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Dove ha studiato Gesù? E come mai Giovanni, il Battista, disse ''io non lo conoscevo'' se anche lui un esseno?

Alla luce dei ritrovamenti dei “Rotoli del mar Morto” e della loro autenticità e autorevolezza, oggi storici e teologi, a partire - come detto - da Papa Ratzinger, ipotizzano, esattamente per i motivi che abbiamo visto, che Gesù (Yehoshua) abbia passato buona parte dei 18 anni “sconosciuti” della propria vita, quindi i più importanti, proprio presso una Comunità degli Esseni, dove ha studiato per diventare Rabbino
DAL BLOG
Di Riccardo Petroni - 12 ottobre 2020

Ha pubblicato “Yehoshua ben Yosef detto Gesù – La sua vera storia – la forza delle sue idee”, “Il Vangelo Segreto di Gesù”, “Gesù di Betlemme” e “Il Ritorno alla Casa di Israele (il Noachismo)”

Nei due precedenti articoli, che invito a leggere, abbiamo visto come lo stesso Papa Ratzinger abbia sostenuto “apertis verbis” nei suoi autorevolissimi libri su Gesù di Nazareth: “Sembra che Giovanni Battista, ma forse anche Gesù e la sua famiglia, fossero vicini alla Comunità degli Esseni”. E come Benedetto XVI sia pervenuto a questa importantissima deduzione attraverso la lettura dei “Rotoli del Mar Morto” (dal 150 a.C. al 70 d.C), scoperti nel 1947, tanto da sostenere “Ci colpisce la devota serietà di questi scritti. I manoscritti di Qumran presentano molteplici punti di contatto con l’annuncio cristiano”.

 

Circostanza confermata dal teologo cattolico e studioso dell’Antico Testamento Simone Paganini, che così scrive: “Lo sfondo culturale del Nuovo Testamento (i Vangeli) e dei Manoscritti del Mar Morto era pressoché identico”. Ed anche dal grande studioso francese André Dupont-Sommer (1900 – 1983), che dedicò buona parte della sua vita proprio allo studio dei Manoscritti del Mar Morto, che nella sua importante opera “Les Écrits esséniens découverts près de la Mer Morte” scrive infatti così: “I documenti di Qumran rivelano chiaramente che la chiesa cristiana primitiva affonda le sue radici, in modo che nessuno avrebbe potuto supporre, nella setta ebraica degli Esseni e che da essa deriva una buona parte della sua organizzazione, dei suoi riti, delle sue dottrine e del suo ideale mistico e morale”.

 

Ma la ”Prova del 9” (si direbbe in matematica) la troviamo proprio in quanto scrisse la “Pontificia Commissione Biblica” (Roma, Festa dell'Ascensione 2001) con la Prefazione dell’allora Cardinale Josef Ratzinger: “Dal punto di vista della forma e del metodo, il Nuovo Testamento, ed in particolare i Vangeli, presentano forti rassomiglianze con la Comunità di Qumran, nel modo di utilizzare le Scritture. Le formule per introdurre le citazioni sono spesso le stesse”. Spinti allora dalle suindicate autorevolissime fonti andiamo insieme “a caccia” di altri rigorosi elementi, che consentiranno di affermare con certezza che Papa Ratzinger e gli altri avevano ragione a pensare che l’ebreo Rabbi Yehoshua ben Yosef (Giosuè figlio di Giuseppe), meglio noto come Gesù di Nazaret, facesse proprio parte della corrente ebraica degli Esseni.

 

E partiamo dagli zii di Gesù (Yehoshua). L’Evangelista Luca dice:

 

1) Che Elisabetta (discendente di Aronne, fratello di Mosè) era parente di Maria: “Anche Elisabetta, tua parente (riferito a Maria), nella sua vecchiaia ha concepito un figlio”. Quindi Zaccaria, marito di Elisabetta (cugina di Maria) era lo zio di Gesù (Yehoshua) e Giovanni detto “il Battista” era il cugino.

 

2) Che Zaccaria era un Sacerdote della classe di Abìa (figlio di Roboam, Re di Giuda nel 900 a. C. circa): “Ai giorni di Erode, re della Giudea, vi era un certo Sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abia”.

 

3) Che Zaccaria, da Sacerdote “officiava davanti al Signore nel turno della sua classe, secondo l'usanza del servizio sacerdotale”. Quest’ultima citazione, di fatto indecifrabile, divenne chiarissima dopo il 1947, allorché furono trovati i “Manoscritti del Mar Morto”, unanimemente attribuiti giustappunto alla “Comunità degli Esseni”. Ed in particolare l’importantissimo “Documento di Damasco” ”(I secolo a.C.), con all’interno il “Libro dei Giubilei”, che riporta i turni di servizio sacerdotale, secondo il “Calendario Giubilare” sempre degli Esseni, elementi rimasti del tutto sconosciuti in precedenza. Ecco che Jacob Talmon (1916-1980), professore all’Università Ebraica di Gerusalemme, in base ai turni evidenziati da detto documento, e ai riferimenti evangelici, ha dimostrato che Zaccaria faceva parte “dell’Ottava Classe” delle 24 previste e che il suo servizio cadeva nell’ultima settimana di settembre.

 

4) Ma sempre Luca ci dice anche che “al rientro dal suo servizio sacerdotale sua moglie Elisabetta rimase incinta”, circostanza che Talomon colloca al 23 settembre. Questa data, che potrebbe sembrare del tutto fantasiosa e “tirata a caso”, corrisponde invece, guarda caso, proprio al giorno (il 23 settembre di ogni anno) nel quale viene commemorato il “concepimento di Elisabetta” dalla Chiesa Ortodossa. Chiesa che, con il suo ramo “copto”, rappresenta la più antica e diretta derivazione dalle prime comunità dei “giudei-cristiani”, che furono i veri i primi seguaci di Gesù (Yehoshua) detto “il Cristo”, ovvero il Messia Ebraico atteso.

 

Da quanto visto se ne desume:

- Che Zaccaria, zio di Gesù (Yehoshua), era un personaggio importante. Che anche Elisabetta (la zia) veniva da una famiglia di rango. Che il loro nucleo familiare faceva certamente parte della Comunità degli Esseni.

- Che la loro posizione preminente nell’ambito della Comunità degli Esseni non può non aver influito sulla preparazione religiosa, quindi ebraica, del giovane Gesù (Yeshosua), così come ha certamente influito su quella del cugino Giovanni.

 

Ma parliamo adesso proprio di Giovanni detto “il Battista”.

 

Di lui scrive così Papa Ratzinger: “Non è da escludere che Giovanni il Battista abbia vissuto per qualche tempo nella Comunità degli Esseni ed abbia in parte ricevuto da essa la sua formazione religiosa”. Pensiero condiviso da David Flusser (1917 – 2000), considerato il massimo esperto mondiale di Cristianesimo Primitivo e Giudaismo del Secondo Tempio “La posizione di Giovanni il Battista può essere esaminata alla luce dei Rotoli del Mar Morto scoperti, per dedurne quanto egli fosse vicino agli Esseni. Si può supporre che egli ne facesse parte”.

 

Ma cosa accomuna Giovanni il Battista con gli Esseni?

 

1) Giovanni si era ritirato nel deserto e predicava l’imminente fine dei tempi (la Parusia), proprio come gli Esseni. “In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino”. E su questo così scrivono gli studiosi Horsley e Hanson: “Gli Esseni sentivano che la pienezza dei tempi era vicina e che quindi dovevano essere sempre pronti, in quanto Comunità del “Nuovo Patto”.

 

2) Così come gli Esseni, Giovanni praticava il battesimo (per immersione) di purificazione: “E confessando i loro peccati, si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano”.

 

3) Come gli Esseni Giovanni odiava i farisei e i sadducei: “Vedendo però molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: 'Razza di vipere. Chi vi ha suggerito di sottrarvi all'ira imminente?'”.

 

Ma particolarmente interessante è questa frase dei Vangeli: “Giovanni portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi”. Girovagava quindi per il deserto in stato di assoluta povertà, proprio come gli Esseni, che non potevano possedere nulla. E poi: “il suo cibo erano locuste e miele selvatico”. E nel “Documento di Damasco”, così si legge in merito alle abitudini alimentari degli Esseni: "Tutte le specie di cavallette saranno messe nel fuoco o nell'acqua mentre sono vive: tale è infatti l'ordine conforme alla loro natura”. Ma sempre in merito al rapporto “Gesù/Esseni” chiediamoci adesso: dove ha studiato Gesù (Yehoshua) per diventare Rabbino? Gesù (Yehoshua) veniva chiamato Maestro, cioè Rabbi, anche dai suoi nemici giurati: i farisei. E la gente diceva di lui: “Insegna come uno che ha autorità e non come gli scribi”. Ma lo dicevano stupiti. Tanto che: “Quando fu sabato, cominciò ad insegnare nella Sinagoga, molti di quelli che l’ascoltavano si meravigliavano e dicevano: dove ha imparato tutte queste cose?”

 

Già, dove aveva imparato Gesù (Yehoshua) tutte quelle cose, tanto da diventare Rabbino, posto che per diventarlo era necessario seguire per molti anni una rigida scuola di Torah (la Bibbia Ebraica) e posto che a Nazareth c’erano solo poche decine di case e certamente nessun tipo di scuola? Bella domanda, che va di pari passo con quella relativa a cosa abbia fatto Gesù (Yehoshua) dal 12^ anno, con la presentazione al Tempio, con la preparazione al “Bar Mitzvah” (“Quando Gesù ebbe dodici anni, salirono a Gerusalemme di nuovo secondo l'usanza”), ai trenta, con la sua prima apparizione pubblica (“Gesu’ quando incominciò il suo ministero aveva circa trent’anni”). I Vangeli di quel lungo periodo ci dicono esclusivamente che: “Cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio”. E nessuno ci dice che li abbia passati a Nazareth, come comunemente ed erroneamente si afferma. Anzi, Luca ci dice esplicitamente che Gesù (Yehoshua) in età adulta “Si recò a Nazaret, dove era stato allevato”. Passo che evidenzia chiaramente che Gesù (Yehoshua) ha passato a Nazaret esclusivamente la sua infanzia (su questo argomento LEGGI ARTICOLO DEL 27.1.2018).

 

Bene: alla luce dei ritrovamenti dei “Rotoli del mar Morto” e della loro autenticità e autorevolezza, oggi storici e teologi, a partire - come detto - da Papa Ratzinger, ipotizzano, esattamente per i motivi che abbiamo visto, che Gesù (Yehoshua) abbia passato buona parte dei 18 anni “sconosciuti” della propria vita, quindi i più importanti, proprio presso una Comunità degli Esseni, dove ha studiato per diventare Rabbino. E in particolare proprio nell’importante Comunità di Damasco, che ha dato vita al citato “Documento di Damasco”. Da tenere presente che Damasco all’epoca era una città importantissima, con una forte presenza ebraica, essendo peraltro una città di origine semitica (da Sem, figlio di Noè). Oggi capitale della Siria è considerata, insieme a Gerico, la più antica città del mondo. Così la descrive l’Enciclopedia Treccani: “In posizione nodale per le comunicazioni terrestri fra Mediterraneo e Vicino Oriente, Damasco ha sempre svolto importanti funzioni commerciali. Notevoli erano le attività sia amministrative che culturali”.

 

Comunità di Esseni di Damasco, che David Flusser ci dice essere stata meno rigida, in termini di applicazione dei precetti biblici, di quella considerata la “casamadre”, di Qumran. E questo a causa dell’influenza più “liberal” - diremmo oggi - “dell’ellenismo”, ovvero delle correnti filosofiche greche. Scrive infatti Flusser: “Gli Esseni si configuravano dunque come una setta ebraica separata. Ma l’ambito specifico delle leggi di purificazione produsse la formazione di gruppi fra loro differenziati. C’era infatti un gruppo più moderato, a Damasco, i cui membri erano maggiormente aperti verso l’esterno”. Interessante evidenziare, a questo proposito, che Gesù (Yehoshua) viene attaccato dai farisei, proprio principalmente a causa della sua maggiore “morbidezza” nell’applicazione dei precetti biblici relativi alla “purezza” (oltre che su altri argomenti come il sabato ecc).

 

Leggiamo infatti insieme questo brano evangelico: “Si riunirono attorno a lui i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate, lo interrogarono: perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure? I farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti. Di fronte a questa contestazione Gesù (Yehoshua) rispose loro in modo durissimo: “Ha profetato bene Isaia su di voi: ipocriti!. Ascoltatemi tutti e comprendete bene. Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo”.

 

Alla luce di quanto sopra, avremmo risolto il quesito di dove sia stato Gesù (Yehoshua) nel suo lungo periodo di black-out, ma anche avremmo capito dove ha studiato per diventare un così autorevole Rabbino, tanto autorevole da tenere “banco” in lungo ed in largo: “Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito. E la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode”. Ma avremmo anche capito perché l’esseno Giovanni il Battista – come abbiamo detto - suo cugino, quando lo vide per la prima volta sul fiume Giordano disse, come ci riportano i Vangeli: “Io non lo conoscevo”. Se infatti Giovanni il Battista apparteneva al gruppo di Esseni di Qumran e Gesù (Yehoshua) a quello di Damasco, è molto verosimile non si fossero mai incontrati. Qumran infatti è a sud della Palestina, sul Mar Morto, Damasco è all’estremo nord. E le due città distano circa 300 chilometri, buona parte desertiche, che all’epoca si potevano percorrere solo piedi, o a cavallo (i più ricchi) od in groppa ad un asino (come fece Giuseppe con Maria incinta, da Nazareth a Betlemme).

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