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Fugatti sotto scorta ma nel mirino delle minacce ci sono anche gli ambientalisti. Proiettili e insulti a chi difende i grandi carnivori: “Per noi nessuna protezione”

Dopo le minacce e l’assegnazione di una scorta Fugatti incassa la solidarietà degli ambientalisti ma anche gli attivisti sono vittime di atti intimidatori: “I cittadini che denunciano fatti gravi, come episodi di bracconaggio, non hanno la possibilità di chiedere protezione e a molti non resta che arrendersi o mettere a rischio la propria incolumità, senza aiuti”

Di Tiziano Grottolo - 26 maggio 2021 - 21:20

TRENTO. Nei giorni scorsi al presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti è stata assegnata una scorta per via, si legge nel comunicato diffuso dal Commissariato del Governo, dei “potenziali rischi di esposizione del presidente soprattutto in relazione all’escalation di insulti, minacce e attacchi ritenuti pesanti e preoccupanti, in ragione alle molte e note problematiche inerenti la gestione dei grandi carnivori e esternati pubblicamente anche nell'ultima manifestazione degli animalisti”.

 

Sia l’Oipa che gli attivisti della campagna StopCasteller, due delle realtà che stanno portando avanti una battaglia contro la Provincia per chiedere una gestione migliore degli orsi sul territorio, hanno respinto ogni implicazione nella vicenda delle minacce. “L’Oipa condanna qualsiasi tipo di violenza e minaccia, quindi siamo lontani da chi, eventualmente, abbia posto tali minacce”, si legge nel comunicato diffuso dall’associazione ambientalista. “La nostra contestazione è politica e per questo non è mai scesa sul personale minacciando l’incolumità fisica di chicchessia”, hanno chiosato dall’Assemblea Antispecista e dal Centro sociale Bruno.

 

Dal canto suo anche Paolo Scarian, noto appassionato fiemmese di grandi carnivori nonché fondatore del gruppo Facebook “Fiemme e Fassa il ritorno del lupo” ha voluto esprimere solidarietà “a tutte le persone che, occupandosi di grandi carnivori in Trentino, entrano in conflitto con categorie a favore o contro questi animali. Nessuno – prosegue – si deve sentire minacciato né tanto meno essere oggetto di atti intimidatori”.

 

Se Fugatti, come sostiene la Procura, è stato preso di mira da frange animaliste anche Scarian è stato vittima di pensati minacce per via della sua attività in favore della convivenza fra l’uomo e i grandi carnivori. L’episodio più grave risale al febbraio 2020 quando a casa dell’appassionato che si occupa del monitoraggio dei lupi è stata recapitata una busta anonima con all’interno un proiettile di carabina. In una precedente occasione vicino al veicolo di Scarian era stato trovato un innesco che avrebbe potuto essere utilizzato per incendiare il mezzo. Episodi che sono stati prontamente denunciati alle forze dell’ordine anche se finora non è stato possibile risalire agli autori, tanto che l’appassionato di lupi è stato costretto a installare un sistema di videosorveglianza attorno alla sua abitazione.

 

Le minacce nei confronti di Scarian sono aumentate dopo che lo stesso aveva scoperto e denunciato il rinvenimento, nel bosco, delle carcasse di tre cervi, uccisi e decapitati. Il fiemmese infatti, è sempre stato in prima linea per denunciare gli episodi di bracconaggio sul territorio e per questo è stato preso di mira più volte. Qui però c’è il rovescio della medaglia: Un cittadino che denuncia fatti così gravi poi si trova nelle condizioni di non essere tutelato”, spiega. “I cittadini normali non hanno la possibilità di chiedere una scorta o protezione, a molti non resta che arrendersi o mettere a rischio la propria incolumità, senza aiuti”.

 

Secondo Scarian la parola d’ordine deve essere mediazione: “La politica trentina è carente nel dare le giuste informazioni ai cittadini. Troppo spesso assistiamo a un’informazione ‘pilotata’ che non porta alcun benefici, accentua conflitti fra le parti. I grandi carnivori ci sono e ci resteranno, è da questo punto che si deve partire con il dialogo, senza fomentare paure inesistenti e ingiustificate, senza raccontare bugie come quella che i lupi reintrodotti (come sosteneva proprio Fugatti ndr). Bugie che abbiamo sentito più volte, dettate da angosce che questa politica non vuole mitigare. Senza una vera collaborazione non ne verremo fuori e ci troveremo a ricevere ancora degli insulti o sgradite sorprese”.

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