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In Italia aumentano i casi di Leishmaniosi, i veterinari: "Piani di monitoraggio e sorveglianza sono fondamentali, è importante sensibilizzare"

La Leishmaniosi, malattia che colpisce i cani ma può passare anche agli umani, sta aumentando negli ultimi anni, espandendosi anche al Nord Italia. Per questo Msd Animal Health ha deciso di organizzare un evento in cui i veterinari sono stati asggiornati sugli ultimi sviluppi della situazione e sulle misure di contrasto più efficaci

Pubblicato il - 07 aprile 2021 - 12:34

TRENTO. La Leishmaniosi è una malattia che colpisce prevalentemente i cani e, qualche volta, anche gli umani. In Europa viene trasmessa dai pappataci, che colpiscono principalmente da maggio a ottobre nelle ore notturne. Ultimamente questa malattia è in crescita: sono stati segnalati casi in zone che si credevano indenni e al momento in Italia si registra un certo numero di focolai fissi, alcuni dei quali anche in Veneto e Trentino Alto Adige.

 

Per questo motivo Msd Animal Health ha deciso di organizzare un appuntamento formativo per i veterinari di Trento, Bolzano, Veneto e Friuli-Venezia Giulia. L’obiettivo è quello di aggiornare i medici sulla diffusione, il monitoraggio e la prevenzione della Leishmaniosi.

 

I principali motivi di aumento dei casi sul territorio nazionale sono da ricercarsi nelle alterazioni stagionali e nelle tendenze socioculturali. L’aumento delle temperature medie ha infatti portato a un’espansione del periodo e del raggio d’azione dei pappataci. Per quanto riguarda le tendenze socioculturali si registra un aumento di fenomeni come il “turismo con il cane al seguito” e l’adozione di animali da zone storicamente endemiche, iniziative sicuramente ammirevoli, ma che andrebbero affrontate con la consapevolezza del rischio di distribuzione della malattia.

 

La diffusione della Leishmaniosi preoccupa anche il Ministero della Sanità che recentemente ha emesso una circolare con oggetto “Prevenzione e controllo della Leishmaniosi in Italia”. In questo documento si cerca di aggiornare le informazioni, le indicazioni operative e i flussi di notifica e sorveglianza della malattia nel cane e nell’uomo. Sì perché questa patologia può anche trasmettersi agli umani. Il contagio non avviene direttamente da cane a uomo, deve passare per i pappataci, ma rimane un rischio e di conseguenza nella circolare si descrivono le misure di prevenzione di massa e individuali per limitare la diffusione dell’infezione sul territorio.

 

I principali strumenti per combattere la malattia sono sicuramente i repellenti e insetticidi contro i flebotomi, ma la circolare ricorda anche quanto sia importante una diagnosi tempestiva, un corretto protocollo terapeutico, un monitoraggio sanitario del cane leishmaniotico e la vaccinazione anti-leishmania. Si ribadisce inoltre l’importanza di proteggere anche i cani infetti e malati mediante l’impiego di insetticidi sistemici da somministrare per via orale, in grado di uccidere quei flebotomi che, alimentatisi sui cani infetti o malati, potrebbero diffondere la malattia ad altri cani o all’uomo.

 

“Per combattere la Leishmaniosi in modo efficace, l’individuazione del caso autoctono è fondamentale, è questo il campanello d’allarme che deve spingere gli operatori di sanità pubblica, che si avvalgono anche delle segnalazioni dei  Medici Veterinari L.P.,  ad attivare una serie di indagini ulteriori per mettere in campo sin da subito le giuste misure di prevenzione e controllo” – ha commentato Rudi Cassini, Professore Associato di Parassitologia e Malattie Parassitarie presso l’Università di Padova – “In particolare, è la prevenzione di massa a giocare il ruolo chiave, come ci dimostra il caso del comune di Calaone, nei Colli Euganei dove, nel  2006-2007 abbiamo riscontrato un focolaio stabile, con una siero prevalenza del 32,4 per cento e dopo 10 anni, a seguito di una campagna di sensibilizzazione dei  residenti,  finalizzata  a stimolare l’impiego di massa dei presidi repellenti sui cani, abbiamo  osservato una riduzione della siero-prevalenza al  6,3 per cento. Il caso di Calaone ci deve dunque far riflettere: è un esempio lampante di come piani di monitoraggio e sorveglianza possano fare la differenza e di quanto sia determinante sensibilizzare Medici Veterinari e proprietari sull’importanza della prevenzione”.

 

 “La Leishmaniosi è in costante aumento ed è evidente che oggi anche le regioni del Nord Italia non possano considerarsi escluse dal problema – ha commentato Liliana Colombo, Medico Veterinario, Market Access Manager, Msd Animal Health Italia – “Per questo è fondamentale mettere in campo tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, a partire dalla formazione e dall’aggiornamento dei Medici Veterinari che, giorno dopo giorno, affrontano la malattia in prima persona. Come Msd Animal Health ci impegniamo per supportare tutti i professionisti della salute e siamo per questo orgogliosi di aver supportato la realizzazione di questo evento formativo così importante. Crediamo che, insieme, con interventi di prevenzione mirati e soluzioni concrete, sia possibile far fronte a questa malattia sempre più diffusa”.

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