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Haiku e Sakè ti prende per mano e ti aiuta a cogliere l'inatteso nel quotidiano

Ho scoperto il libro di Susanna Tartaro per caso ma è un testo che ti fa sentire sempre in compagnia e ti accompagna con levità nel presente, letto attraverso gli haiku di alcuni poeti giapponesi, primo fra tutti Santoka, il prediletto dell’autrice
DAL BLOG
Di Camilla Endrici - 19 ottobre 2016

Il mio comodino è un'instabile pila di libri, e in questo blog proverò a condividere alcune delle letture più belle che mi accompagnano.

Ho scoperto il libro di Susanna Tartaro, Haiku e Sakè, un po’ per caso. Ne ho letto sul profilo Facebook di Loredana Lipperini, che stimo e che seguo, collega di Susanna Tartaro a Radio 3. Curatrice una, conduttrice l’altra, entrambe fanno parte della colta e bella famiglia di Fahreneheit.

 

Haiku e Sakè un piccolo, delizioso libretto che ti prende per mano e ti accompagna con levità nel presente, letto attraverso gli haiku di alcuni poeti giapponesi, primo fra tutti Santoka, il prediletto dell’autrice. La voce narrante è quella di Susanna Tartaro, ma suo amico e compagno di viaggio è questo monaco viandante dell’inizio del ‘900, il più diseredato dei poeti zen.

 

Ogni haiku diventa l’istantanea con cui Susanna Tartaro illumina un aspetto presente, consegnandoci piccoli gioielli che riescono a rendere reale quello che lei stessa scrive sul suo blog, Daily Haiku: “Santoka ci ricorda che la pratica ascetica e, infine, anche la letteratura non sono patinati. Che il buddismo non si pratica dalle 16 alle 21 in una palestra pariolina, non veste alla moda. È per pochi, spesso mette a disagio e puzza di umanità.”

 

E in effetti, il grande talento di Susanna Tartaro in questo libro è di riuscire a fare letteratura semplicemente attraversando le strade caotiche della sua Roma in sella al motorino, o stando alla fermata dell'autobus, lasciandosi sorprendere dalle cose come sono e riconducendole a un orizzonte più ampio dell’esistenza grazie ai brevissimi componimenti poetici giapponesi. Così come gli haiku aprono l’orizzonte a una visione inaspettata, a una “rivelazione” che in qualche modo ribalta la prospettiva
iniziale, allo stesso modo Susanna Tartaro riesca a cogliere l’inatteso nel quotidiano, regalandoci quello che è, a mio parere, il senso profondo della saggezza.

 

L’haiku nella sua forma classica (3 versi di 5-7-5 sillabe) ben si presta all’estemporaneità del nostro presente: come dice la stessa Tartaro, unisce “la brevità di twitter e le immagini di instagram in un colpo solo”. Nel libro ci sono anche foto, visioni sottratte al quotidiano dallo sguardo attento dell’autrice.

 

Un libro che mi ha fatto sentire in compagnia mentre lo leggevo, un libro che ho avuto subito voglia di regalare e consigliare, uno di quei libri che ti aiutano, un pochino, ad avanzare nelle cose della vita con occhi diversi.

E una volta finito…beh, c’è sempre il blog di Susanna, ora appuntamento fisso di riflessione quotidiana.

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