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"M'ama, mi amava", l'Oipa dice no all'abbandono legalizzato. Dorigatti: "Vedo tanto menefreghismo e superficialità"

"Un animale è per la vita", così dichiara Ornella Dorigatti schierandosi contro l'abbandono legalizzato. L'Oipa ha infatti appena lanciato "M'ama, mi amava", una campagna contro questo tipo di fenomeno. "I numeri sono in crescita - sostiene Dorigatti -, chi li abbandona non dovrebbe avere animali"

Di Sabina Boscaro - 12 luglio 2021 - 18:06

TRENTO. M’ama, mi amava”, questo lo slogan scelto da Oipa per la sua campagna contro l’abbandono legalizzato, ovvero contro quei padroni che, per motivi futili, portano i propri animali domestici in canile o gattile. La paura dell’associazione infatti è che, a seguito del diminuire delle restrizioni dovute alla pandemia, le persone “vogliano tornare a divertirsi e ci siano molte cessioni”, come sostiene Ornella Dorigatti.

 

I dati del Ministero della Salute sembrano essere incoraggianti e nel 2020 contavano meno ingressi nei canili e nei gattili rispetto al 2019. Nel primo semestre del 2021, però, i nostri volontari segnalano una recrudescenza del fenomeno dell’abbandono e una maggiore difficoltà nelle adozioni”, riporta un comunicato stampa dell’Oipa.

 

Nel 2020 quindi sono stati 3.586 gli animali dati in adozione dall’Oipa, 481 in più rispetto al 2019; l’associazione inoltre ne ha soccorsi e curati 3.672, rispetto ai 3.272 dell’anno precedente e sono stati raccolti 31.290 chili di cibo, a fronte dei 24.098 del 2019.

 

Il problema è l’estate. C’è una grande superficialità: ci sono i soldi per andare in ferie, ma non per pagare una pensione o un dog-sitter – dichiara Dorigatti -. Mancano i controlli: quando si cedono per motivi come le ferie non si dovrebbero più avere animali. E non parliamo solo di abbandoni da anziani, ma anche da giovani che hanno capito solo ora che è un impegno”.

 

La gravità della situazione è anche nascosta: ci sono tantissimi cani nei balconi sotto il sole o chiusi nei box – continua la delegata - ovviamente non va bene neanche tenerlo 12 ore in un appartamento sul divano: dove vai tu deve andare il cane”.

 

E lo stato dei canili? “Spesso i canili fanno salire i cani dal sud e quelli del trentino rimangono là, ai volontari”, dichiara quindi Dorigatti.

 

Un animale è per la vita. Lo prendi come un bambino e rimane un bambino, non se ne andrà mai di casa e avrà sempre bisogno di noi – conclude la rappresentante dell’Oipa di Trento – vedo tanto menefreghismo. Se la gente non è coerente meglio si prenda un peluche. Bisogna insegnare ai ragazzi il rispetto per gli animali; è una questione di educazione da parte dei genitori e di sensibilità”. 

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