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Emergenza siccità, il mare è entrato nel Po per 30 chilometri. Il Trentino dopo l'ok di Terna pronto a dare 5 milioni di metri cubi di acqua alla Lombardia

Il mare è entrato nel fiume Po per 30 km e non era mai successo: record del cuneo salino.  Oggi l'Osservatorio crisi idriche dell’Autorità Distrettuale del fiume Po ha chiesto anche un aumento dei rilasci dai grandi laghi pari al 20% rispetto al valore odierno

Di G.Fin - 30 giugno 2022 - 13:23

TRENTO. Riduzione del 20% dei prelievi irrigui a livello distrettuale rispetto ai valori medi dell’ultima settimana, aumento dei rilasci dai grandi laghi alpini (Maggiore, Como, Iseo, Idro e Garda) pari al 20% rispetto al valore odierno, e verifica da parte della Regione Piemonte (con particolare riguardo al bacino del Toce) e della Regione Valle d’Aosta della possibilità di rilasci aggiuntivi giornalieri dagli invasi idroelettrici, in analogia a quanto già effettuato in Regione Lombardia e nella Provincia autonoma di Trento.

Sono questi gli interventi richiesti quest'oggi dalla seduta dell’Osservatorio crisi idriche dell’Autorità Distrettuale del fiume Po-Ministero della Transizione Ecologica in merito alla situazione drammatica che stanno vivendo gran parte delle regioni della nord Italia e il Po che, nonostante le pioggia delle scorse ore, riporta ancora una situazione di allarme con  l’avanzamento del mare nel delta che è arrivato a oltre 30 chilometri, quota record. (Qui l'allarme dell'Autorità)

 

Una situazione che coinvolge anche il Trentino non solo per il fatto che l'Autorità del Po ha chiesto un aumento del rilascio dai laghi come quello di Idro o del Garda ma anche perché la Lombardia ha chiesto nelle scorse ore al Trentino cinque milioni di metri cubi di acqua, da prelevare dai serbatoi di malga Bissina e malga Boazzo, in alta val Daone, nelle Giudicarie, da destinare all'agricoltura. Una richiesta non di poco conto considerato il fatto che anche il Trentino sta affrontando una situazione per nulla semplice con numerosi comuni di montagna che si trovano già con diverse falde in crisi. 

 

“In queste ore è in corso una serie di interlocuzioni sui passi da fare” – ha spiegato a il Dolomiti il vicepresidente della Provincia Mario Tonina.  “Per quanto riguarda la richiesta che è arrivata dalla Lombardia dei cinque milioni di metri cubi da rilasciare dalla Bissinia e da Boazzo abbiamo posto il problema alla società Terna perché stiamo parlando di una riserva d'acqua per il sistema elettrico nazionale e senza la necessaria autorizzazione non possiamo fare nulla”. 

Autorizzazione che in queste ore, spiega Tonina, sembra essere arrivata. “Terna ci ha risposto – continua il vicepresidente e assessore all'Ambiente – che proprio per la situazione di gravità che si sta registrando, ci autorizza al rilascio dell'acqua se lo riteniamo in accordo con il concessionario”.  

 

Ora si attende, però, la richiesta formale che deve arrivare dalla Lombardia. “In queste ore, proprio per questo, sono in corso le trattative e le formalizzazioni che se vanno in una certa direzione - chiarisce Tonina - potremmo in qualche modo soddisfare almeno parzialmente le richieste dalla Lombardia”. 

 

Sull'aumento del 20% dei rilasci dell'acqua dai grandi laghi con un loro conseguente abbassamento, invece, l'assessore Tonina frena. “Dobbiamo capire se, con il rilascio dei cinque milioni di metri cubi di acqua servirà ancora questa richiesta – spiega a il Dolomiti -  anche perché il prefetto di Brescia si è dimostrato restio nell'abbassare i laghi. E poi, se dovessimo abbassare di un metro il lago d'Idro potrebbero crearsi delle situazione di difficoltà”. 

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