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Lady Bird, storia di odio e amore in un'adolescente di Sacramento

Candidato in cinque categorie (film, regia, sceneggiatura, attrice protagonista, attrice non protagonista), Lady Bird è una corsa contro il tempo in cui la musica amata dalla regista si fonde con le scene oppure si stacca e rimane sospesa in un mondo fatto probabilmente di ricordi
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Di Alda Baglioni - 03 marzo 2018

Insegna arte al Bonporti con chaplin nel cuore

Manca poco alla notte degli Oscar. Nove i film in concorso. Trattano questioni storiche, politiche, sociali, esistenziali o fantastiche storie. Uno degli ultimi usciti in sala “Lady Bird” (da non confondere con “Ladybird, Ladybird” del mitico Ken Loach) è un film fortemente attaccato al territorio, in particolare alla città di Sacramento in California. Una commedia drammatica, in una realtà provinciale. La protagonista, l’attrice Saoirse Ronan, elegante adolescente determinata, non la sopporta Sacramento, d’altronde non regge nulla e nessuno.

 

Odio e amore per la madre, l’attrice Laurie Metcalf, lavoratrice nel sociale, non sopporta la scuola cattolica in cui la madre l'ha iscritta per proteggerla dalla violenza delle scuole pubbliche. Come non darle ragione dopo i fatti di questi giorni in cui si spara con facilità nei college americani, si fanno stragi. Si discute sulle armi e il Presidente Trump liquida i fatti di cruenta violenza come eseguiti da folli. Sono tanti i ‘nuovi folli’ negli States. A Sacramento sembra tutto tranquillo, villette unifamiliari si affacciano alla strada e svettano con eleganza. Ma la protagonista Christine, abita aldilà della ferrovia, è povera ma vive in una casa dignitosa e semplice. Con i genitori, il fratello ed una sorella acquisita.

 

Lei Christine non accetta la mediocrità. Vuole andare via, si sente in gabbia. Anche in amore è una delusione. La sopporta solo una sua compagna di scuola, la più brava, con qualche chilo in più portato con disinvoltura. Christine si fa chiamare Lady Bird perchè non approva neppure il nome assegnatole dai suoi genitori. La regista Greta Gerwig, classe 1983, è al suo film d’esordio, ha curato anche la sceneggiatura, è anche attrice, ha lavorato con Woody Allen e si vede. Il film è fortemente autobiografico, la regista è nata a Sacramento e dice: ”Amo Sacramento, l’ho capito solo dopo essermene andata”.

 

E’ un lavoro autobiografico per il rapporto con la madre, fin dalla prima scena, il pianto per le parole recitate in macchina con l’audiobook, per Furore di Steinbeck. Citazioni che vogliono dare uno spazio rilevante alla letteratura, come Howard Winn letto dal ragazzo con cui Lady Bird avrà il suo primo rapporto sessuale, l’attore Timothee Chalamet anch’esso candidato all’Oscar con “Chiamami col tuo nome”. Cambi di ruoli per Timothee, da ragazzo alla ricerca della sua sessualità in Lady Bird è totalmente sicuro di sé e sa come lottare contro il sistema. Il film è ambientato nel 2002, dopo l’attacco alle torri gemelle. Non a caso. Si vedono dalla tv flash sulla guerra in Iraq.

 

Cosa è cambiato? Ci siamo assuefatti dalle immagini di donne e bimbi morti? Sono crimini contro l’umanità che non avranno mai fine? Lady Bird ha come le adolescenti altri problemi. Con la propria identità per esempio, motiva la regista: “Rinominare è sia un atto creativo che religioso, un modo per trovare la propria identità creandone una nuova. Nella tradizione cattolica, alla Cresima viene dato un nome, il nome del santo che speri di emulare". Infatti Lady Bird frequenta una scuola cattolica. La famiglia non è ricca, anzi, il padre viene licenziato, il figlio laureato lavora in un supermarket.

 

Candidato in cinque categorie (film, regia, sceneggiatura, attrice protagonista, attrice non protagonista), Lady Bird è una corsa contro il tempo in cui la musica amata dalla regista si fonde con le scene oppure si stacca e rimane sospesa in un mondo fatto probabilmente di ricordi in cui Greta con flashback mentali rivive per trasmettere i conflitti interiori, i diciott’anni, il rapporto con la madre, con la scuola, con l’altro sesso, con la musica, a volte scontati, di chi brucia le tappe e ritrova, dopo una sbronza a New York ( grazie alla borsa di studio), miracolosamente, frettolosamente, la propria identità. Il film a Trento è proiettato al cinema Astra.

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