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No ai voli domestici. La Francia cerca di tagliare le emissioni e spinge per i viaggi in treno

Come parte di un piano più grande che mira a diminuire il livello di emissioni del 40 per cento entro il 2030, l'Assemblea Nazionale francese ha deciso di vietare i voli che possono essere sostituiti da viaggi in treno di meno di 2 ore e mezza. Adesso la proposta passerà al Senato per eventuale ratificazione

Di Mattia Sartori - 15 aprile 2021 - 13:43

PARIGI. Perché volare quando si può prendere il treno? Arriva negli ultimi giorni la notizia della decisione presa dall’Assemblea Nazionale francese, che ha deciso di proibire tutti i voli domestici per quelle tratte che si possono coprire in treno in meno di 2 ore e 30 minuti. Rimarranno attivi solo i voli di collegamento con partenza dall’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi.

 

La proposta fa parte di un pacchetto di leggi più ampio che mira a ridurre entro il 2030 le emissioni di anidride carbonica del 40 per cento rispetto ai livelli del 1990. In origine il provvedimento doveva essere ancora più stringente, andando a vietare tutti i voli per le tratte percorribili in treno in meno di 4 ore, ma si è deciso di riformularlo dopo le proteste di alcune regioni e di Air France.

 

Il ministro dei trasporti francese giustifica così la decisione: “Abbiamo optato per 2 ore e 30 minuti, perché tenendo 4 ore avremmo rischiato di tagliare fuori alcune zone del Paese e non sarebbe stato equo. In particolare sarebbero stati a rischio i territori senza sbocchi sul mare, come il Massiccio Centrale”.

 

Già l’anno scorso il Governo aveva accordato alla principale compagnia aerea del Paese un prestito di 7 miliardi di euro a patto di cancellare alcuni voli. La nuova legge sarebbe però un passo in più rispetto ai termini dell’accordo, in quanto proibirebbe anche i voli interni delle compagnie low cost.

 

Air France si è dichiarata favorevole alla mozione, nonostante rappresenti un colpo ai propri guadagni. Inoltre si è impegnata a ridurre i propri voli domestici del 40 per cento entro la fine di quest’anno.

 

La mozione ancora non è stata ancora approvata dal Senato, che la discuterà nei prossimi giorni e deciderà se procedere o meno con la ratificazione. Rimangono comunque molte le critiche di politici di tutte le fazioni: in molti credono che la proposta di legge rappresenti un colpo troppo duro per un settore già pesantemente colpito dalla pandemia come quello aereo. In particolare la perdita di posti di lavoro sarebbe “un costo umano sproporzionato”.

 

Per i Verdi invece, che spingono per un ritorno alla misura originale, non sarebbe abbastanza rigida. Secondo loro eliminare i voli sostituibili da treni con tratte inferiori alle 2 ore mezza non avrà un impatto sufficiente sulla riduzione delle emissioni.

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