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Chi è il Papa, Ratzinger o Bergoglio? Ecco la prova, da batticuore, che dimostra la verità

Ciclicamente c'è chi prova a screditare la figura di Bergoglio avanzando ipotesi sul fatto che starebbe occupando illegittimamente lo scranno pontificio e che il titolo di Papa Emerito non sarebbe previsto da alcuna normativa della Chiesa. Eppure nella lettera di risposta arrivatami proprio dal Vaticano c'è un passaggio che non lascia dubbi, con buona pace di quegli ultra-ortodossi cattolici che vorrebbero disarcionare Papa Francesco
DAL BLOG
Di Riccardo Petroni - 21 luglio 2021

Ha pubblicato “Yehoshua ben Yosef detto Gesù – La sua vera storia – la forza delle sue idee”, “Il Vangelo Segreto di Gesù”, “Gesù di Betlemme” e “Il Ritorno alla Casa di Israele (il Noachismo)”

Era il 29 giugno 1951. Esattamente 70 anni fa Joseph Ratzinger (nato nel 1927) veniva ordinato sacerdote. Era poi il 19 aprile 2005 quando venne nominato Papa della Chiesa Cattolica, con il nome di “Benedetto XVI”. Ma nel Concistoro (riunione formale del Collegio Cardinalizio) dell'11 febbraio 2013 annunciò, con una “Declaratio”, la sua rinuncia “al ministero di “Vescovo di Roma, successore di San Pietro”, con decorrenza dalle 20 del 28 dello stesso mese, data dalla quale Ratzinger si è attribuito il titolo di “Papa Emerito” (significato: chi, non esercitando più il proprio ufficio, ne gode tuttavia il grado e gli onori).

 

Il “Canone 332” del “Codice di Diritto Canonico prevede che il Romano Pontefice possa rinunciare al suo Ufficio, ma il titolo di “Papa Emerito” non è previsto da alcuna normativa della Chiesa Cattolica.  Suoi famosi predecessori nella “rinuncia” sono stati Celestino V (1294), messo all’inferno da Dante Alighieri fra gli “ignavi” (infingardi) proprio per tale rifiuto e Gregorio XII (1415). Ambedue da quel giorno cessarono del tutto la propria attività, mentre Joseph Ratzinger, nonostante “il gran rifiuto” continua a vivere in Vaticano, a vestirsi di bianco (ha detto di non avere altri vestiti), a fregiarsi del titolo di “Pontifex Pontificum”, ad impartire la Benedizione Apostolica, a scrivere libri, a rilasciare interviste, ad intervenire su questioni morali e di vita ecclesiastica Al Soglio Pontificio gli è succeduto, come noto, Jorge Mario Bergoglio con il nome di Papa Francesco, eletto nel Conclave del 13 marzo 2013.

 

Sui motivi dell’abbandono di Ratzinger è stato scritto di tutto e di più. Le sue motivazioni ufficiali sono state queste: “"Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l'età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il Ministero Petrino”. Solo un anno prima era scoppiato lo scandalo “Vatileaks 1”, con la fuga di numerosi documenti molto delicati e compromettenti. A seguito di tutto ciò, Papa Ratzinger istituì una commissione cardinalizia d'inchiesta, per far luce sul quella complessa vicenda ed individuare i colpevoli. In quell’occasione fu arrestato Paolo Gabriele, “Aiutante di Camera” di Sua Santità dal 2006 (poi condannato dal Tribunale Vaticano a 3 anni, ridotti ad 1 anno e 3 mesi di reclusione, poi condonati) e fu rimosso il potentissimo Ettore Gotti Tedeschi, Presidente dall'Istituto per le Opere di Religione, la banca vaticana (IOR), coinvolta fin dagli anni ’70 in numerosi scandali.

 

Ma ecco che nel 2014 il giornalista Antonio Socci (1959) pubblicò il libro “Non è Francesco. La Chiesa nella Grande Tempesta”, nel quale scrisse che l’elezione di Bergoglio a Sommo Pontefice non era valida e che quindi il “vero” Papa rimaneva Ratzinger. La tesi da lui sostenuta è che fu annullata la 4^ ed ultima votazione consentita dalla normativa in ogni giornata di Conclave, in quanto ci si accorse che c’era la presenza di una scheda bianca in più. Quindi quel giorno non dovevano essere fatte altre votazioni. Si decise invece di procedere con una quinta consultazione, “illegittima”, quindi “nulla”, dalla quale “uscì” Papa Francesco con “fumata bianca”. Illegittima anche perché la decisione di procedere ad una ulteriore votazione, non consentita, sempre a detta di Socci, fu presa solo da 3 prelati presenti. Una questione quindi squisitamente procedurale, ma che sollevò ovviamente un grandissimo polverone. Ma poi tutto si acquietò.

 

Fino al 20.2.2021, data nella quale la giurista Estefania Acosta pubblicò il libro “Benedict XVI: Pope Emeritus?”. Quel punto interrogativo finale fece scoppiare un ulteriore grandissimo scompiglio. La sua tesi era infatti, di nuovo, che l’unico e vero Papa è, e rimane, Benedetto XVI, in quanto le dimissioni di quest’ultimo non sono state da lui stesse confermate in data 28.2, come previsto dalle normative. Tesi questa, insieme alla precedente, accolta con grande favore dai cosiddetti “cattolici tradizionalisti”, che vorrebbero disarcionare a tutti i costi Papa Francesco. A partire dal Cardinale Viganò che lo definì addirittura l’Anticristo. Ecco che in data 1.3.2021 Massimo Franco (Corriere della Sera), chiese esplicitamente a Papa Benedetto XVI di fare chiarezza sul mistero dei “due Papi”. E la sua riposta è stata la seguente: "Non ci sono due Papi. Il Papa è uno solo”, senza però dire chi dei due lo fosse. Questo ha agitato ancor più gli animi.

 

L’obiettivo di chi dirige questa macabro teatrino è di dimostrare che se Bergoglio non è Papa (quindi tuttora è solo un Cardinale), non gode dell'Infallibilità Papale (dogma della Chiesa). Quindi è automaticamente sacrilego e scomunicato, avendo lui sostenuto tesi ritenute dai “super-ortodossi cattolici” del tutto eretiche. Ed il Papa “legittimo” sarebbe, di conseguenza, ancora e sempre Ratzinger. E sempre i cattolici “super-ortodossi” si fanno forti della profezia della Beata chiaroveggente A. K. Emmerich (1774-1824). Eccola: “Vidi il rapporto tra i due Papi. Vidi quanto sarebbero state nefaste le conseguenze di questa falsa chiesa. Vedo il Santo Padre in grande angoscia. Egli vive in un palazzo diverso da quello di prima e vi ammette solo un numero limitato di amici a lui vicini. Vidi una strana chiesa che veniva costruita contro ogni regola. In quella chiesa non c’era niente che venisse dall’alto. C’erano solo divisioni e caos. Non c’era niente di santo in essa. Vidi cose deplorevoli. Ogni sorta di abomini venivano perpetrati là. Si avvicina una grande devastazione”.

 

Bene: premesso che la colpa della situazione descritta dalla Beata A. K. Emmerich, da parte mia la attribuirei proprio ai cattolici “super-ortodossi”, che hanno consentito, ma soprattutto “coperto” da sempre ogni tipo di degrado all’interno della Chiesa (pedofilia, scandali finanziari, lobby non consentite, abusi di potere ecc.), vorrei evidenziare che sono in possesso di un documento assolutamente inedito, che conferma in modo inequivocabile che Papa Ratzinger non è più Papa dalla sua rinuncia nel 2008.

 

Ma andiamo per gradi. Era il 2015. Avevo appena concluso di scrivere il mio libro “Yehoshua ben Yosef detto Gesù – La sua vera storia”.

 


 

Decisi di mandarne una copia proprio a Papa Ratzinger (con raccomandata riservata personale), unanimemente considerato uno dei massimi teologi esistenti. Questo non per presunzione o per sfida, bensì con l’umiltà di chi ha dedicato oltre 40 anni di silenziosa ricerca nei confronti di quel personaggio, Gesù, che ritiene certamente fra i più “alti” in tutta la storia dell’Umanità.

 

Una sera, andando a prendere la posta, trovai una busta a me indirizzata. Dietro non c’era scritto niente. C’era solo l’insegna del Vaticano. Mi prese un colpo al cuore. L’aprii ed incredulo vidi che veniva nientemeno che dalla “Segreteria di Stato del Vaticano”, firmata da Mons. Peter Wells, “Assessore” per gli “Affari Generali”.

 

Joseph Ratzinger mi ringraziava suo tramite per l’apprezzato dono inviatogli e mi inviava a sua volta, in segno della sua riconoscenza, una medaglietta ed un santino da lui stesso benedetto.

Ecco qui:

 

La lettera inizia così: “E’ pervenuta al Pontefice Emerito Benedetto XVI”.  Quindi, lui stesso, Joseph Ratzinger, si definisce esplicitamente “Papa Emerito”, titolo da lui stesso istituito per distinguersi dal Sommo Pontefice in carica.

 


 

Ecco che, essendo certo del fatto che Joseph Ratzinger non menta, come conseguenza di ciò, risulta chiaro che il “vero Papa” è - e rimane - inequivocabilmente Jorge Mario Bergoglio. Che piaccia o no e con buona pace di tutti quei maldestri e sconsiderati sostenitori dell’opposto.

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