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Chi fu il successore di Gesù? Non Pietro (come tradizione vuole) ma Giacomo il Giusto

La “roccia”, la “pietra angolare” (la prima pietra posta in un edificio, che simbolicamente lo sostiene), non sarebbe Pietro bensì Gesù stesso e la “ sua chiesa” sarebbe edificata su quest’ultimo e non sul primo, come ci conferma anche Paolo: “Bevvero tutti la stessa bevanda spirituale, perché bevevano alla roccia spirituale che li seguiva; e questa roccia era Cristo”.
DAL BLOG
Di Riccardo Petroni - 21 agosto 2019

Ha pubblicato “Yehoshua ben Yosef detto Gesù – La sua vera storia – la forza delle sue idee”, “Il Vangelo Segreto di Gesù”, “Gesù di Betlemme” e “Il Ritorno alla Casa di Israele (il Noachismo)”

Vi siete mai chiesti chi fu davvero il successore di Gesù, dopo la sua morte? La prima risposta che viene in mente è che – ovviamente – fu Pietro, anche in virtù della famosa frase evangelica: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa”. Ma così non fu (se non per un breve lasso di tempo). Non mi dilungo (in quanto del tutto secondario) sulla traduzione dal greco (i Vangeli sono scritti in greco) della frase “Su eî pétros kaì epì taúte pétra”, là dove il termine “pétros” significa “ciotolo” o “frammento di roccia” e “pétra” significa “roccia stabile”.

 

Così scrive al riguardo il biblista William Edwy Vine (1873 – 1949) : Petros” indica un frammento di roccia, un sasso isolato, in contrasto con “pétra”, che significa un masso di roccia”. L’esatta traduzione dunque (passata dall’aramaico al greco, dal greco al latino e dal latino all’italiano) sarebbe “tu Pietro sei una pietra instabile” (pétros) e su questa roccia stabile (pétra) -cioè “me stesso” - edificherò la mia chiesa”. Quindi la “roccia”, la “pietra angolare” (la prima pietra posta in un edificio, che simbolicamente lo sostiene), non sarebbe Pietro bensì Gesù e la “ sua chiesa” sarebbe edificata su quest’ultimo e non su Pietro, come ci conferma anche Paolo: “Bevvero tutti la stessa bevanda spirituale, perché bevevano alla roccia spirituale che li seguiva; e questa roccia era Cristo.

 

Non dimentichiamo peraltro che di lì a poco Gesù definisce ”satana” lo steso Pietro: “Lungi da me, satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini”. Pietro, che nell’orto di Getsemani dormiva mentre Gesù sudava sangue, che lo tradì tre volte al “canto del gallo” e che non fu presente né alla “Via Crucis” né alla crocefissione. Interessante poi evidenziare che il concetto di “pietra angolare“ è del tutto ebraico. Dice il Profeta Isaia (750 circa a.C.), riferendosi all’atteso Messia: “Pertanto, così parla il Signore Jahve: Eccomi, io pongo una pietra in Sion, una pietra scelta, angolare, preziosa, da fondamento; chi vi crede non vacillerà. Io dispongo il diritto come misura e la giustizia come livella”. E la famosa frase “La pietra che hanno scartato i costruttori, questa è diventata capo d’angolo” è tratta, come ci dice Gesù stesso, dall’ebraico Salmo 118: “La pietra che i costruttori hanno scartata, è diventata pietra angolare, è questa è l’opera meravigliosa del Signore”.

 

E non mi dilungo sul fatto che quando Gesù dice “mia chiesa”, non si riferisce alla “Chiesa Cristiana”, come erroneamente si è indotti a pensare. Il termine “chiesa” infatti viene dal greco ἐκκλησία - ekklēsía, e significa “assemblea” (politica, militare, civile ecc.). Ed il verbo che ne deriva, “ἐκκαλέω”, significa "io chiamo", "mando a chiamare", "faccio appello”. Quindi quando l’ebreo Rabbi Yehoshua ben Yosef (Gesù) parla di edificazione della “sua chiesa”, intende la corrente ebraica a lui facente capo (i giudeo-messianici), nell’ambito delle correnti ebraiche del I secolo in Palestina. D’altro canto Gesù l’aveva detto chiaramente che non intendeva fondare una nuova religione e che il farlo sarebbe stato blasfemo.

 

Mi soffermo invece sul fatto che sono i canonici “Atti degli Apostoli”, le “Lettere Canoniche di Paolo” ed un gran numero di fonti storiche ad attestare che il vero successore di Gesù (dopo una breve parentesi di Pietro), fu Giacomo il Giusto “Fratello del Signore”. E sono le Sacre Scritture che ci dicono che dopo la liberazione dal terzo arresto Pietro “si recò alla casa di Maria, madre di Giovanni detto anche Marco, dove si trovava un buon numero di persone raccolte in preghiera…Quando aprirono la porta e lo videro, rimasero stupefatti. Egli allora, fatto segno con la mano di tacere, narrò come il Signore lo aveva tratto fuori del carcere, e aggiunse: riferite questo a Giacomo e ai fratelli. Poi uscì e s'incamminò verso un altro luogo”.

 

E con queste parole “uscì e s'incamminò verso un altro luogo”, Pietro scomparve per sempre dalla scena. Era circa il 42 d.C., ma già da tempo non era più il “leader” del gruppo degli Apostoli a Gerusalemme. E riprova ne è che prima di allontanarsi definitivamente chiede di riferire proprio a Giacomo, oramai capo indiscusso a Gerusalemme. Fu infatti quest’ultimo ad aggregare progressivamente gli Apostoli dopo la morte di Gesù ed a fondare e dirigere a Gerusalemme – come detto - la nuova corrente – tutta ebraica - che credeva che Yehoshua ben Yosef (Gesù) fosse il Messia atteso e che dunque non si dovesse più attenderlo. Vengono spesso chiamati “giudeo-cristiani”, ma meglio sarebbe definirli i “giudeo-messianici”, là dove il termine “cristiani” significa giustappunto “messianici”, in quanto “Cristo” vuol dire “Messiah”, il Messia atteso dagli ebrei: vedi il Dolomiti 9.12.2017.

 

Così scrive al riguardo Josè Miguel Garcia, Direttore della Cattedra di Teologia nell’Università Complutense di Madrid e Professore di Sacra Scrittura presso la Facoltà di Teologia San Damaso e presso l’Istituto di Scienze Religiose, ambedue di Madrid: “Sono ebrei che hanno riconosciuto Gesù come il Messia di Dio, che però continuano a praticare l’ebraismo. Questo gruppo, di cui facevano parte gli Apostoli, era capeggiato da Giacomo il Giusto”. Erano dunque i primi seguaci del Cristo/Messiah, tutti ebrei strettamente osservanti”. Da segnalare che questa corrente ebraica esiste ancora: e’ il movimento “Giudeo-Messianico”, presente in diverse parti del mondo e anche in Italia, ancorché non sia riconosciuto dal giudaismo “ortodosso”, che non riconosce in Gesù il Messia.

 

Ma torniamo a Giacomo il Giusto. Reza Aslan, studioso, membro dell’American Academy of Religion, Aslan is a member of the American Academy of Religion , the Society of Biblical Literature, and the International Qur'anic Studies Association così si esprime: “Per i seguaci di Gesù, Giacomo era il collegamento vivente con il Messia”. E sempre Aslan ci riferisce che: “Tre secoli di antichi documenti ebraici e paleocristiani, per non parlare poi dell’opinione quasi unanime degli studiosi contemporanei, riconoscono Giacomo, fratello di Gesù, come capo della prima comunità seguace del Cristo, al di sopra di Pietro e degli altri Dodici, molto al di sopra di Paolo, con il quale si scontrò ripetutamente”. E così scrive Josè Miguel Garcia: “Per quanto riguarda l’Apostolo Giacomo, sappiamo che è diventato capo della comunità cristiana di Gerusalemme, dopo la partenza di Pietro. Giacomo ha trascorso tutta la sua vita a Gerusalemme. Attraverso la predicazione e l’esempio della sua vita è riuscito a far convertire migliaia di giudei”.

 

E da primo Vescovo della Città Santa (Gerusalemme) appare anche nell’elenco dei Vescovi di Gerusalemme, testimoniato da Eusebio (265 – 340) e da Epifanio di Salamina (315 – 403). Giacomo il Giusto in tutte le citazioni è “il fratello del Signore”, anche se la Chiesa Cattolica sostiene che il termine “fratelli” voglia significare anche “cugini” (fratello o cugino rimane sempre lui il successore di Gesù). Di lui inizia a parlare l’Evangelista Marco, che riferendosi a Gesù disse: “Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo?” E poi anche l’Evangelista Matteo: “Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda?”. Ma anche Pietro lo cita allorché invita a non credere…“ ad alcun maestro, a meno che non giunga da Gerusalemme con la parola di Giacomo il Giusto, il Fratello del Signore, o chiunque venga dopo di lui”.

 

Ma anche Paolo nomina Giacomo il Giusto quando scrive: “Degli Apostoli non vidi nessun altro, se non Giacomo, il fratello del Signore”. Ma di Giacomo il Giusto ne parla anche Egesippo (110 – 180 d.C.), vescovo, scrittore e padre della Chiesa, secondo quanto riferito da Eusebio da Cesarea (265 – 340 d.C.). Così scrisse: “Fu santo fin dal grembo materno”. Sottintendendo la sua nascita da Maria. Ed anche Giuseppe Flavio (37 – 100) è testimone della sua presenza. E ci racconta che Giacomo il Giusto fu ucciso nel lasso di tempo fra il governo di due procuratori di Roma, cioè, nel periodo in cui il potere era stato affidato al Sommo Sacerdote Anna, verso il 62 d.C. Ed anche Origene (184 – 253) ne parla. Da notare infine che la lettera di Giacomo il Giusto (50 d.C. circa), con la quale contesta le tesi di Paolo di Tarso, e’ inserita nel Canone della Chiesa. Ma se è Giacomo il Giusto è il vero successore di Gesù, e non Pietro, come mai la sua figura è stata rimossa e questa informazione non ci è pervenuta?

 

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