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A Nicea si decise che Gesù era “Figlio di Dio” e fu il primo “Dogma” della Chiesa Cattolica: ecco gli altri

Ancora dopo 350 anni dalla morte di Gesù diverse erano le correnti di pensiero in merito, in forte contrasto fra loro, ed in una vasta area dell’Impero si riteneva che Gesù fosse solo un uomo, in carne ed ossa come noi (la corrente di Ario era la più importante, ma non la sola)
di Angelico Carulmare
DAL BLOG
Di Riccardo Petroni - 02 gennaio 2022

Ha pubblicato “Yehoshua ben Yosef detto Gesù – La sua vera storia – la forza delle sue idee”, “Il Vangelo Segreto di Gesù”, “Gesù di Betlemme” e “Il Ritorno alla Casa di Israele (il Noachismo)”

TRENTO. Nel precedente articolo (LEGGI QUI) abbiamo visto che quella che oggi noi chiamiamo la “Chiesa Cattolica”, che tradotto dal greco vuol dire “Assemblea Universale”, è nata con il Concilio di Nicea del 325 d.C., per volere e con decreto Imperiale di Costantino I, nella sua abitazione in Bitinia, nell’attuale Turchia.

 

Ed abbiamo visto che in quella sede solo 300 vescovi circa intervenuti, su 1.800 presenti nel vastissimo impero governato da Costantino (in pratica l’intero mondo allora conosciuto, ad esclusione dell’Impero persiano), decisero che l’ebreo Gesù era “Figlio di Dio”, nel senso di essere “della stessa sostanza di Dio” (consustanziazione). Questa decisione fu presa in assenza del Vescovo di Roma, erroneamente chiamato Papa (i Papi ancora non esistevano), in quanto non intervenuto.

 

Ancora dopo 350 anni dalla morte di Gesù diverse erano le correnti di pensiero in merito, in forte contrasto fra loro, ed in una vasta area dell’Impero si riteneva che Gesù fosse solo un uomo, in carne ed ossa come noi (la corrente di Ario era la più importante, ma non la sola).

 

Nasceva così a Nicea il primo “Dogma” della “Chiesa Cattolica”.

 

Il termine “dogma” deriva dal greco “δόγμα” e significa “decisione, giudizio, decreto”. Per “Dogma della Chiesa” si intende “un pronunciamento del Papa o di un Concilio, per definire espressamente una verità di fede che deriva da una rivelazione di Dio”.

 

E’ quindi “eretico” (eresia dal greco = scelta) per la Chiesa Cattolica chi: “Nega pertinacemente o anche soltanto mette in dubbio qualcuna delle verità rivelate o dei Dogmi di fede”.

 

La messa in discussione dei Dogmi è quindi “eresia” e comportava in passato tremende torture ed anche la messa al rogo.

 

I successivi Dogmi della Chiesa sono i seguenti. Nell’esaminarli è però necessario:

 

-avere il massimo rispetto per la fede di chi crede che siano aspetti teologici e dottrinali definitivi, rivelati da Dio. La Fede infatti è un sentimento che non può e non deve essere messo in discussione.

 

-conteggiare gli anni trascorsi dalla morte di Gesù (avvenuta nel 30 d.C., secondo quanto unanimemente riconosciuto), alla data di emanazione degli stessi.

 

-anno 381 d.C. - Dio è uno e Trino: la Trinità – Concilio di Costantinopoli.

 

Dio è uno in tre persone: Padre, Figlio (generato dal Padre) e Spirito Santo (che procede dalle altre due persone, come da un unico principio). Anche sulla composizione della Trinità c’era un forte contrasto ancora nel IV secolo d.C. fra le varie correnti di pensiero. C’era infatti chi riteneva che dovesse essere composta da “Dio, Gesù e Maria”, altri invece da “Dio, Gesù e l’Angelo Gabriele” o “l’Angelo Michele”. Ma poi prevalse lo “Spirito Santo”. Per l’ebreo Gesù, Dio era uno ed uno rimaneva, senza alcuna possibilità che potesse essere “Trino”. Solo il pensarlo sarebbe stato sacrilego.

 

-anni 431e 451 d.C. - Gesù è vero Dio e vero uomo (Concili di Efeso e di Calcedonia)

 

In quelle sedi fu deciso definitivamente che Gesù Cristo, nella sua divinità, ha due nature: quella umana e quella divina ed è perfetto in ambedue. Per l’ebreo Gesù la sua divinizzazione sarebbe stata blasfema ai sensi del “2^ Comandamento”, che considera questo idolatria.

 

-anno 431 d.C. - Maria è Madre di Dio (Theotokos), perché madre di Gesù che è Dio - Concilio di Efeso.

 

Da evidenziare che fino a quella data Maria era considerata un donna ebrea come tutte le altre, tanto che Paolo di Tarso non la nomina mai nel suo vastissimo “corpus” di 13 lettere.

 

-anno 553 d.C. – Nascita verginale di Gesù - verginità di Maria - Secondo Concilio di Costantinopoli

 

La Bibbia porta la seguente traduzione delle parole del profeta Isaia (700 a.C. circa), relativamente alla figura del Salvatore: “Ecco, la Vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio è con noi”.

L’esatto termine utilizzato però da Isaia è “almah” (עלמה), che vuol dire “giovane donna in età di matrimonio” e non “vergine”. In ebraico infatti quando si vuole indicare una “vergine” non si usa il termine “almah”, bensì il termine: “betullah”. Da evidenziare, al riguardo, che i Vangeli riportano che Maria osservò i giorni della “purificazione” previsti dalla Bibbia per il fatto di aver perso sangue durante il parto: “Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione secondo la legge di Mosè (ndr: i 40 giorni prescritti), portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore, come è scritto nella legge del Signore”. In ricordo di questo, ancora oggi, la festa della “Candelora” o della “Purificazione di Maria” cade il 2 febbraio, esattamente 40 giorni dopo il 25 dicembre, data convenzionale della nascita di Gesù.

 

-anno 1215 -Transustanziazione - IV Concilio Laterano 

 

È la conversione al momento della consacrazione di tutta la sostanza del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue di Cristo.

 

-anni 1438 - Esistenza del Purgatorio - Concilio di Firenze

 

E’ “la condizione di coloro che, morti nella grazia e nell’amicizia di Dio, non sono ancora perfettamente purificati e devono quindi purificarsi al fine di ottenere la santità necessaria per essere ammessi alla visione di Dio”. Da evidenziare che i Vangeli non nominano mai il Purgatorio.

 

-anno 1854 - Immacolata Concezione di Maria.

 

Significa che Maria è priva di ogni macchia derivante dal peccato originale dal momento nel quale è stata concepita. Da evidenziare che i Vangeli mai nominano il “peccato originale”, che per l’ebreo Gesù sarebbe stato inconcepibile, in quanto per l’ebraismo il peccato non è trasmissibile.

 

-18 luglio 1870 – Infallibilità del Papa

 

Il Papa deve essere considerato infallibile quando parla “Ex Cathedra”, cioè quando esercita il suo "supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani" e "definisce una dottrina circa la fede e i costumi". L’ Infallibilità del Papa fu dunque introdotta due mesi prima della “Presa di Roma”, che avvenne il 20 settembre 1870. Evento meglio noto come “Breccia di Porta Pia”, che sancì l’annessione di Roma al Regno d’Italia, decretando la fine dello Stato Pontificio e del potere temporale dei Papi, divenuti “infallibili” 60 giorni prima di detto attacco.

 

-anno 1950 - Assunzione di Maria: proclamata da Papa Pio XII.

 

Definisce che la Madonna, finito il corso della sua vita terrena, fu "assunta" in Paradiso in anima e corpo. Di questo Dogma, sancito tre mesi prima della mia nascita, non c’è traccia nei Vangeli. L’ultima volta infatti che parlano della Madonna è in questo appassionato brano relativo ai giorni successivi la morte di Gesù: “Ritornarono a Gerusalemme. Ed entrati in città salirono al piano superiore della casa dove abitavano. C'erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelòta e Giuda di Giacomo. Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui”. Riguardo a dove sia andata Maria dopo quell’incontro sono stati scritti centinaia di libri con altrettante ipotesi, tutte però prive di ogni possibilità di riscontro, quindi del tutto fantasiose.

 

Concludo dicendo che è bella, anzi stupenda - e da non confondere con quanto sopra descritto - la “devozione popolare”, ovvero “quel sentimento di speciale venerazione e fiducia” che il popolo, me compreso, ha nei confronti di Maria, la “Madre di Gesù”, la “Madre Coraggio” dell’intera Umanità, simbolo altissimo del ruolo materno, rappresentante di tutte le mamme del mondo, di qualunque etnia, di qualunque religione.

 

Ma avrò modo di parlarne la prossima volta.

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