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Chi era l'evangelizzatore Apollo rivale di Paolo e (per questo) cancellato dalla tradizione della Chiesa

Apollo era quindi un ebreo colto, nato ad Alessandria, dove Marco aveva fondato la sua comunità “giudeo-cristiana”. Si era spinto nei territori nei quali Paolo evangelizzava il suo credo “pagano-cristiano”. Ma diversamente da lui propagandava (con successo) il “giudeo-cristianesimo” seguendo il pensiero originario di Gesù
DAL BLOG
Di Riccardo Petroni - 09 novembre 2019

Ha pubblicato “Yehoshua ben Yosef detto Gesù – La sua vera storia – la forza delle sue idee”, “Il Vangelo Segreto di Gesù”, “Gesù di Betlemme” e “Il Ritorno alla Casa di Israele (il Noachismo)”

Nei precedenti articoli abbiamo visto come è nato il Cristianesimo, nuova religione che l’ebreo Yehoshua (Gesù) aveva specificatamente detto di non voler fondare. Cristianesimo che con Paolo di Tarso si era - alla fine - rivolto esclusivamente ai pagani (i gentili), con la totale abiura della Torah ebraica (l’Antico testamento). Abiura della Torah che era inconcepibile per gli Apostoli che erano stati al fianco di Gesù - a partire da Pietro - in quanto considerata del tutto blasfema. Ed abbiamo visto come a seguito di questo si fossero create due “correnti”, che fra di loro andarono in forte contrasto.

 

Una “giudeo-cristiana” a Gerusalemme, capeggiata per breve tempo da Pietro e poi per oltre 20 anni da Giacomo il Giusto (fratello di Gesù o cugino per i cattolici). Gruppo, al quale aderivano gli Apostoli, che si riuniva nelle sinagoghe, in quanto - come detto - rimasti fedeli al pensiero giudaico di Gesù, ritenuto il “Cristo”, il “Messiah” ebraico, cioè il Messia, che il popolo di Israele stava attendendo (Cristo infatti è la traduzione esatta di “Messiah” in ebraico). Era – il “giudeo-cristianesimo” - una nuova corrente ebraica che andava ad aggiungersi a quelle già esistenti dei farisei, dei sadducei, degli esseni e degli zeloti.

 

L’altra “corrente” era quella “pagano-cristiana” nelle lontane “colonie” gestite da Paolo di Tarso (Efeso, Antiochia, Cipro ecc.), che si riunivano non più nelle sinagoghe bensì nelle case private. Ed abbiamo visto come nel 70 d.C. le truppe romane rasero al suolo Gerusalemme, e con essa la corrente “giudeo-cristiana”, dando così via libera esclusivamente alla corrente “pagano-cristiana”, che si trovò ad essere così l’unica “voce” e “fonte” esistente su Yehoshua (Gesù). Interessante evidenziare che quanto sopra indicato, corrisponde alla lettera a quanto riportato da “Chatopedia”, la “Wikipedia cattolica”, che per loro stessa definizione si pone come obiettivo la “cattolicità”. Si presenta infatti così: “Gli articoli che vi appaiano rispecchiano fedelmente il punto di vista cattolico, e si candidano quindi ad essere un punto di riferimento di chi vuol conoscere la dottrina e il pensiero della Chiesa Cattolica, nella fedeltà all'insegnamento della stessa”.

 

Alla voce “giudeo-cristiani” Chatopedia così scrive: “Con Giudeo-cristiani si intendono, nei primi secoli della storia della Chiesa, gli aderenti al cristianesimo provenienti dall'ebraismo. Erano contrapposti agli ellenisti, cioè i cristiani di origine pagana (o Gentili) e di lingua e cultura greca. Inizialmente tutti i seguaci di Gesù, come Gesù stesso, erano Ebrei, e a loro si rivolse principalmente la predicazione dei primi missionari. In seguito però, in particolare per impulso di Paolo di Tarso, la predicazione si rivolse anche ai pagani, e si vennero a creare all'interno dell'unica Chiesa queste due componenti distinte, per quanto accomunate dalla fede in Gesù Messia, salvatore e Dio: i Giudeo-cristiani continuavano ad essere fedeli ai precetti della Torah (circoncisione, preghiera al tempio di Gerusalemme, prescrizioni alimentari, osservanza del sabato ecc.), mentre agli ellenisti Paolo non impose questi obblighi. Dagli Atti degli Apostoli e dalle Lettere di Paolo traspare una sorta di attrito tra le due componenti, dato che i Giudeo-cristiani erano portati a pensare i nuovi arrivati come una sorta di credenti di seconda categoria. Con la distruzione definitiva di Gerusalemme e del tempio la componente giudeo-cristiana perse rapidamente importanza”.

 

Unica differenza quindi è che i “pagano-cristiani” vengono chiamati “ellenisti”, là dove per “Ellenismo” o “Politeismo Ellenico” ci si riferisce espressamente al paganesimo, tanto da poter considerare i due termini dei sinonimi. Ma le Sacre Scritture ci parlano di un altro importante evangelizzatore “giudeo-cristiano”. Si tratta di “Apollo”. Cosi’ ci raccontano infatti gli Atti degli Apostoli: “Arrivò a Efeso un Giudeo, chiamato Apollo, nativo di Alessandria, uomo colto e versato nelle Scritture. Questi era stato ammaestrato nella via del Signore e pieno di fervore. Parlava ed insegnava esattamente ciò che si riferiva a Gesù, sebbene conoscesse soltanto il battesimo di Giovanni. Egli intanto cominciò a parlare francamente nella Sinagoga. Priscilla e Aquila lo ascoltarono, poi lo presero con sé e gli esposero con maggiore accuratezza la via di Dio. Poiché egli desiderava passare nell'Acaia, i fratelli lo incoraggiarono e scrissero ai discepoli di fargli buona accoglienza. Giunto colà, fu molto utile a quelli che per opera della grazia erano divenuti credenti: confutava infatti vigorosamente i Giudei, dimostrando pubblicamente attraverso le Scritture che Gesù è il Cristo ”.

 

Apollo era quindi un ebreo colto, nato ad Alessandria, dove Marco aveva fondato la sua comunità “giudeo-cristiana”. Si era spinto nei territori nei quali Paolo evangelizzava il suo credo “pagano-cristiano”. Ma diversamente da lui propagandava (con successo) il “giudeo-cristianesimo”. Controbatteva infatti gli ebrei, nelle sinagoghe, al fine di convincerli che Yehoshua (Gesù) era il Cristo – come abbiamo visto - il Messiah ebraico, cioè il Messia che gli ebrei attendevano. Fu accolto da Aquila e Priscilla che erano due coniugi ebrei, convertiti dalla prima ora al “giudeo-cristianesimo”. Apollo, dopo aver predicato nella Sinagoga di Efeso (importante città ionica in Anatolia), si ripropose di andare in “Acaia” (l'antica Grecia - vedasi i termini Achei o Achiri usati nell’Iliade).

 

I maggiorenti di Efeso “lo incoraggiarono” dunque ad andarvi e lo “raccomandarono” ai discepoli di quella zona (e non direttamente a Paolo), affinché fosse accolto amichevolmente. Ma Apollo andò oltre. Si spinse fino a Corinto, il “quartier generale” del Paolo “pagano.-cristiano”. Dicono infatti le Sacre Scritture: “mentre Apollo era a Corinto…”. La presenza di Apollo mandò su tutte le furie Paolo, che lanciò così la sua invettiva: “Ma che cosa è mai Apollo? E cosa è Paolo? Ministri attraverso i quali siete venuti alla fede. Io ho piantato, Apollo ha irrigato”. Dichiarò quindi ad alta voce ed in modo stizzito che il leader era lui e che Apollo era solo un epigono. Ma il ruolo totalmente autonomo di Apollo ed il fatto che Paolo di Tarso non avesse né l’autorità né l’autorevolezza di decidere sui suoi movimenti sta nel fatto che quando Paolo stesso chiese ad Apollo di andare a Corinto, Apollo si rifiutò: “Ora quanto al fratello Apollo l'ho molto pregato di venire da voi con i fratelli, ma egli non ha voluto assolutamente venire ora”.

 

Interessante il fatto che anche Apollo sia stato cancellato del tutto dalla tradizione evengelica, tanto da non essere praticamente conosciuto da nessuno (ad esclusione, forse, degli addetti ai lavori), facendo la stessa fine di Giacomo il Giusto e di Marco, nei rispettivi ruoli di “Capo della Comunità di Gerusalemme” e di “evangelizzatore giudeo-cristiano”, anch’essi del tutto cancellati. Evidentemente tutti e tre, con i loro “giudeo-cristianesimo” (che rappresentava l’autentico pensiero dell’ebreo Yehoshua-Gesù), avrebbero offuscato la figura “antiebraica” di Paolo, l’unica che dopo la distruzione di Gerusalemme doveva rimanere sulla scena, circostanza che rientrava in quel profondo processo di “de-ebraicizzazione” compiuto dalla Chiesa. Non dimentichiamoci infatti che per la Chiesa gli ebrei si erano macchiati di “deicidio”, dell’assassinio di Gesù-Dio. Grande falso storico, che ha prodotto ingenti ed irreparabili danni non solo al popolo ebraico, ma a tutta l’umanità. Ma ne parleremo nel prossimo articolo.

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