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Dal 2023, stop all'illuminazione di negozi, insegne e monumenti in Alto Adige per contrastare l'inquinamento e risparmiare energia

"Illuminare meno significa illuminare meglio": approvata la delibera della Giunta provinciale che obbligherà i commercianti a spegnere le luci di vetrine, insegne e monumenti dalle 23 alle 6 del mattino a partire dall'1 gennaio 2023

Di Sara De Pascale - 07 luglio 2022 - 10:46

BOLZANO. In Alto Adige, d’inquinamento luminoso si discute già da tempo: la Giunta provinciale è arrivata finalmente a un dunque, approvando ieri (5 luglio) una delibera, in accordo con le associazioni dei commercianti, che stila le nuove regole in materia d’illuminazione.

 

Nuove disposizioni elaborate per limitare l’inquinamento luminoso e risparmiare energia elettrica, che interesseranno tutti gli impianti di illuminazione esterna in Alto Adige e che rientrano nella modifica della legge provinciale n.4 del 2011 sulle "Disposizioni in relazione alla legge provinciale di stabilità per il 2022", approvate alla fine dello scorso anno dal Consiglio provinciale e entrate in vigore dal 14 gennaio.  

 

"Oggi più che mai il risparmio energetico è diventato un tema all'ordine del giorno - dichiara Arno Kompatscher, presidente della Giunta provinciale - soprattutto quando si riduce il consumo di energia superfluo. Dopo la discussione avvenuta con i Comuni, le parti interessate a livello locale e le parti sociali, abbiamo adottato una serie di regolamenti che vogliono garantire il benessere delle persone e la tutela dell'ambiente dall’eccessiva illuminazione". 

 

Dalle 23 alle 6 del mattino, a partire dall'1 gennaio 2023, le luci di insegne, pannelli e vetrine di esercizi commerciali, ma anche quelle che oggi valorizzano monumenti architettonici e artistici si spegneranno, fatta eccezione di attività aperte durante quella fascia oraria o di servizi pubblici. Entro il 2030, inoltre, tutte le suddette attività e monumenti dovranno utilizzare impianti d'illuminazione o sorgenti che guardino al risparmio energetico e che tutelino l'ambiente. 

 

Per l'illuminazione decorativa dei monumenti le nuove linee guida prevedono infatti un'intensità luminosa massima di due candele per metro quadro. Le sorgenti luminose di nuova installazione non dovranno invece superare la temperatura di colore di 3000 kelvin e l'indice di resa cromatica non dovrà essere superiore a 80. Le insegne non potranno avere luce intermittente né abbagliante, con illuminazione dall’alto verso il basso prodotta da apparecchi schermati: tutte migliorie che dovranno essere effettuate alla prima manutenzione straordinaria o comunque entro il 2030. La nuova delibera prevede infine il divieto di utilizzo di proiettori d'illuminazione, i cosiddetti sky beamers.

 

"In qualità qualità di rappresentati dei commercianti, condividiamo appieno le nuove direttive", dichiara Claudio Corrarati della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa (Cna) del Trentino-Alto Adige intervistato da Il Dolomiti. "Come confederazione siamo felici che vengano messe in campo strategie nel rispetto dell'ambiente ma dall'altra parte resta però fondamentale anche tutelare i commercianti. Tutte le aziende pagano gravose tasse per esporre le proprie insegne luminose e promuovere la propria attività.  È importante quindi che i singoli Comuni pensino ora di ricalibrare i costi, giacché a breve molte insegne rimarranno spente", continua.

 

Insieme alla questione tassazione, Corrarati tiene poi a sollevare un secondo punto: "Ci aspettiamo che la notte rimangano, sempre nel rispetto dell'ambiente, alcune luci accese affinché non si verifichino situazioni in cui balordi o malcapitati si ritrovino a avere, nel buio più totale, possibilità di libera azione per compiere furti: metteremo sul tavolo, dinanzi alla Giunta, queste nostre richieste". Una serie di nuove regole che, al di là di possibili modifiche "che guardano al bene dei commercianti", andranno necessariamente rispettate, pena altrimenti sanzioni amministrative da 500 fino a 1500 euro.

 

“Un passo necessario – conclude l’assessore all’ambiente Giuliano Vettorato – se si pensa anche alla stima secondo cui entro il 2050 circa il 75% della popolazione mondiale vivrà in città. Il nostro territorio sta subendo una rapida trasformazione e dobbiamo puntare, fin da subito, a migliorare la qualità dell’illuminazione pubblica, rendendo meno abbagliante, più confortevole e meno pericolosa la luce. Illuminare meno significa illuminare meglio”.

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