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Da dove viene il nome Gesù e quelle quattro donne "scandalose"

Le due geneaologie (di Matteo e Luca) concordano nel dire che Giuseppe fu il padre di Gesù, ma perché allora gli stessi Vangeli, in altra parte, ci dicono che: “Maria,si trovò incinta per opera dello Spirito Santo”?
Dal blog di Riccardo Petroni - 12 febbraio 2018 - 17:04

Ma vi siete mai chiesti da dove deriva il nome Gesù? Bene: viene dall’aramaico יֵשׁוּעַ (Yeshu'a), in greco Ἰησοῦς (Iēsoûs) ed in latino Iesus. In ebraico Yeshu’a è l’abbreviativo di Yehoshua, Giosuè: nome molto comune all’epoca, che vuol dire “Dio salva”. Yehoshua era probabilmente uno dei 5 nomi più diffusi in Palestina nel I secolo. Scrive al riguardo Jules Isaac (1877 – 1963), storico e pensatore, vero pioniere del dialogo fra ebrei e cristiani: “Gesù era un nome comune fra gli ebrei. Non aveva nulla in se stesso che potesse attirare l’attenzione dei suoi corregionali, era semplicemente un nome ebraico come tanti altri”.

 

Gli ebrei non avevano i cognomi, ma si identificavano indicando il nome del padre. Il padre di Gesù, Giuseppe, si chiamava Yosef ben Heli. Dunque Gesù si chiamava Yehoshua ben Yosef : Giosuè figlio di Yosef. Da evidenziare che Yehoshua in vita non fu mai chiamato con il nome di Gesù, che di fatto è una “italianizzazione” onomatopeica del suo vero nome: Jashù = Gesus = Gesù.

 

E vi siete mai chiesti da chi discendeva Gesù? Bene: esistono due sue “genealogie”, che però non concordano. La prima è dell’Evangelista Matteo: “Re Davide, Re Salomone, Roboamo, Abia, Asaf, Giosafat, Joram, Ozia, Jotham, Acaz, Ezechia, Manasse, Amon, Giosia, Ieconia; dopo la deportazione in Babilonia: Salatiel, Zorobabele, Abiud, Eliacim, Azor, Sadok, Achim, Eliud, Eleazar, Mattan, Giacobbe, Giuseppe”.

 

La seconda è quella dell’Evangelista Luca: “Re Davide, Nathan, Mattatha, Menna, Melea, Eliakim, Jonam, Joseph, Judah, Simeon, Levi, Matthat, Jorim, Eliezer, Joshua, Er, Elmadam, Cosam, Addi, Melki, Neri, Salatile, Zorobabele, Rhesa, Joanan, Joda, Josech, Semein, Mattathias, Maath, Naggae, Esli, Nahum, Amos, Mattathias, Joseph, Jannai, Melchi, Levi, Matthat, Eli, Giuseppe”.

 

Le due “linee” quindi non concordano e solo due nomi coincidono. Su questo punto così si esprime Papa Ratzinger in “Gesù di Nazaret”: “Colpisce che Matteo e Luca concordino soltanto su pochi nomi. Ritengo semplicemente inutile avanzare delle ipotesi al riguardo”. Però, nonostante le notevoli differenze riscontrabili, ambedue le genealogie partono da Re David, secondo Re d'Israele (X secolo a.C.), affinché si avverassero – ci dicono i Vangeli - le parole di Isaia, che aveva così profetizzato: “Un germoglio spunterà dalla stirpe di Iesse (il padre di Re Davide nato a Betlemme). Un virgulto germoglierà dalle sue radici. Egli giudicherà con giustizia i miseri e deciderà con dirittura a favore degli umili della terra”.

 

Isaia (VIII secolo a.C.), che è considerato fra i più importanti ed autorevoli profeti di tutta la Bibbia, l’aveva dunque detto chiaro: il Messia atteso verrà dalla stirpe di Davide, dalla Giudea e più specificatamente dalla città natale di Davide,  Betlemme. Ed ambedue le genealogie concludono affermando che è Giuseppe il padre di Gesù, circostanza coerente con il fatto che - come abbiamo visto - lo chiamassero proprio “Giosuè figlio di Giuseppe”. Ma se le due geneaologie concordano nel dire che Giuseppe fu il padre di Gesù, perché allora gli stessi Vangeli, in altra parte, ci dicono che: “Maria,si trovò incinta per opera dello Spirito Santo”.

 

E perché il “Catechismo della Chiesa Cattolica”, alla domanda: “Giuseppe fu il padre di Gesù Cristo?”. Così risponde: “Giuseppe non fu vero padre di Gesù Cristo, ma padre putativo, come custode di Lui”. Ed inoltre, perché le genealogie avrebbero inserito solo il suo “padre putativo”, il suo “custode” e non l’unica persona “terrena”, che a questo punto avrebbe avuto un rapporto di “sangue” con Gesù, cioè Maria? Domande lecite che possono trovare risposta solo nella fede. Ma le sorprese nella descrizione degli “antenati” di Gesù non finiscono qui. Va infatti segnalato che nell’elenco di Matteo appaiono 4 donne “scandalose”: Tamar, Rut, Raab, e Betsabea.

 

Tutte e quattro non erano ebree. Tamar fu resa incinta dal suocero e peccò cosi’ d'incesto, Raab era una prostituta di Gerico, Rut era una moabita e quindi una straniera che si concesse ad un ebreo (…Booz…), per poi costringerlo a sposarla ed infine Betsabea, moglie di Uria, commise adulterio con Davide. La presenza di queste donne “indecenti” è di forte imbarazzo e si sprecano le tesi che si “precipitano” a giustificare la loro presenza. Primi fra tutti Papa Ratzinger che nel suo ultimo libro così ci riferisce: “Perché compaiono queste donne nella genealogie? Secondo quale criterio sono state scelte? Si è detto che tutte e quattro sarebbero state peccatrici. Così la loro menzione implicherebbe l’indicazione che Gesù avrebbe preso su di sé i peccati e con questo i peccati del mondo”.

 

Ma gli studiosi sostengono che l’aver sottolineato da parte di Matteo la presenza di quelle quattro donne peccatrici “non ebree”, le cui storie però coincidono perfettamente con quanto scritto nelle sacre scritture ebraiche, sarebbe stato fatto “ad hoc”, per creare un distinguo fra “ebrei=Popolo Eletto” e “non ebrei=popolo di peccatori”. E’ comunque un indizio a favore della veridicità storica dei Vangeli canonici. Non avrebbe infatti giovato in alcun modo, per la Chiesa delle origini, inventare una genealogia con queste caratteristiche.

 

Anche perché la loro presenza invalidava, per il diritto ebraico, l’attendibilità della genealogia da un punto di vista giuridico, non essendo accettate all’epoca le donne come testimoni. Poi perché la loro condotta gravemente sconveniente, avrebbe gettato inevitabilmente un'ombra sulla stessa figura di Gesù. Riguardo infine alle discordanze che riscontreremo nelle citazioni degli Evangelisti, sempre Papa Ratzinger così si esprime: “Non c’era l’intenzione di raccontare in modo completo, ma di annotare ciò che, alla luce della parola e per la comunione nascente della Fede, appariva importante”.

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