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Tanti roditori nei boschi, l'esperto: "Dopo l’annata di 'pasciona' è normale un boom demografico"

Nei boschi ci sono più piantine di faggio: l'anno scorso è stata un'annata di “pasciona”, un fenomeno che di presenta ogni 10, 15 anni. L'assistente tecnico scientifico del Muse Karol Tabarelli de Fatis spiega: “In questo periodo i faggi producono piccole castagne chiamate 'faggiole', grazie alle quali si verificano veri e propri boom demografici di roditori”

Foto Karol Tabarelli de Fatis/Arch. MUSE
Di Marianna Malpaga - 05 giugno 2021 - 19:44

TRENTO. Andando per boschi e sentieri, ultimamente, i più attenti avranno notato l’abbondante numero di piantine di faggio in crescita, come un’inusuale presenza di roditori. Suona strano, ma in realtà è tutto collegato a un fenomeno che capita ciclicamente, indicativamente ogni dieci, quindici anni, e che ricade sotto il nome di “annata di pasciona”.

 

Perché si chiama così e che relazione c’è tra faggi e roditori?Pasciona” deriva dal verbo latino “pascere”, che vuol dire “pascolare”. Nelle annate della pasciona, infatti, alcune piante si fortificano e producono più frutti del solito, permettendo ad alcuni animali, tra cui i topi e i ghiri, di sopravvivere all’autunno e all’inverno e di arrivare in primavera più forti e più numerosi.

 

Tra le piante coinvolte nell’annata della pasciona c’è anche il faggio che, come spiega l’assistente tecnico scientifico del Muse di Trento Karol Tabarelli de Fatis, “produce delle piccole castagne che si chiamano ‘faggiole’, o ‘faggine’”. “Alcuni, come le Arvicole, i topi selvatici del genere Apodemus e i Ghiri, si nutrono delle ‘faggiole’ – aggiunge Tabarelli de Fatis - e riescono così a sopravvivere alle temperature rigide e a riprodursi in numeri più consistenti, dando luogo a dei ‘boomdemografici”.

 

I roditori sono particolarmente attivi durante la notte e il crepuscolo, ma in concomitanza con questi boom demografici la loro presenza si rivela anche durante il giorno. “In una sorta di effetto a catena – aggiunge Tabarelli de Fatis - anche le specie animali che si nutrono di roditori, come ad esempio i rapaci notturni (allocchi, gufi e civette), beneficeranno di tutta questa abbondanza, garantendo alla propria prole pasti abbondanti e portando all’involo più pulcini del solito”.

 

Se si può dire che il faggio fruttifichi in modo particolarmente abbondante – dando luogo a un “anno di pasciona” – ogni dieci, quindici anni, è anche vero che ci può essere una fruttificazione abbastanza abbondante ogni quattro, cinque anni. Le pascione, infatti, possono essere assenti, occasionali, parziali o complete. Se nel corso di un anno la produzione di frutti da parte di alcuni alberi è particolarmente abbondante, però, si potrà dedurre che gli anni successivi saranno anni “di magra”.

 

Prendendo in considerazione la fauna, ciò si traduce in un rallentamento della riproduzione di queste specie, che può mancare completamente in primavera o avvenire solo a fine giugno. All’interno dei boschi, inoltre, il faggio non è l’unica pianta ad alternare anni di magra ad anni di abbondanza. Querce e pini si comportano in modo simile.

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