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Apocalissi e profezie, ecco come le Sacre Scritture hanno raccontato la fine dei tempi (e perché è meglio evitare che si realizzino)

Chiarito questo, va detto che le più antiche “sacre” profezie sono quelle ebraiche, che si trovano nell’Antico Testamento (la Bibbia Ebraica), che indica quattro “Profeti maggiori” (Isaia, Geremia, Ezechiele e Daniele), e dodici "Profeti minori" (Osea, Gioele, Amos, Abdia, Giona, Michea, Naum, Abacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria e Malachia)
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Di Riccardo Petroni - 27 marzo 2020

Ha pubblicato “Yehoshua ben Yosef detto Gesù – La sua vera storia – la forza delle sue idee”, “Il Vangelo Segreto di Gesù”, “Gesù di Betlemme” e “Il Ritorno alla Casa di Israele (il Noachismo)”

In questi drammatici giorni di “pandemia da coronavirus”, si parla sempre più di “profezie apocalittiche”. E si cita a piene mani quella della scrittrice veggente Sylvia Browne, morta nel 2013, che nel 2008 aveva scritto nel suo libro “End of a Days”: “Entro il 2020 gireremo con mascherine e guanti per un’epidemia di polmonite grave”. Ma si riporta anche, com’è purtroppo di rito tutte le volte che c’è un disastro, anche quella di Nostradamus, che – secondo i sapientoni di turno – ha profetizzato una grande calamità dal 4 marzo all’1 luglio 2020. E poi abbiamo avuto quella di Bill Gates, co-fondatore di Microsoft, che nel 2015, nel corso di una conferenza, ha detto: “Se qualcosa ucciderà 10 milioni di persone nelle prossime decadi, è più probabile che sia un virus molto contagioso e non una guerra. Non missili ma microbi". C'è chi ha cercato rivelazioni profetiche in servizi giornalistici che durano meno di 3 minuti pubblicati nel 2015 e si nomina addirittura anche l’astrologo Brako, che a fine dello scorso anno aveva predetto che: “Il quadro astrale del 2020 sarà lo stesso di quello che si è verificato prima della seconda guerra mondiale”.

 

E su queste “profezie-fake-news” si sta scrivendo di tutto e di più. “Profezie” che ho definito “fake-news” in quanto, qualora si volesse proprio andare dietro a dei “vaticini” (predizione di eventi futuri), almeno si potrebbe farlo “rispolverando” quelli della Bibbia e dei Vangeli . Profezie, queste ultime, che invece nessuno più ascolta e tanto meno cita, a partire dal Santo Padre, “in giù”. Si lascia così il campo a dei romanzieri, a persone con forti intuiti o peggio ancora a dei ciarlatani, piuttosto che affidarsi a testi che la teologia dichiara direttamente ispirati o dettati da Dio e che tali dovrebbero essere considerati, quantomeno da chi afferma di essere un “credente” ed ancor più un “praticante”.

 

 

Ma vediamo innanzitutto il significato del termine “Apocalisse”, che non vuol assolutamente dire “immane calamità e/o distruzione” (della serie “Apocalypse Now”), come si è abituati a pensare. Apocalisse infatti viene dal greco “ἀποκάλυψις” (apokalupsis) e significa “gettar via ciò che copre”, “alzare un velo”, “rivelare”. L’Apocalisse quindi è “Uno scritto contenente rivelazioni relative ai destini ultimi dell’umanità e del mondo” (Enciclopedia Treccani). Il termine “profezia” deriva invece dal greco “προϕητεία” e significa “Predizione di eventi futuri, derivante da ispirazione divina” (Enciclopedia Treccani). Un “profeta” quindi è un “preannunciatore”, cioè “Persona che parla per ispirazione di una divinità, manifestandone il volere e, spesso, preannunciando il futuro in suo nome”(Enciclopedia Treccani). Chiarito questo, va detto che le più antiche “sacre” profezie sono quelle ebraiche, che si trovano nell’Antico Testamento (la Bibbia Ebraica), che indica quattro “Profeti maggiori” (Isaia, Geremia, Ezechiele e Daniele), e dodici "Profeti minori" (Osea, Gioele, Amos, Abdia, Giona, Michea, Naum, Abacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria e Malachia).

 

Ma, per tornare a quanto detto prima, per un cristiano, dovrebbero far fede (è proprio il caso di dirlo) La Bibbia, i Vangeli e la cosiddetta “Apocalisse di Giovanni”, laddove parlano della “fine dei tempi” (la fine dei giorni del mondo materiale). Ma quali sono i segni premonitori dell’arrivo dell’ultima ora, secondo le Sacre Scritture?

 

Partiamo da Ezechiele (VII secolo a.C.): “I pesci del mare, gli uccelli del cielo, le bestie della campagna, tutti i rettili che strisciano sul terreno e tutti gli uomini che sono sulla faccia della terra tremeranno, e i monti saranno abbattuti, le rupi cadranno e ogni muro crollerà a terra. Farò venire la spada su tutti i miei monti, dichiara il Sovrano Signore Dio. Porterò il mio giudizio con epidemie e massacri. Farò cadere piogge torrenziali, grandine, fuoco e zolfo”. E ci dice l’Evangelista Luca: “In quel tempo Gesù disse: si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno e vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo. Vi sarà allora una tribolazione grande, quale mai avvenne dall'inizio del mondo fino a ora, né mai più ci sarà. E se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati. Subito dopo la tribolazione di quei giorni, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, gli astri cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte. Quanto a quel giorno ed a quell'ora, però, nessuno lo sa. Come fu ai giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell'Uomo (il Messia, quindi la fine dei tempi). Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell'arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti, così sarà anche alla venuta del Figlio dell'Uomo (cioè la fine dei tempi). Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà”.

 

Aggiunge Matteo: Nazione combatterà contro nazione e regno contro regno e ci saranno carestie e terremoti in un luogo dopo l’altro. E a causa dell’aumento della malvagità l’amore della maggioranza si raffredderà. Quando vedrete tutte queste cose, sappiate che Lui (il Messia, quindi la fine dei tempi) è vicino, alle porte”. E Pietro: “Negli ultimi giorni verranno degli schernitori con i loro scherni, che agiranno secondo i propri desideria e diranno: dov’è questa presenza di Dio che è stata promessa? Dal giorno in cui i nostri antenati si addormentarono nella morte, tutto continua esattamente come dal principio della creazione”. E Giovanni con la sua Apocalisse (scritta verso la fine del I secolo d.C.): Uscì un altro cavallo, rosso fuoco. A colui che lo cavalcava fu dato potere di togliere la pace dalla terra, perché si sgozzassero a vicenda e (per far questo) gli fu consegnata una grande spada”. E Timoteo (compagno di Paolo di Tarso): “Sappi questo: negli ultimi giorni ci saranno tempi difficili. Infatti gli uomini saranno egoisti, attaccati al denaro, gradassi, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, sleali, snaturati, non disposti a nessun accordo, calunniatori, senza autocontrollo, spietati, senza amore per la bontà, traditori, testardi, pieni d’orgoglio, amanti dei piaceri piuttosto che di Dio”

 

E a voler cercare parallelismi guardiamo i dati: nel globo terrestre ci abitano 7,6 miliardi di persone (nel 1969 eravamo 3,3 miliardi e nel 2050 saremo 10 miliardi). Siamo divisi in 194 stati, dei quali ben 44 sono in guerra fra di loro, coinvolgendo 2 miliardi di persone, che corrisponde al 60% di tutta la popolazione mondiale nel 1969. La situazione è talmente drammatica da far dire a Papa Francesco: “Siamo di fronte a un nuovo conflitto globale, ma a pezzetti. Nel mondo c'è un livello di crudeltà spaventosa, la tortura è diventata ordinaria”. Il 20% della popolazione mondiale detiene l’80% del Pil. 26 persone posseggono le ricchezze di 3,8 miliardi di persone e 8 uomini possiedono la stessa ricchezza di 3,6 miliardi di persone.

 

L’80% di tutta la popolazione mondiale vive in case senza abitabilità. Circa 900 milioni di persone soffrono la fame e sono a rischio morte (fra atroci sofferenze) ed il dato è in forte aumento. Un bambino su 4, sotto i 5 anni, soffre di malnutrizione cronica: in totale sono oltre 200 milioni. Circa 2 miliardi di persone non ha la certezza di potersi procurare del cibo (di nuovo il 60% di tutti gli abitanti della terra nel 1969). Il 55% della popolazione mondiale è analfabeta. L’OMS dichiara che “in tutto il mondo troppe persone soffrono o muoiono a causa di malattie croniche come cardiopatie, ictus, cancro, malattie respiratorie croniche e diabete. Attualmente, quattro decessi su cinque per malattie croniche si verificano nei paesi a reddito basso o medio-basso. Queste persone tendono ad ammalarsi in giovane età e, dopo anni di sofferenze e complicazioni, finiscono col morire molto prima di chi vive nei paesi ricchi”. A questi dati vanno aggiunti i morti per contagi, epidemie e pandemie (epidemia che si espande a livello mondiale).

 

Detto questo, vado veloce sui dati relativi al disastro ecologico in corso, in quanto è sotto gli occhi di tutti (anche se facciamo finta di non accorgercene). Riguardo al surriscaldamento climatico la “Rivista Nature”, supportata dall’Agenzia Spaziale Europa e dalla Nasa, pochi giorni fa ha scritto questo: “I ghiacci dei poli si stanno sciogliendo ad un velocità sei volte superiore a quella degli anni novanta. L'Antartide e la Groenlandia in 26 anni hanno perso 6.400 miliardi di tonnellate di ghiaccio. Mentre negli anni novanta finivano in mare 81 miliardi di tonnellate di ghiaccio ogni anno, nell'ultimo decennio il tasso di fusione è salito a 475 miliardi di tonnellate l'anno”. Ma andiamo avanti. I morti per inquinamento ogni anno sono circa 9 milioni. In tre anni totalizziamo quindi lo stesso numero di tutti i morti militari della seconda guerra mondiale. La Banca Mondiale ci dice poi che in meno di trent’anni il mondo, con oltre un miliardo di tonnellate di rifiuti in più, sarà completamente sommerso da spazzatura, a meno che non si intervenga con la massima urgenza, soprattutto nei paesi a basso reddito.

 

Sul fronte incendi infine va detto che nel 2019 sono bruciati 12 milioni di ettari nella foresta amazzonica (che “assorbe” dai 150 ai 200 miliardi di tonnellate di carbonio), 27 mila ettari nel Bacino del Congo, oltre 8 milioni nell’Artico, 328mila in Indonesia, 12,6 milioni di ettari in Australia. Drammatiche notizie, quelle appena viste, che al momento sembra non interessino nessuno, tanto che una ragazzina di nome Greta, che va in giro a denunciare l’ottusa criminalità di chi ha la responsabilità di non intervenire, viene accusata delle peggio cose, di essere una gretina, poi malata di protagonismo, viziata figlia di papà, perditempo a spese nostre e così via.

 

Mi fermo qui e, tornando alle profezie delle Sacre Scritture, concludo dicendo che, se certamente non siamo alla vigilia della prospettata “fine dei tempi” dei profeti biblici, con altrettanta certezza è meglio ripensare seriamente il nostro modello di vita.

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