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Chiesa e omosessualità, perché il pensiero di Francesco è tanto rivoluzionario mentre c'è chi parla ancora di ''malattia''

Papa Francesco a ottobre ha detto: “Le persone omosessuali hanno diritto di far parte di una famiglia. Sono figli di Dio. Hanno diritto ad una famiglia''. Eppure pochi giorni fa la ''Congregazione per la Dottrina della Fede'' ha chiarito che ''La benedizione delle unioni omosessuali non può essere considerata lecita, in quanto costituirebbe in certo qual modo una imitazione o un rimando di analogia con la benedizione nuziale, invocata sull'uomo e la donna''. Ecco cosa pensa la Chiesa e cosa, purtroppo, insegna
DAL BLOG
Di Riccardo Petroni - 30 March 2021

Ha pubblicato “Yehoshua ben Yosef detto Gesù – La sua vera storia – la forza delle sue idee”, “Il Vangelo Segreto di Gesù”, “Gesù di Betlemme” e “Il Ritorno alla Casa di Israele (il Noachismo)”

Era il 22.10.2020 quando Papa Francesco si espresse ufficialmente così: “Le persone omosessuali hanno diritto di far parte di una famiglia. Sono figli di Dio. Hanno diritto ad una famiglia. Non si può irriderli per questo. Quello che dobbiamo fare è creare una legge sulle unioni civili. In questo modo avrebbero una copertura legale. Io ho preso posizione su questo”.

 

 

 

 

Ed in data 30.7.2013 sempre papa Francesco aveva detto: “Se una persona è gay e cerca il Signore ed ha buona volontà, ma chi sono io per giudicarlo? Il catechismo della Chiesa Cattolica spiega tanto bene (il Papa usa il termine “bello”) questo. Dice: non si devono emarginare queste persone per questo, devono essere integrate in società. Il problema non è avere questa tendenza, no. Dobbiamo essere fratelli. Questa è una (tendenza) ma ce n’è un’altra, un’altra ecc.”. Quindi per Papa Francesco l’omosessualità è una tendenza come tante altre.

 

 

 

 

Ma nonostante queste parole il “Il Sole24Ore” del 15 marzo 2021 scriveva così: Vaticano: Non è lecito benedire le unioni gay, anche stabili. In una nota esplicativa diffusa dalla Sala Stampa Vaticana la Congregazione per la Dottrina della Fede risponde negativamente «ad un dubium» sulla benedizione delle unioni di persone dello stesso sesso. Non è lecito impartire una benedizione a relazioni, o a partenariati anche stabili, che implicano una prassi sessuale fuori dal matrimonio (vale a dire, fuori dell'unione indissolubile di un uomo e una donna aperta di per sé alla trasmissione della vita, come è il caso delle unioni fra persone dello stesso sesso). La benedizione delle unioni omosessuali non può essere considerata lecita, in quanto costituirebbe in certo qual modo una imitazione o un rimando di analogia con la benedizione nuziale, invocata sull'uomo e la donna che si uniscono nel sacramento del Matrimonio, dato che non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppur remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia”.

 

Poi questo chiarimento: “La Chiesa rammenta che Dio stesso non smette di benedire ciascuno dei suoi figli pellegrinanti in questo mondo, perché per Lui siamo più importanti di tutti i peccati che noi possiamo fare. Ma non benedice né può benedire il peccato: benedice l'uomo peccatore, affinché riconosca di essere parte del suo disegno d'amore e si lasci cambiare da Lui. Egli infatti 'ci prende come siamo, ma non ci lascia mai come siamo'. Per i suddetti motivi, la Chiesa non dispone, né può disporre, del potere di benedire unioni di persone dello stesso sesso nel senso sopra inteso”.

 

Ecco qua. Cerchiamo allora di mettere un po' di ordine alla materia.

 

Innanzitutto vorrei dire che ritengo gravemente anticostituzionale oltre che immorale definire una persona “gay”, “omosessuale” o “lesbica”, in quanto facendo così la si “bolla” sulla base di chi ama questione, questa, che non deve riguardare assolutamente nessuno. Si tratta di un atto puramente discriminatorio vietato sia dall’etica che dalla Costituzione, che così recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” ( per comprenderci sono purtroppo costretto ad usare quei termini).

 

Poi mi permetto di smentire Papa Bergoglio. Il Catechisimo della Chiesa Cattolica infatti recita così: "L'omosessualità designa le relazioni tra uomini o donne che provano un'attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso. Si manifesta in forme molto varie lungo i secoli e nelle differenti culture. La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile. Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la Tradizione ha sempre dichiarato che gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati. Sono contrari alla legge naturale. Precludono all'atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati”.

 

 

Poi c’è la “Congregazione per la Dottrina della fede” che in “Persona Humana – Alcune questioni di Etica Sessuale” (29.12.1975), nel capitolo “Relazioni Omosessuali”, così scrive: “Ai nostri giorni, contro l’insegnamento costante del magistero e il senso morale del popolo cristiano, alcuni, fondandosi su osservazioni di ordine psicologico, hanno cominciato a giudicare con indulgenza, anzi a scusare del tutto, le relazioni omosessuali presso certi soggetti. Essi distinguono - e sembra non senza motivo - tra gli omosessuali la cui tendenza, derivando da falsa educazione, da mancanza di evoluzione sessuale normale, da abitudine contratta, da cattivi esempi o da altre cause analoghe, è transitoria o, almeno, non incurabile, e gli omosessuali che sono definitivamente tali per una specie di istinto innato o di costituzione patologica, giudicata incurabile”.

 

Quindi per la Chiesa Cattolica gli omosessuali sono ufficialmente:

- Gravemente depravati ed intrinsecamente disordinati mentalmente,

- La loro genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile

- contronatura

- sinonimo stesso di “peccato

- non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale

- derivano da falsa educazione, da mancanza di evoluzione sessuale normale, da abitudine contratta, da cattivi esempi o da altre cause analoghe

- sono dei malati patologici

- in taluni questa malattia è transitoria, quindi non incurabile

-in altri casi poiché sono colpiti da una specie di istinto innato o di costituzione patologica, sono definitivamente incurabili

 

Nulla di cui meravigliarsi se si tiene conto di cosa pensava S. Paolo, che tutte le domeniche viene letto alla Messa, che si espresse così riguardo agli omosessuali: “Per questo (il loro abominio-ndr) Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s’addiceva al loro traviamento” (Rm 1,26-27). E così: “Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio (1Cor 6, 9-10).

 

Poi c’è la Bibbia Cristiana, che recita così sull’argomento: "Se un uomo giace con un maschio come fa con una donna, hanno commesso tutti e due un abominio: saranno messi a morte entrambi. Il loro sangue ricadrà su di loro". La Bibbia prevede quindi per l’omosessualità la pena di morte. Stessa pena prevista nel periodo nazista da Adolf Hitler, che incaricò personalmente il capo delle SS Heinrich Himmler di “sistemare la questione”. Così scrive al riguardo lo storico Giorgio Giannini in Vittime Dimenticate: ''Anche gli omosessuali sono vittime dimenticate del regime nazista. Quanti siano stati condannati e internati nei lager non è noto, sia per la distruzione di parte degli archivi, sia perché molti di loro come altre categorie di perseguitati dai nazisti, sono stati catturati dalla Gestapo e fatti sparire in base al decreto Nacht und Nebel ("Notte e nebbia") emanato da Hitler il 7 dicembre 1941, con lo scopo di eliminare i "soggetti pericolosi per il Reich", senza lasciare traccia''.

 

 

Ma la visione suindicata della Chiesa nei confronti degli omosessuali ha trovato una triste conferma allorché in data 10.6.2020 la “Cei- Conferenza Episcopale Italiana (che rappresenta i Vescovi italiani)” ha preso una durissima posizione contro l’inasprimento delle normative dello Stato Italiano volte a prevenire e reprimere ogni comportamento violento o persecutorio nei confronti degli omosessuali (l’omofobia), dicendo che "Non serve. Attenti a derive liberticide". Fin qui il pensiero della Chiesa nei confronti degli omosessuali, che non sarebbero “degni”, come abbiamo visto, di ''benedizione''.

 

Ma quando invece è un prete ad essere “gay” (fenomeno diffusissimo nella Chiesa), la sua benedizione ad una famiglia “normale” è valida oppure è “blasfema”, in analogia a quanto sopra detto, essendo “blasfemo” in questo caso proprio il prete? E quella “benedizione blasfema” che impartisce quel prete “blasfemo” non rende “blasfema tutta la Chiesa” quando ipocritamente quest’ultima glielo consente, facendo finta di non vederlo o peggio ancora coprendo i suoi comportamenti blasfemi, tenuto conto del ruolo che svolge quel prete ed in nome di chi lo svolge? Già, perché quel prete “blasfemo”, il ruolo sacerdotale che svolge, di Ministro di Dio, lo svolge in nome proprio di quel Gesù che aveva così “tuonato” contro gli ipocriti: “Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?”.

 

Ipocriti che anche per questo l’hanno brutalmente ucciso e che giornalmente continuano brutalmente ad ucciderlo senza capire che è proprio l'amore la base stessa del messaggio di Gesù

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