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Il lago di Ledro ha perso 7 metri e continuerà a scendere. Il sindaco di Ledro: "Necessario per i lavori di manutenzione alla centrale idroelettrica"

Uno scenario che sta portando malumore e preoccupazione tra i cittadini, sia per i possibili danni ambientali alla delicata flora e fauna lacustre, sia per le irreparabili ripercussioni che il villaggio palafitticolo, dal 2011 parte del Patrimonio Unesco, potrebbe subire 

Di Lucia Brunello - 01 febbraio 2020 - 21:34

LEDROE’ da più di 90 anni che il livello del lago di Ledro continua ad alzarsi e abbassarsi a periodi alterni, e se è vero che i cittadini si erano abituati a vederlo (occasionalmente) in vesti patite e sciupate, non si sono dimostrati indifferenti a quello che è il suo aspetto attuale, che lo vede sceso di ben 7 metri, esprimendo preoccupazione e malcontento sui social. 

 

Abbassamento giustificato come necessario in fase preventiva dei lavori straordinari alla centrale idroelettrica di Riva, Hydro Dolomiti Energia, che ha la concessione (in scadenza nel 2022) di regolare il livello del lago secondo le proprie esigenze. La manutenzione verrà effettuata tra febbraio e maggio 2020 e ai 7 metri già persi dal lago, è previsto un ulteriore abbassamento.

 

La spiegazione a questo è che, durante i lavori, i gruppi turbina-alternatore saranno fuori servizio, cosa che porterà ad un inevitabile incremento dell’acqua. Da qui l’esigenza di diminuire preventivamente il livello del lago ad una quota tale da contenere gli afflussi naturali che si verificheranno durante e per scongiurare l’eventuale possibilità che si superi la quota massima autorizzata.

 

Uno scenario che sta accendendo diversi malumori e alimentando una diffusa preoccupazione tra la popolazione, sia per i danni ambientali che potrebbero derivare dalla spogliazione delle rive, con conseguenze alla delicata flora e alla fauna lacustre, sia per le irreparabili ripercussioni sugli ormai scarsi resti del villaggio palafitticolo di Molina, dal 2011 inserito assieme a tutta l’area archeologica ledrense nel Patrimonio Unesco, ai quali il ritiro delle acque potrebbe inevitabilmente portare.

 

"Nel 1929 il livello delle acque del Lago di Ledro si abbassò in seguito alla messa in funzione della nuova centrale idroelettrica di Riva del Garda. Grazie al ritiro delle acque fu possibile osservare la presenza di palafitte, la cui datazione risale all'Età del Bronzo. Oltre alle palizzate delle costruzioni, sono tornati alla luce oggetti lignei, tessuti, reti da pesca, una straordinaria canoa, numerose suppellettili, opere di artigianato e monili di bronzo", spiega la consigliera di Futura, Lucia Coppola come introduzione alla sua interrogazione al presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti.

 

Danni che pesano, insomma, soprattutto se si considera il ruolo centrale che il lago riveste nell'ottica del turismo dell'intera area. “Le modalità e le tempistiche di prelievo - continua Lucia Coppola nella sua interrogazione - con conseguente abbassamento e innalzamento dei livelli hanno portato con sé negli anni diversi problemi dal punto di vista turistico in quanto è successo che un forte innalzamento delle acque abbia coperto alcune piccole spiagge rendendole inutilizzabili ai bagnati o l’eccessivo abbassamento rendesse il paesaggio tetro e poco attrattivo. Ma i problemi veri sono altri. L’abbassamento eccessivo delle acque provoca la morte di milioni di organismi bivalvi il cui compito è quello di depurare le acque e la cui scomparsa produce e produrrà inevitabilmente un impoverimento e danneggiamento di un ecosistema lacustre già molto delicato”.

 

Tra i quesiti sollevati dalla consigliera di Futura, ad emergere principalmente sono la volontà di sapere con quale frequenza il Servizio gestione risorse idriche della Provincia controlli i prelievi e i pompaggi in questione, se si provveda in alcun modo a fare dei controlli sulla salubrità del sistema lacustre e se, vista la scadenza nel 2022 della concessione di prelievo a scopi idroelettrici, si intenda rivedere con le amministrazioni locali e il nuovo concessionario le modalità di prelievo e immissione delle acque al fine di garantire la tutela della qualità delle acque e del patrimonio storico e archeologico che riveste un grande valore. 

 

Il sindaco di Ledro, Renato Girardi, ha intanto assicurato che presto saranno diffuse specificità riguardo i tempi operativi del cantiere, e che il livello minimo che il lago raggiungerà rientrerà perfettamente nei parametri della convenzione sottoscritta nel 1928 con l’Enel, che a suo tempo gestiva la centrale, ruolo oggi invece ricoperto da Hydro Dolomiti.

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