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Il Vittoria, una scuola che cresce "nonostante"

Venerdì in via Zambra a Trento nord ci sarà un inedito "open day" mirato a dirigenti scolastici, coordinatori dell'orientamento e di classe. L'occasione per invitare a conoscere direttamente una realtà che dà forma didattica all'interesse e al talento dei giovani che per le più diverse materie artistiche ma che è liceo a tutti gli effetti. Il Vittoria è "temporaneo" da 30 anni, attende una sede nuova che chissà quando ma ha aumentato studenti e successi. Vorrà pur dire qualcosa
Dal blog di Carmine Ragozzino - 29 novembre 2017 - 11:02

TRENTO. Orientamento. L’aiuto che alle medie va fornito ai ragazzi e alle loro famiglie per azzeccare – per quanto si possa davvero azzeccare vista la mole di variabili – il passaggio delicato verso le scuole superiori. E le scuole superiori devono “vendersi” sul marcato dell'istruzione. Devono provare a promuoversi ,focalizzando le particolarità della loro didattica, la loro organizzazione e le prospettive, (ovviamente teoriche visto la precarietà del mercato del lavoro) che puntano a garantire a chi le frequenta.

 

L’orientamento è fatto di incontri, di “scuole aperte” da visitare. Ma anche, e soprattutto, di capacità e buona volontà nell’individuare le attitudini degli studenti ed indirizzarle sulle strada se non giusta almeno meno sbagliata.

 

Il Vittoria è il liceo delle arti che da trent’anni vive di precarietà e "tamponi" logistici. A Trento Nord . Ma i guai – che sono guai seri in fatto di struttura e di spazi – non hanno frenato l’attrazione dei giovani trentini, (ma anche di chi sceglie il Vittoria dall’Alto Adige o dal Veneto) per la formazione artistica.

 

Lo testimonia – dati alla mano – la crescita di iscrizioni che due anni fa ha registrato un’impennata e che si è sostanzialmente confermata nel’anno scolastico in corso. E’ per questo che il Vittoria ha confezionato il suo progetto orientamento aggiungendo quest’anno un tassello del inedito e innovativo alle normali attività di promozione.

 

Venerdì primo dicembre, dalle 15, il Vittoria ha invitato dirigenti scolastici, referenti dell’orientamento e coordinatori di classe al primo “open day” dedicato a chi è chiamato a svolgere un compito centrale per sostenere le opzioni scolastiche delle famiglie.

 

E’ un’iniziativa “mirata”, diversa dalle “scuole aperte” che al Vittoria ci saranno comunque anche per convincere le famiglie della bontà di un consolidato e al tempo stesso innovativo progetto didattico. Dirigenti, coordinatori e rappresentanti di classe sono fondamentali nell’opera di promozione, indirizzo e orientamento nei loro territori.

Il Vittoria è uno dei tre poli dell’Istituto delle Arti trentino assieme a Bonporti (coreutico e musicale) e Depero a Rovereto. Poli che vanno fatti conoscere. Ancora di più.

 

Il Vittoria ha da mostrare la ricchezza ricchezza di un patrimonio didattico che anno dopo anno ha saputo portare  alla scuola riconoscimenti importanti in campo nazionale e internazionale. Quella garantita al Vittoria – spiegano i promotori dell’iniziativa - è tuttavia un’istruzione liceale a tutti gli effetti . Un’istruzione in grado di assicurare agli studenti la stessa preparazione curriculare di altri indirizzi e dunque la scelta di ogni successivo percorso universitario.

 

E sottolineare questo aspetto a dirigenti, coordinatori e rappresentanti di classe non è certamente superfluo di fronte all’idea dura a morire, (anche se finalmente moribonda) di una scuola meno prestigiosa di classico o scientifico. Al Vittoria, si può, infatti, rivendicare un valore aggiunto. Un valore che “forma” oltre alle conoscenze e alle tecniche: modella la personalità di chi frequenta la scuola di via Zambra.

 

Il valore aggiunto è consolidare l’interesse e il  talento che gli studenti coltivano per le discipline creative: dalla pittura alla scultura, dalla modellazione del metallo e del gioiello all’arredo per l’interno e per l’ambiente, dalla multimedialità di fotografia, video e grafica.

 

L’Open Day sarà dunque un invito alla scoperta delle peculiarità didattiche dell Vittoria, (ma di rimando anche di Bonporti e Depero che compongono un unico corpo formativo). Peculiarità che si esprimono in maniera chiara, suggestiva, nelle aule laboratorio dove si imparano le tecniche artistiche in un rapporto virtuoso tra teoria e pratica. Ma anche in un percorso finalmente contemporaneo, (anche non sempre sviluppato come dovrebbe essere) tra materie artistiche e cultura generale, (dall’italiano alla storia, dalla filosofia alla fisica).

 

 Il saluto nell’Open Day sarà affidato al dirigente Roberto Pennazzato. Nello specifico dell’offerta formativa entrerà invece la responsabile dell’orientamento, professoressa Tiziana Valenti, che si è spesa nell’ideazione e nell’organizzazione del pomeriggio di informazione e di confronto.

 

La professoressa Valenti non avrà certo bisogno di enfatizzare la proposta didattica dell’Istituto delle Arti. Basterà infatti che gli ospiti si guardino attorno in un tour tra laboratori, corridoi “artistici” e bacheche per rendersi conto della quantità e della qualità di quel che si costruisce nelle classi e nei laboratori del Vittoria.

Gli spazi, pieni di “lavori” realizzati dagli studenti e dai docenti, sono la testimonianza di un impegno creativo costante che si esprime nell’interdisciplinarietà e nell’equilibrio tra i linguaggi artistici. E non è certo un caso se negli anni si sono moltiplicate le “commesse” che istituzioni pubbliche e realtà private hanno concordato – in  crescendo - con la scuola.

 

I progetti per “l’esterno” – sempre più numerosi - coinvolgono tanto gli studenti. (che possono ottemperare con divertimento e impegno agli obblighi della scuola-lavoro)  quanto i loro docenti che li guidano e lavorano con loro. Le sfide artistiche sono così diventate sempre più alte.

 

Le testimonianze della bravura degli studenti del Vittoria sono  sparse sui muri, nelle piazze, nelle sedi istituzionali e in altri spazi in tutta la provincia, sviluppando la creatività e le tecniche coltivate a scuola in forme capaci di offrire sempre anche forti messaggi sociali . E non si contano i riconoscimenti che gli studenti dell’Istituto delle Arti hanno ottenuto nei più prestigiosi concorsi nazionali.

 

Il pomeriggio dell’Open Day al Vittoria non sarà ovviamente fatto di sole parole. Verrà inaugurata la mostra di Rolando Tessadri – “La trama del colore” che a scuola durerà per alcuni giorni così come è successo per altri artisti collegati in vari modi al Vittoria (sia come docenti che come studenti). Quella di Tessadri è una presenza significativa:  classe 1968, artista ormai affermato, è stato, appunto studente del Vittoria. E come lui tanti altri studenti del liceo delle arti hanno intrapreso la strada di trasformare la passione artistica in professione. Con successo. L’”Open day” vivrà anche alcuni momenti musicali affidati agli allievi del Bonporti.

L’Open Day dedicato a chi dirige e manda avanti le scuole medie avrà valore maggiore se il dirigente e chi interverrà non si limiteranno alla sola presentazione legittimamente orgogliosa del Vittoria. Si spera che, magari anche di sbieco, alla Provincia, (l’assessorato all’istruzione che in Trentino coincide con la presidenza) venga ricordato il ritardo grave nella realizzazione di una sede nuova e adeguata nell’area di Maso Ginocchio a Trento sud.

 

La sede cioè che il presidente Rossi aveva solennemente promesso come “fatta e finita” per il 2018. Visto che il progetto definitivo sarà scelto a febbraio del prossimo anno è dura immaginarsi sia l’avvio sia la fine di un cantiere prima di altri 3 o 4 anni.

 

Nel frattempo per il Vittoria la Provincia ha trovato una seconda succursale (a Mesa Verde) oltre a quella del Magnete. Meglio di niente, certo. Ma le succursali creano altri  problemi logistico- organizzativi. Altri disagi che una scuola “temporanea” da un trentennio non si merita. 

 

Sui “crediti” che il Vittoria vanta rispetto alla Provincia è facile – anzi sicuro – che nell'Open day si sorvolerà. Se così fosse sarà un errore. Il Vittoria in questi anni è cresciuto e si è imposto all’attenzione e alla curiosità dell’intero territorio provinciale “nonostante” la Provincia.

 

Lo si deve alla passione degli studenti-artisti e a quella dei loro docenti. Studenti che saranno anche stravaganti ma che certo non sono svagati quando prendono in mano un pennello, quando intagliano legno, quando disegnano e realizzano oggetti, quando scattano foto e girano video. Un Trentino che non vuole chiudersi tra le montagne ha bisogno vitale di  un respiro culturale, artistico. Di giovani  aiutati - ma davvero - ad esportare la loro creatività. Facendone un lavoro. Ma essere costretti a respirare in affanno non è un bel respirare.

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