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LE FOTO. Cometa Neowise “La più brillante degli ultimi 20 anni”. Ecco dove osservarla

Scoperta lo scorso marzo dall’omonimo telescopio spaziale la cometa Neowise ha raggiunto la visibilità ad occhio nudo all’inizio del mese di luglio. L’esperto del Muse: “Il corpo celeste sta progressivamente perdendo la sua luminosità”. Ecco come, dove e quando è possibile vederla

Foto Christian Lavarian - Muse
Di Tiziano Grottolo - 13 luglio 2020 - 17:23

TRENTO. La cometa Neowise (C/2020 F3) è stata scoperta lo scorso marzo dall’omonimo telescopio spaziale e all’inizio del mese di luglio è diventata visibile anche ad occhio nudo. Solcando i cieli boreali sono già in molti ad averla avvistata. “Attualmente – spiega Christian Lavarian, esperto del Muse – la possiamo scorgere, più facilmente con un piccolo binocolo, in direzione Nord-Est nella costellazione di Auriga all’alba, oppure a Nord-Ovest subito dopo il tramonto del Sole”. Secondo gli astronomi la cometa sarà visibile da metà luglio fino all’inizio di agosto.

 

Per essere più precisi, in questo momento stanno mutando le condizioni di visibilità: fino a giovedì la cometa risulterà visibile più facilmente all’alba tra le 3 e le 4e30, guardando in direzione nord-est, dove sorge il sole. Tra giovedì e venerdì invece, il corpo celeste risulterà più visibile dopo il tramonto del sole, volgendo lo sguardo a nord-ovest tra le 21e30 e le 23.

 

“Siccome la cometa resterà piuttosto bassa sull’orizzonte – aggiunge Lavarian – è bene che la visuale sia sgombra da ostacoli”. L’ideale sarebbe trovarsi al mare ma in Trentino si può ovviare al problema salendo in montagna: le Viotte in Bondone, Altissimo, la Panarotta o le vette delle Dolomiti sono tutte valide soluzioni. “La sua luminosità sta diminuendo avverte – Lavarian – ma rimane in ogni caso un oggetto astronomico visibile senza difficoltà”.

 

 

È stato calcolato che tra il 22 e il 23 luglio sarà raggiunta la distanza minima dalla Terra, “appena” 104 milioni di chilometri, ma come spiega l’esperto del Muse ciò non significa che la cometa sia più visibile: “Trattandosi di un ammasso di roccia friabile, con una parte di ghiaccio all’interno quando le comete si avvicinano al Sole si scaldano e il ghiaccio sublima – da solido passa allo stato gassoso – questo fenomeno fa si che il corpo celeste disperda attorno a sé particelle di ghiaccio e polvere”. Così si formano chioma e coda della cometa che pertanto più sarà vicina al Sole e maggiormente sarà visibile.

 

“Man mano che si allontana meno diventa luminosa, fortunatamente ciò sta avvenendo gradualmente in maniera costante”. Il passaggio della cometa resta comunque un evento tanto raro quanto affascinante “soprattutto se consideriamo che per l’emisfero boreale si tratta della cometa più brillante degli ultimi 20 anni”, conclude Lavarian.

 

 

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