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Nubifragi, grandinate e tempeste di fulmini sul Trentino, l’esperto: “Vogliamo capire se esiste un collegamento con i cambiamenti climatici in atto”

Il professore di fisica dell’atmosfera dell’Università di Trento Dino Zardi fornisce una spiegazione rispetto ai fenomeni atmosferici che stanno interessando il Trentino: “Niente allarmismi, ma occorre prestare attenzione alle allerte della protezione civile, spesso si rischia di sottovalutare la precipitazione”

Di Claudia Schergna - 04 agosto 2020 - 12:39

TRENTO. Le forti piogge, grandinate e tempeste di fulmini che stanno colpendo il Trentino da più di una settimana, secondo il parere del professore di fisica dell’atmosfera dell’Università di Trento Dino Zardi, non sarebbero un’anomalia. Come sottolineato da Zordi, che oltre a insegnare è anche il responsabile del festival della meteorologia di Rovereto, si tratterebbe di fenomeni tipici della stagione estiva, complice in questo caso la recente ondata di caldo africano. Gli studiosi stanno ancora valutando se la loro frequenza e la loro intensità siano in aumento, come alcuni dati sembrerebbero suggerire.

 

In questi casi va comunque tenuto conto che il loro impatto sul territorio non dipende solo dall’intensità dell’evento atmosferico. La stessa quantità di pioggia può creare più o meno danni a seconda della situazione che trova nel terreno: “L’impatto di questi fenomeni dipende anche dalla capacità del sistema di assicurare il deflusso, dalla tenuta dei versanti, non è soltanto la precipitazione in sé a creare problemi. Bisogna che i sistemi siano in grado di gestire questi deflussi”, ha spiegato Zardi, citando inoltre il maltempo che si è abbattuto su Palermo a metà luglio, dove i danni sono stati esageratamente gravi rispetto all’intensità delle perturbazioni.

 

Non bisogna però sottovalutare i rischi legati al maltempo. Il docente ha evidenziato che, anche quando i fenomeni apparentemente non presentano niente di anormale, i cittadini devono essere prudenti: “Occorre prestare attenzione alle allerte della protezione civile, spesso si rischia di sottovalutare la precipitazione”.

 

Ad ogni modo, nemmeno la tempesta di fulmini che si è abbattuta sulla regione nella notte tra l’1 e il 2 agosto sarebbe particolarmente allarmante. I fulmini sono infatti tipici della stagione estiva in quanto il forte caldo provoca la produzione di moti convettivi, correnti ascensionali che producono la condensazione del vapore acqueo e la rapida formazione di nubi a prevalente sviluppo verticale. Viene così favorita la formazione di particelle di ghiaccio, che realizzano una separazione delle cariche elettriche all’interno della nube generando forti differenze di potenziale. Superata una certa soglia, si producono queste forti scariche elettriche.

 

Riguardo una possibile connessione tra i fenomeni atmosferici di questi giorni e il surriscaldamento globale, Zardi parla con prudenza: “Questi fenomeni fanno parte delle evenienze, stiamo cercando di capire se ci sia un collegamento con i cambiamenti climatici in atto”.

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