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Dai sette modi per ''proteggersi dagli ebrei'' al disprezzo per i bambini disabili: come Lutero ispirò Hitler e il nazismo

Non a caso la “Kristallnacht” (La Notte dei Cristalli) in Germania, Austria e Cecoslovacchia venne scatenata nel giorno di nascita del ''padre'' della chiesa protestante e Julius Streicher, uno dei criminali nazisti condannati a Norimberga, ebbe a dichiarare: “Martin Lutero oggi sarebbe al mio posto sul banco degli accusati, soprattutto, e non solo, per quello che egli scrisse nel 1543 nel libro Degli ebrei e delle loro menzogne”
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Di Riccardo Petroni - 28 luglio 2019

Ha pubblicato “Yehoshua ben Yosef detto Gesù – La sua vera storia – la forza delle sue idee”, “Il Vangelo Segreto di Gesù”, “Gesù di Betlemme” e “Il Ritorno alla Casa di Israele (il Noachismo)”

Abbiamo più volte affrontato il tema relativo al fatto che Gesù fosse un ebreo, nato e morto ebreo, da padre a madre ebrei. Ed abbiamo visto come molto spesso il Cattolicesimo abbia ignorato questa circostanza. Veniamo allora a vedere cosa è avvenuto nel Protestantesimo Luterano. E lo facciamo in occasione della mostra che la Fondazione De Gasperi ha organizzato a Pieve Tesino dal 13 luglio al 3 novembre dal titolo: “Lutero Per Via – Ambulanti e Stampe in Trentino ed in Valsugana al tempo della Riforma”.

 

Questo evento mi ha infatti riportato alla mente quel Martin Lutero (1483 – 1546), ex sacerdote cattolico agostiniano, iniziatore della riforma protestante, che va sotto il nome di “Luteranesimo”. E tutti ci ricordiamo del suo famoso gesto di affissione, sulla porta della chiesa di Wittenberg, delle “95 Tesi” in latino, contrarie alle indulgenze, quindi al Papa di Roma. Era il 31 ottobre 1517. Sono definite “La Discussione sulla dichiarazione del potere delle indulgenze” (in latino: “Disputatio pro declaratione virtutis indulgentiarum”). Questo gesto è simbolicamente considerato l'inizio della Riforma Protestante, quindi la spaccatura definitiva con il Cattolicesimo Romano. E Martin Lutero, nell’immaginario collettivo, a seguito di questo gesto, viene considerato un modello di moralità e di incorruttibilità.

 

Ma pochi sanno qual’era la vera natura di Martin Lutero ed in particolare quale fosse il suo pensiero sugli ebrei, quindi sul Popolo di quel Gesù che lui stesso andava predicando. Ma lo si scopre immediatamente prendendo in mano il libro che Martin Lutero scrisse nel 1543 dal titolo “Degli ebrei e delle loro menzogne” (Von den Juden und ihren lügen). Il testo comincia cosi: “Mi ero davvero proposto di non scrivere più nulla sugli ebrei né contro di essi. Ma poiché ho saputo che questa gente miserabile e incorreggibile non la smette di adescare anche noi, cioè i cristiani, ho deciso di dare alle stampe questo libretto, in modo da trovarmi fra coloro che hanno opposto resistenza al tanto velenoso progetto degli ebrei, ed hanno messo in guardia i cristiani affinchè si proteggano da loro”.

 

Posto che gli ebrei – come ben noto – non effettuano proselitismo (anzi farsi ebrei e molto complesso), quindi era da escludere un “adescamento” da parte loro nei confronti dei cristiani, i modi per proteggersi dagli ebrei per Martin Lutero sono sette (cito testualmente): “Io voglio dare il mio sincero consiglio. In primo luogo bisogna dare fuoco alle loro sinagoghe e ciò che non vuol bruciare deve essere ricoperto di terra e sepolto, in modo che nessuno possa mai più vederne un sasso od un resto. E questo lo si deve fare in onore di nostro Signore e della Cristianità. Secondo: bisogna allo stesso modo distruggere e smantellare anche le loro case, perché essi vi praticano le stesse cose che fanno nelle sinagoghe. Terzo: bisogna portare via a loro tutti i libri, di preghiere ed i testi talmudici, nei quali vengono insegnate siffatte idolatrie, menzogne, maledizioni e bestemmie. Quarto: bisogna proibire ai loro rabbini – pena la morte – di continuare ad insegnare, perché essi hanno perduto il diritto di esercitare questo ufficio. Quinto: bisogna abolire completamente per gli ebrei il salvacondotto per le strade. Sesto: bisogna impedire loro l’usura, confiscare tutto ciò che possiedono in contanti ed i gioielli d’argento e d’oro. Settimo: ad ebrei ed ebree giovani si diano in mano trebbia, ascia, zappa, vanga, fuso, in modo che si guadagnino il loro lavoro col sudore della fronte”.

 

Ma Martin Lutero non si ferma qui. Scrive infatti: “Questi fannulloni e saccheggiatori non meritano alcuna grazia ed alcuna pietà. Vietate loro di lodare, ringraziare e pregare pubblicamente Dio quando sono vicini a noi e di insegnare, punendoli con la perdita del corpo e della vita. Questi ebrei sono una cosa talmente disperata, malvagia, avvelenata e impossessata dal diavolo che sono stati e sono da 1400 anni la nostra piaga, la nostra pestilenza e la nostra sciagura. Infine, con loro abbiamo veramente il demonio”. Ma non basta. Riguardo ai bambini disabili scrisse: “E quando si parla dei bambini che assomigliano al diavolo, sono del parere che essi siano stati rovinati dal diavolo o che siano veri diavoli”.

 

Di fronte a queste affermazioni non meraviglia che Adolf Hitler nel 1936 abbia fatto ristampare questo scritto di Martin Lutero ed abbia definito lo stesso “Propheta Germaniae”, “Profeta della Germania”. E non fa meraviglia che proprio nella notte fra il 9 ed il 10 novembre del 1938, in concomitanza con il giorno della nascita di Martin Lutero, Hitler scatenò la “Kristallnacht” (La Notte dei Cristalli) in Germania, Austria e Cecoslovacchia. Nel corso di questa drammatica operazione furono bruciate e completamente distrutte oltre 1.400 sinagoghe e case di preghiera ebraiche, furono distrutti i cimiteri e luoghi di incontro ebraici, migliaia di case private e di negozi. Circa 30.000 ebrei furono deportati nei campi di concentramento di Dachau, Buchenwald e Sachsenhausen. Gli ebrei uccisi in quell’occasione si ritiene siano stati circa 1.500.

 

Scrive a questo proposito Pasquale Hamel, scrittore e saggista italiano (“Le radici del nazismo e la grave colpa di Martin Lutero”): ”Si può dunque ben dire che, quel libercolo, così carico di veleni nei confronti degli ebrei e le posizioni antigiudaiche del padre del Luteranesimo, se non altro favorirono e legittimarono l’ascesa di uno dei più esecrabili regimi totalitari che la storia ci ha consegnato''. Ed Angela Pellicciari, saggista italiana esperta su Lutero, sostiene che l’ascesa di Hitler fu facilitata dal pensiero di Lutero e che non a caso nella Prussia protestante il consenso per Hitler arrivò all’80%, nella Baviera cattolica, invece, non superò il 19%.

 

E così si espresse Joseph Ratzinger, allora Cardinale con Vittorio Messori (Rapporto sulla fede” – 1984), a proposito del collaborazionismo di molti protestanti nei primi tempi del nazismo: “Il fenomeno dei «Cristiani Tedeschi» (cioè i protestanti che appoggiarono l’ascesa di Adolf Hitler, ndr) mette in luce il tipico pericolo al quale si trovava esposto il protestantesimo nei confronti dei nazisti. La concezione luterana di un cristianesimo nazionale, germanico, anti-latino, offrì a Hitler un buon punto di aggancio, alla pari della tradizione di una Chiesa di Stato e della fortissima sottolineatura dell’obbedienza nei confronti dell’autorità politica, che è di casa presso i seguaci di Lutero“.

 

Ma se fosse necessaria “la prova del nove” in merito all’influenza che le idee di Martin Lutero ebbero nello sviluppo del nazismo, è da evidenziare che Julius Streicher, uno dei criminali nazisti giudicati nel corso del processo di Norimberga, ebbe a dichiarare, per giustificare il suo operato: “Martin Lutero oggi sarebbe al mio posto sul banco degli accusati, soprattutto, e non solo, per quello che egli scrisse nel 1543 nel libro Degli ebrei e delle loro menzogne”. Streicher venne riconosciuto colpevole di crimini contro l'umanità e condannato alla pena di morte e venne impiccato il 16 ottobre 1946 nel carcere di Norimberga.

 

Sarebbe interessante sapere, tramite il Dolomiti, cosa ne pensano i responsabili attuali delle Comunità Luterane.

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