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Hannah, il capolavoro del trentino Pallaoro con una grande Charlotte Rampling arriva nelle sale

Le sue origini vissute nei paesaggi trentini affiorano nella ricerca di un mondo interiore da scoprire. La donna rimane la protagonista assoluta delle sue storie. La Rampling è stata per lui un amore a prima vista quando vide “La caduta degli dei” di Luchino Visconti
Dal blog di Alda Baglioni - 03 febbraio 2018 - 11:35

Un urlo arcaico e lei in primo piano. Voci e rumori fuori campo. E’ una lezione all’Acting Class, scuola di recitazione. Recitare per restare vivi. La vecchiaia non piace a nessuno, in questo film è presente nelle sue mille sfumature con la forza intensa e convincente della britannica Charlotte Rampling ( ha vinto la coppa Volpi alla 74 Mostra del Cinema di Venezia). Purtroppo lei non c’è ma il regista Andrea Pallaoro. E' in sala per discutere con il pubblico e per la prima assoluta nel suo Trentino, venerdì 2 febbraio al Melotti di Rovereto.

 

Infatti Andrea Pallaoro nato nel 1982 a Trento, formatosi negli States, alla sua terra è molto legato. Le sue origini vissute nei paesaggi trentini affiorano nella ricerca di un mondo interiore da scoprire. La donna rimane la protagonista assoluta delle sue storie. La Rampling è stata per lui un amore a prima vista quando vide “La caduta degli dei” di Luchino Visconti. Verrà influenzato molto anche dallo stile del regista considerato uno dei padri del neorealismo. Pallaoro scrive la scenografia per lei e gliela propone, lei accetta, passano tre anni.

 

E poi “Hannah” si realizza. La Rampling dirà: "Da Andrea mi sento protetta". I presupposti per consentire ad un’attrice di esprimersi al meglio ci sono. E Pallaoro mantiene il desiderio di esplorare il confine tra individuo e coppia come in Medeas che si svolge nelle campagne degli States dove una donna sordomuta tradisce il marito, Hanna invece è una moglie che scopre lati oscuri del marito. Quest’ultimo film è il primo di una trilogia sulla donna che proseguirà con Monica.

 

Hannah si ritrova sola, il marito viene imprigionato per pedofilia, ma lei vuole riscattarsi, che colpe ha? Lei di riflesso è colpevole per la società. La vecchiaia non aiuta, il suo corpo nudo, è il simbolo di una femminilità che non ha fine. La donna si rigenera con eleganza e rigore. Il film ha pochissimi dialoghi, si svolge in luoghi indefiniti, la colonna sonora è quasi assente, suoni e rumori rompono l’inquadratura, tanti i dettagli che esprimono la ricerca del regista (come il piano sequenza finale sulla scala mobile) per entrare nei pensieri di chi guarda, per riflettere.

 

I cambiamenti nella vita portano ad assumere differenti ruoli, la società emargina, i figli giudicano ed escludono. Come può una donna con la vita spezzata ricostruirla? Questo è l’obiettivo del regista, con “Deserto rosso” alle spalle. Hannah uscirà il 15 febbraio nelle sale, ma ci sarà un’anteprima cinematografica al cinema Astra di Trento con il regista, il 3 febbraio

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