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I lupi reintrodotti sugli Appennini? La “gaffe” in diretta, poi le scuse dell’esperto: “Un errore”

L’errore su Rai 3: “Il lupo attraverso l’operazione San Francesco è stato reintrodotto in Appennino”, poi la rettifica di Tozzi: “Naturalmente non è così e me ne scuso. Volevo dire che il suo recupero è stato guidato dalla protezione, infatti ho parlato di ‘migrazione culturale’, nel senso che è stata ‘guidata’ da uomini di buona volontà. Abbiate pazienza, capita”

Di Tiziano Grottolo - 10 maggio 2021 - 18:35

TRENTO. Sbagliare capita, anche agli esperti. L’importante però è riconoscerlo. Anzi, saper fare retromarcia quando si commette un errore tutt’al più può dimostrare la rettitudine della persona. Ieri, 9 maggio, è toccato all’apprezzato divulgatore scientifico Mario Tozzi che durante la puntata del programma Sapiens, in onda su Rai3, ha affermato (sbagliando) che l’espansione del lupo in Italia è frutto della reintroduzione della specie.

 

Più precisamente in un passaggio della trasmissione è stato affermato “il lupo attraverso l’operazione San Francesco è stato reintrodotto in Appennino”. In realtà l’operazione “San Francesco e il lupo” venne lanciata negli anni ‘70, frutto di una collaborazione fra il Parco Nazionale d’Abruzzo e il Wwf si trattava però di una campagna per contrastare la narrazione dei “lupi cattivi” e “pericolosi per l’uomo”.

 

Ad ogni modo dopo poche ore, via social, è arrivata la rettifica dello stesso Tozzi che ha affermato: Erroneamente ho detto che il lupo è stato reintrodotto in Appennino: naturalmente non è così e me ne scuso. Volevo dire che il suo recupero è stato guidato dalla protezione, infatti ho parlato di ‘migrazione culturale’, nel senso che è stata ‘guidata’ da uomini di buona volontà. Abbiate pazienza, capita”.

 

Com’è noto infatti, il recente ritorno del lupo è frutto di un fenomeno di espansione naturale. Come spiegano gli esperti del progetto Life wolfalps Eu”, nato per garantire la conservazione a lungo termine del lupo sulle Alpi, si tende a sottovalutare le capacità di spostamento degli animali. “Alcune specie terrestri, fra cui il lupo, sono in grado di compiere grandi spostamenti: decine di chilometri in un solo giorno anche solo nell’ambito del proprio territorio, che possono diventare di diverse centinaia di chilometri nel giro di qualche mese se si tratta di dispersioni”.

 

La dispersione è un comportamento caratteristico della specie ed è un processo dinamico e graduale nel quale i giovani abbandonano il branco d’origine e il territorio stabile su cui insiste, per andare in cerca di un nuovo territorio adatto, e di un lupo del sesso opposto con cui riprodursi e insieme al quale dare vita a un nuovo branco. “L’elevata capacità di dispersione della specie – concludono gli esperti – è alla base del processo di ricolonizzazione naturale del lupo in Europa”. Tutto ciò è sostenuto da innumerevoli studi ed evidenze scientifiche come dimostra la storia di Slavc e Giulietta che di fatto rappresentano i capostipite dei lupi del Trentino.

 

Al contrario, affidandosi a un’informazione imprecisa o sbagliata c’è il rischio di fomentare certe teorie fantasiose come quella portata avanti dall’Associazione per la Cultura Rurale che dopo la messa in onda del programma ha esultato: “Cade la tesi del ritorno naturale del lupo in Italia. Nel programma televisivo Sapiens, andato in onda su Rai 3 e condotto da Mario Tozzi, finalmente la posizione che sosteniamo da anni emerge in tutta la sua veridicità. Il lupo non si è riprodotto come in una fiaba, attraverso l'incontro di Giulietta con il suo Romeo, come vogliono farci credere gli animal-ambientalisti, ma è stato reintrodotto nei nostri territori”. Ovviamente queste considerazioni non sono supportate da alcuna prova. 

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