ancora verificate le conseguenze delle mutazioni osservate in questa variante del virus perché, come osserva l’Oms, “quando il virus passa dalle persone alla popolazione animale possono esserci mutazioni genetiche”. Per questo, prosegue l’Oms, “sono richiesti ulteriori studi scientifici e di laboratorio per verificare i risultati preliminari riportati e per capire le potenziali implicazioni di questi risultati in termini di sviluppo di diagnosi, terapia e vaccino”.

 

Alcuni membri di Sars-CoV-2 Virus Evolution Working Group dell’Organizzazione Mondiale della Sanità stanno quindi studiando i risultati ottenuti assieme ad alcuni scienziati danesi. Il visone non è l’unico animale che ha contratto il virus dall’uomo. “Diversi animali che sono stati a contatto con persone infette – scrive l’Oms – come visoni, cani, gatti domestici, leoni e tigri sono risultati positivi al Sars-CoV-2”.

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