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Dopo il via libera tra le polemiche all'elettrodotto aereo, il sindaco (che si ricandida) apre all'interramento. Il Comitato: "Opera impattante su paesaggio e ambiente"

Confermato a giugno con una delibera di Giunta, l'elettrodotto Borgo Valsugana-Lavis dovrebbe essere spostato mantenendo la soluzione della via aerea. Ma questa alternativa non piace alla cittadinanza, che spinge per l'interramento. Il sindaco di Pergine Roberto Oss Emer, in campagna elettorale, pare aver riaperto la questione, di contro alle scelte chiare della sua amministrazione. Il presidente del comitato "Interriamo l'elettrodotto" Andrea Rossato: "Nessun vantaggio per il territorio" 

Di Davide Leveghi - 08 settembre 2020 - 19:39

PERGINE VALSUGANA. Nel vivo della campagna elettorale, a Pergine Valsugana si battaglia sul fronte “elettrodotto”. Cominciata nel 2014, quando si rese evidente la necessità di rinnovare la rete, questa vicenda si è sviluppata nell'ultimo periodo tra delibere, ricorsi e ripensamenti elettorali, facendo breccia nella popolazione della terza città trentina (e non solo, visto che il tracciato interessa anche altri Comuni). Di fronte alla scelta della Giunta Oss Emer di ricostruire il tracciato elettrico in via aerea, infatti, era sorto un comitato favorevole alla soluzione dell'interramento.

 

Perché questo è il futuro, perché questo è il progresso – scrive il comitato “Interriamo l'elettrodotto” sul proprio sito – con la sola esclusione del Trentino si interrano gli elettrodotti ovunque. Perché un elettrodotto interrato ha un impatto ambientale e paesaggistico molto inferiore a quello degli elettrodotti aerei. Perché costa di più se si considerano solo i costi monetari della sua costruzione, ma costa molto meno se si considerano tutti i costi, ambientali, paesaggistici ma anche economici, di un elettrodotto aereo”.

 

Il tutto prende avvio appunto nel 2014, quando la Giunta comunale emette una delibera con cui esprime parere favorevole al progetto dell'elettrodotto aereo. È passato qualche anno dal protocollo firmato da Provincia di Trento, Comuni di Pergine Valsugana, Civezzano, Trento e Terna Spa, azienda che dovrà ricostruire la rete su un nuovo tracciato, con cui si progetta l'opera. Le valutazioni sono positive da parte delle istituzioni coinvolte, meno da parte della cittadinanza. Nasce infatti il comitato “Custodiamo il Paesaggio”, che immediatamente raccoglie le firme di cittadini e operatori economici per far comprendere l'impatto ambientale e paesaggistico di un elettrodotto aereo.

 

Con un balzo in avanti ci troviamo dunque nel 2020. Al nucleo di attivisti perginesi si aggiunge un gruppo di Civezzano. Anche il Comune all'imbocco della valle, infatti, dovrebbe essere territorio attraversato dall'elettrodotto, che da Borgo Valsugana arriva fino a Lavis. Il comitato s'allarga e nasce così “Interriamo l'elettrodotto”. Il 16 giugno 2020 una delibera della Giunta Oss Emer, sindaco giunto al secondo mandato, conferma il “parere favorevole ai fini dell'assenso alla realizzazione dei lavori riguardanti la variante aerea dell'elettrodotto a 220 chilovolt”.

 

 

 

 

Dalla cittadinanza arriva un immediato ricorso, bocciato in data 4 agosto. L'opzione dell'interramento non è contemplata dall'amministrazione. Ormai si è presa la via dell'elettrodotto aereo e così si continua, nonostante una segnalazione da parte della sottocommissione paesaggistica della Pat con cui si evidenziano delle criticità ambientali. Sono a questo punto le sirene elettorali a segnare una svolta, almeno a parole, del sindaco Roberto Oss Emer.

 

 

 

 

“Il progetto è di 10 anni fa – annotava il primo cittadino perginese in un'intervista a un quotidiano locale – è datato e le tecnologie sono cambiate. La nostra amministrazione ha sempre cercato alternative alla via aerea, per questo crediamo che la Provincia si possa accollare il costo di 6 milioni di euro per portare l'elettrodotto ad essere interrato, coprendo così la differenza tra i costi della ricostruzione della linea e l'interramento”.

 

Siamo sempre stati ignorati come comitato – lamenta un membro del comitato, raggiunto al telefono dal nostro giornale – nel 2015 abbiamo raccolto 1600 firme di cittadini e cittadine e 120 di commercianti contrari alla soluzione dell'elettrodotto aereo, per l'impatto che questa ha su ambiente e paesaggio. Ma da parte dell'amministrazione ci è stato risposto solo con il silenzio. Ora il problema è scoppiato con la campagna elettorale”.

 

Arrivato alla conclusione del suo ciclo di vita, l'elettrodotto dovrebbe essere spostato su un nuovo tracciato che non attraversa più il centro della città ma viene portato sui crinali montuosi. Uno spostamento che, comunque, costeggerebbe certe abitazioni e soprattutto rappresenterebbe una soluzione impattante alla vista.

 

Il progetto nasce per delocalizzare e potenziare l'elettrodotto, portandolo da 220mila volt a 380mila – racconta il presidente del comitato 'Interriamo l'elettrodotto' Andrea Rossato – decidendone lo spostamento dal fondo valle ai crinali e sulla dorsale est e nord-est dell'Alta Valsugana. Sarebbe il primo elettrodotto in Trentino che arriva ad una potenza di 380mila volt”. 

 

“L'idea è di connettere la tratta Borgo Valsugana-Lavis all'elettrodotto che passerà sotto il tunnel di base del Brennero – prosegue – non si tratta solo di uno spostamento, dunque, ma anche di altro, visto che Terna punta a dar vita a qualcosa che non ha valenza locale, una linea elettrica pensata per il mercato internazionale dell'energia elettrica. Terna, pertanto, costruisce infrastrutture del genere a costi irrisori rispetto ai guadagni che ricava, senza attenzione all'impatto su ambiente e paesaggio delle proprie opere”.

 

Lo spostamento di alcune tratte, con i tralicci che passerebbero dunque sulle montagne, non riguarderebbe però l'intera tratta che va da Lavis a Borgo. “Un problema attiene al fatto che lo spostamento e il potenziamento riguarda il tratto Monte Orzano-Pergine ma non quelli che arrivano a Lavis e Borgo. Se questo subirà il potenziamento, tutta la linea dovrà salire di voltaggio. Lo studio di impatto ambientale di Terna, estremamente superficiale, è stato però fatto tenuto conto non della potenza definitiva della linea, 380mila volt, ma di un voltaggio di 220mila volt”.

 

“E' uno studio ambientale in cui si danno indicazioni contraddittorie – conclude Rossato – si minimizzano l'impatto ambientale e quello paesaggistico, nonostante siano entrambi notevoli. I tralicci dovrebbero variare tra i 40 e i 50 metri, nello studio si parla perfino di 60. L'interramento, d'altra parte, è una soluzione non solo adottata in altri casi, da Passo Resia al Veneto, dove la Regione ha partecipato in maniera consistente alle operazioni di interramento, ma con cui, a fronte di costi inizialmente maggiori, si finirebbe per risparmiare sotto altri aspetti”.

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