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Una piattaforma di ghiaccio più grande di Manhattan crolla in mare, collassa l'ultima barriera intatta del Canada

Il surriscaldamento globale non lascia tregua al Pianeta e l'Artico è quello che sta soffrendo di più. Dopo i 38 gradi rilevati in Siberia ora il Canada perde la Milne Ice Shelf che in pochi giorni si è ridotta del 43% del suo volume vedendo scomparire anche il più grande lago epiglaciale dell'emisfero settentrionale

Di Luca Pianesi - 10 agosto 2020 - 11:27

CANADA. Ha perso un blocco più grande di tutta Manhattan ed era l'ultima piattaforma ghiacciata intatta del Canada, risalente ad oltre 4.000 anni fa. Negli ultimi giorni è avvenuto un drammatico collasso che ha trasformato la Milne Ice Shelf riducendola del 43% del suo volume facendo sparire alla deriva, 80 chilometri quadrati di ghiaccio (Manhattan per capirsi copre circa 60 chilometri quadrati), nelle acque dell'Oceano Artico.

 

 

 

Un evento straordinario che ha visto questo enorme massa di ghiaccio staccarsi e andare alla deriva, spaccandosi poi in altri due blocchi. "Above-normal air temperatures, offshore winds and open water in front of the ice shelf are all part of the recipe for ice shelf break up," ha spiegato il Canadian Ice Service ("Le temperatura dell'aria al di sopra del normale - questa la traduzione - i venti al largo e il mare aperto di fronte la piattaforma glaciale sono tutti gli ingredienti della 'ricetta' che ha portato a questo collasso"). Ma non è tutto: per il Water and Ice Research Laboratory (WIRL) nei prossimi giorni potrebbero esserci ulteriori rotture perché l'area è completamente destabilizzata.

 

 

Col collasso della calotta dell'isola di Ellesmere è andato perduto anche il più grande lago epiglaciale dell'emisfero settentrionale (come riporta anche la Cnn): si tratta di un grosso invaso di acqua dolce contenuto all'interno della piattaforma ghiacciata che poggia al di sopra dell'oceano. Quando la piattaforma è collassata si sarebbe portata con sé anche quella grossa massa di acqua dolce che è finita nel mare ma i danni conseguenti a quanto accaduto non sono ancora stimabili e dipendono anche dalle temperature delle prossime settimane (bisogna capire se ci saranno ulteriori scioglimenti o il ghiaccio tornerà a compattarsi). 

 

 

Quel che è certo è che negli ultimi 30 anni, l'Artico si è surriscaldato a una velocità doppia rispetto alla media globale, a causa di un processo chiamato 'Arctic amplification'. E quest'anno le temperature della regione sono ancora più intense tanto che la calotta polare ha toccato il suo minimo da 40 anni (in Siberia sono state registrate temperatura mai vista prima: oltre i 38 gradi). "A livello globale, è stato il terzo luglio più caldo di sempre, dopo il 2016 e il 2019", ha dichiarato Copernicus ECMWF nel suo bollettino mensile sul clima. 

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