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La Polonia riprenderà a disboscare Bialowieza, l’ultima foresta primordiale in Europa. Gli ambientalisti protestano

Il 9 marzo il governo polacco ha annunciato che riprenderanno le operazioni di disboscamento della foresta Bialowieza, patrimonio mondiale dell’Unesco, che si estende tra Polonia e Bielorussa. La foresta era stata al centro di una disputa tra Polonia e Unione Europea dal 2016 al 2018. Nell’aprile del 2018, si era espressa la Corte di Giustizia, che aveva decretato che il disboscamento andava contro la normativa europea

Di Marianna Malpaga - 13 marzo 2021 - 17:11

POLONIA. Il governo polacco ha annunciato che riprenderanno le operazioni di disboscamento di Bialowieza, l’ultima foresta primordiale in Europa, patrimonio mondiale dell’Unesco.

 

A chi lo accusa di contravvenire alla normativa europea, il governo ha risposto che il decreto firmato il 9 marzo dal ministro dell’ambiente Edward Siarka autorizza il disboscamento di uno solo dei tre settori della foresta situati in territorio polacco. Bialowieza, infatti, è condivisa dalla Polonia con la Bielorussia. Inoltre, il governo polacco ha aggiunto che non verranno tagliati gli alberi che hanno più di cento anni e che si procederà con i lavori di disboscamento degli altri due settori della foresta solo quando sarà terminata la stagione riproduttiva delle rare specie d’uccelli presenti nel bosco. A Varsavia si giustifica l’operazione dicendo anche che servirà a ripulire dei sentieri all’interno della foresta e a combattere un parassita.

 

Le associazioni e i gruppi ambientalisti stanno protestando contro la decisione del governo polacco. Non è la prima volta che Bialowieza è al centro del dibattito pubblico, anzi. La vicenda inizia nel 2016, quando il ministero annuncia che procederà all’abbattimento di alcuni alberi di Bialowieza. Molti gruppi di cittadini si mobilitano contro questa decisione, e ne nasce una petizione popolare indirizzata al governo per la quale vengono raccolte più di 120mila firme. La petizione rimane però inascoltata, e le autorità continuano la loro azione. È allora che le richieste e le preoccupazioni di associazioni e cittadini vengono portate a livello europeo. Gli avvocati di ClientEarth, organizzazione benefica di diritto ambientale con sede anche a Varsavia, studiano la normativa europea per provare che le decisioni del governo polacco la stanno violando. Assieme ad altre organizzazioni non governative, poi, depositano una denuncia alla Commissione europea, che dopo due giorni si dice “preoccupata” dalla decisione del governo polacco. Nello stesso anno, l’Unesco manda quattro commissari sul posto a verificare quello che sta accadendo.

 

Dopo una procedura d’infrazione mossa dalla Commissione europea che non dà frutti, la questione viene portata di fronte alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea. La risposta è immediata: il disboscamento è vietato. Nello stesso periodo, l’Unesco avverte che, se il governo polacco non retrocederà, la foresta sarà depennata dalla lista dei patrimoni mondiali.

 

Ancora, il governo polacco non risponde, e la Commissione europea chiede alla Corte di imporre una sanzione finanziaria, 100mila euro al giorno se il governo polacco non deciderà di ritirare il provvedimento.

 

Nell’aprile del 2018, infine, arriva una sentenza della Corte di Giustizia, che stabilisce che la deforestazione di Bialowieza viola le norme comunitarie. La decisione entra subito in vigore. Ed è a questa decisione della Corte di Giustizia europea che, oggi, le organizzazioni e i gruppi ambientalisti si appellano per protestare contro la decisione del governo polacco di riprendere a disboscare l’ultima foresta primordiale d’Europa.

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