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Legname sulle rive per rivitalizzare fauna ittica e macroinvertebrati. Al via un progetto pilota in 4 fiumi altoatesini

La Provincia di Bolzano ha avviato un programma per introdurre nell'alveo del fiume Talvera (e non solo) degli elementi strutturali in legname, poi utilizzati per uno studio sugli effetti per la sicurezza idraulica e l'ecosistema di pesci e macrovertebrati. Le conoscenze acquisite serviranno da guida per le prossime misure di rivitalizzazione dei corsi d’acqua in tutto il territorio provinciale

Fonte: ASP/Ufficio bacini montani
Di Laura Gaggioli - 02 dicembre 2020 - 19:18

BOLZANO. Si è conclusa oggi, in Alto Adige, lungo quattro percorsi di analisi, la prima fase del progetto pilota “Legname d’alveo", per la rivitalizzazione dei corsi di acqua attraverso l’introduzione di legname e cespugli, coordinato dall’Ufficio Sistemazione Bacini montani della Protezione civile. Una volta sistemati alberi e cespugli lungo i bacini idrici, ora inizierà la fase della raccolta dati per le indagini sulla sicurezza idraulica e la salvaguardi dei pesci e dei macrovertrebrati presenti. In totale, una decina gli alberi che verranno introdotti nell'alveo del fiume e assicurati alle rive e 25 cespugli e rami di salice.

 

"Il Talvera a valle di Sonvigo è uno dei quattro percorsi di indagine che sono stati selezionati per questo progetto - spiega Philipp Walder, responsabile della Protezione civile - si tratta di un tratto di fiume idoneo alla sperimentazione perché lontano da insediamenti umani e non presenta rischi per possibili alluvioni".

 

“Lungo il corso del Talvera - aggiunge poi il direttore della Protezione civileRudolph Pollinger - questo progetto di rivitalizzazione, per il quale sono stati introdotti in alveo elementi strutturali in legname, assicurati alle sponde, servirà per studiare gli effetti che ne deriveranno sia per la sicurezza idraulica, che per i pesci e i macroinvertebrati presenti, come il macrozoobenthos".  

 

Prima dell'inizio dei lavori è stato infatti effettuato un inventario dei pesci e del macrozoobenthos, oltra a un'indagine in loco per poter fare un confronto con la situazione che si presenterà sul fiume a distanza di un anno. Indagini che verranno effettuate fino alla fine del 2021, con i primi risultati previsti entro la metà del 2022. "Le conoscenze e le esperienze acquisite - continua ancora Pollinger - serviranno poi da guida per le prossime misure di rivitalizzazione dei corsi d’acqua in tutta la Provincia”.

 


Fonte: ASP/Ufficio bacini montani
Fonte: ASP/Ufficio bacini montani

 

I lavori per trasportare il legname sono iniziati alla fine di ottobre e si sono conclusi in questi giorni. La maggior parte del legname predisposto nell'alveo dei fiumi, si trova per tre quarti sotto la superficie dell'acqua creando così diverse diverse velocità di flusso. Elementi in legno come ceppaie, tronchi e rami aggiungeranno poi anche valore ecologico ai corsi idrici: la trota per esempio, che predilige ambienti strutturati, trarrà vantaggio dal miglioramento dell’habitat attraverso il legname usato come zona di rifugio per i piccoli e sarà fonte di cibo per molte larve di insetti. Allo stesso tempo, il legname sarà anche habitat, rifugio e fonte di nutrimento, come pure mezzo di diffusione, per insetti, uccelli e altri organismi.

 

Tra gli altri tratti idrici individuati nel 2019, oltre il Talvera, ci sono anche il corso inferiore del rio Inferno a Termeno, l‘Adige a Lasa e il rio di Anterselva nella località Bagni di Salomone.

 

Le varie operazioni sono state coordinate da Albert Premstaller, con la supervisione di Peter Hecher e Kathrin Blaas dell'Agenzia per la protezione. Nel progetto sono stati investiti 20mila euro. Si tratta di “fondi ambientali” versati dalla centrale elettrica St. Antonio della Eisackwerke a Bolzano. Il progetto è sostenuto congiuntamente dall'Ufficio bacini montani dell'Agenzia per la Protezione Civile, dalla Federazione protezionisti sudtirolesi, dall‘Unione Pesca Alto Adige, dall‘Ufficio caccia e pesca, dal Centro Tutela Specie Acquatiche dell‘Agenzia demanio provinciale e dal Laboratorio biologico dell‘Agenzia provinciale per l‘ambiente e la tutela del clima.

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