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Groenlandia, 110 chilometri di ghiaccio si staccano dalla piattaforma del ghiacciaio N79. Un ennesimo segnale del cambiamento climatico

L’atmosfera in questa regione si è riscaldata di circa 3 gradi dal 1980 e negli ultimi due anni sono state registrate temperature record. Si è staccata da N79 una porzione minore della sua estremità anteriore, “Spalte Glacier”, che si è poi disintegrata formando tanti piccoli iceberg

Di Marianna Malpaga - 16 settembre 2020 - 20:07

TRENTO. Una sezione di ghiaccio di circa 110 chilometri quadrati si è staccata dalla più grande piattaforma di ghiaccio della Groenlandia, Nioghalvfjerdsfjorden (anche conosciuta come N79), lunga 80 e larga 20 chilometri. Il disastro è successo due giorni fa. Purtroppo non si tratta di niente di eccezionale: secondo gli scienziati intervistati da BBC News, questa sarebbe “solamente” un’ulteriore prova dei cambiamenti climatici in atto.

 

L’atmosfera in questa regione si è riscaldata di circa 3 gradi dal 1980 e negli ultimi due anni sono state registrate temperature record. Si è staccata da N79 una porzione minore della sua estremità anteriore, “Spalte Glacier”, che si è poi disintegrata formando tanti piccoli iceberg.


Questa propaggine era in realtà stata già danneggiata nel 2019, anno in cui sono state rilevate percentuali di perdita di ghiaccio che superano di oltre due volte la media annuale dal 2003: la calotta glaciale conta ora circa 530 miliardi di tonnellate di ghiaccio in meno, che hanno contribuito ad innalzare il livello del mare di 1.5 millimetri. Le temperature dell’ultimo periodo, poi, sono state letali, e hanno portato alla situazione attuale.

 

Il processo che ha indebolito le piattaforme di ghiaccio è quello dell’idrofatturazione: i ghiacciai si sciolgono e le infiltrazioni d’acqua, che tra l’altro ha temperature sempre più elevate, s’insinuano tra le crepe di quello che rimane del ghiacciaio partendo dalla sommità e raggiungendo il fondo. Così il ghiacciaio inizia a disintegrarsi. 


N79 è da qualche anno la più grande piattaforma di ghiaccio rimasta, dopo che nel 2010 e nel 2012 il ghiacciaio di Petermann nel nord-ovest della Groenlandia ha ridotto notevolmente il suo volume. Se la temperatura dovesse continuare ad aumentare, però, la regione del Nioghalvfjerdsfjorden diventerà presto tra i principali centri di deglaciazione in Groenlandia.

 

Il ghiacciaio potrebbe in futuro disintegrarsi dal centro. Già nel corso di luglio di quest’anno si era verificata un’importante erosione di una sezione di ghiaccio nell’Artico, Mine Ice Shelf, nel nord dell’isola di Ellesmere, in Canada. Preoccupano adesso Pine Island e Thwaites, due importanti ghiacciai dell’Antartide che si stanno rapidamente fratturando, come documentano alcune immagini catturate dai satelliti di un gruppo di studiosi dell’Università di Delft nei Paesi Bassi

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