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Ecco perché Odifreddi sbaglia quando dice che ''Gesù non è mai esistito'' e che ''nessun adulto sano di mente crede alle favole su Gesù bambino''
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DAL BLOG
Di Riccardo Petroni - 22 gennaio 2023

Ha pubblicato “Yehoshua ben Yosef detto Gesù – La sua vera storia – la forza delle sue idee”, “Il Vangelo Segreto di Gesù”, “Gesù di Betlemme” e “Il Ritorno alla Casa di Israele (il Noachismo)”

Ho letto l’articolo apparso su “Fanpage.it” il 4.1 scorso dal titolo: “Il matematico ateo Odifreddi: quando spiegai a Papa Ratzinger che Gesù non è mai esistito”. Il Prof. Piergiorgio Odifreddi, come noto, è un autorevolissimo matematico conosciuto in ambito internazionale, logico e saggista, esperto – fra l’altro - in storia della scienza, filosofia, politica, religione, esegesi, filologia ecc. Si dichiara ateo ed è Presidente Onorario dell'UAAR - Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti.

 

Sul fatto che sia “ateo” non ho nulla da dire, essendo una scelta personale più che degna, esattamente come quella di chi ha la “fede” e concordo con lui in pieno sul fatto che uno storico deve vedere “l’Uomo Gesù” e certamente non il “Figlio di Dio, patrimonio della “fede”. Sul fatto invece che Gesù non sia mai esistito sotto il profilo storico, quindi come uomo nella Palestina del I secolo, devo purtroppo manifestare il mio più ampio dissenso, traendo spunto proprio da quanto ha scritto il Prof. Odifreddi nei suoi libri e detto nelle interviste che gli sono state fatte. E dico questo seguendo proprio il metodo che gli è tanto caro: “la logica”.

 

Odifreddi fonda la sua dichiarazione che “Gesù non è mai esistito” prevalentemente sulle seguenti 5 affermazioni:

1)Abbiamo pochi riferimenti autenticamente storici, i soliti 3 o 4 che vengono sempre citati,

2)Non si possono considerare naturalmente i Vangeli come fonti storiche, sennò dovremmo considerare storici anche i libri di Rama e di Visnù,

3)Quindi rimangono poche fonti, in parte dubbie dal punto di vista storico, in parte interpolazioni successive, in parte non parlano neppure sicuramente di Gesù. In alcune si parla di un certo “Cresto” (ndr: quindi non si riferirebbero a Cristo).

4)In fondo la critica al cristianesimo potrebbe dunque ridursi a questo: ''che essendo una religione per letterali cretini, non si adatta a coloro che, forse per loro fortuna, sono stati condannati a non esserlo”.

5)''Nessun adulto sano di mente crede alle favole su Gesù bambino, ma sono solo i bambini a credere alle storie su Gesù adulto''.

 

Bene: approfondiamole insieme una per una dette argomentazioni, avvertendo fin d’ora che si tratta di un articolo inevitabilmente molto lungo, volendo andare a fondo della questione in oggetto, tenuto anche conto dell’importante personaggio che le ha effettuate. A chi è interessato mi permetto quindi di suggerire di avere la pazienza di leggerlo fino alla fine.

 

1^ AFFERMAZIONE

Abbiamo pochi riferimenti autenticamente storici, i soliti 3 o 4 che vengono sempre citati.

Diversamente da quanto affermato dal Prof. Odifreddi, su Gesù c’è una delle più alte concentrazioni di documenti e riscontri, che pochi altri personaggi storici possono contare di avere, così come peraltro scrive anche Romano Penna, insigne biblista e storico del Cristianesimo antico: “Tra i personaggi antichi, gli unici che godono di una documentazione straordinaria nei primi cento anni della loro morte, sono Alessandro Magno e Gesù. Esistono quasi 120 papiri del Nuovo testamento, 80 dei quali redatti entro i primi due secoli dalla sua morte. Nessun altro testo di quei tempi ha fonti così ricche”.

Vastissima è quindi la documentazione, soprattutto se teniamo conto del fatto che Gesù, durante la sua vita terrena, non è stato un personaggio importante, quindi alla ribalta delle cronache, bensì un ebreo perfettamente sconosciuto in un territorio totalmente insignificante come era all’epoca Israele, all’interno dell’immenso e potentissimo Impero Romano. Personaggio sconosciuto, Gesù, che peraltro era anche finito ignomignosamente inchiodato in croce, al pari dei peggiori malfattori. E tantopiù le fonti prese in esame si presentano ingiuriose sia nei suoi confronti che di Maria, tantopiù per uno storico sono credibili, in quanto non “partigiane”. Iniziamo quindi con le seguenti citazioni “non cristiane”,

 

A)Fonti Romane

-Cornelio Tacito (55 d.C. – 117 d.C.):

Senatore romano, avvocato ed oratore, è considerato fra i massimi storici dell'antichità.

Scrivendo dell’incendio di Roma avvenuto nel 64 d.C., riporta nella sua opera “Annali” la seguente testimonianza sulla persecuzione dei Cristiani, che facevano riferimento ad un certo Cristo: “Nerone dichiarò colpevoli e condannò ai tormenti più raffinati coloro che il volgo chiama “crestiani” (ndr: crestiani = cristiani, vedi più oltre), odiosi per le loro nefandezze. Essi prendevano nome da Cristo, che era stato suppliziato ad opera del procuratore Ponzio Pilato sotto l’impero di Tiberio. Repressa per

breve tempo, quella funesta superstizione, ora riprendeva forza non soltanto in Giudea, luogo d’origine di quel male, ma anche

nell’urbe (ndr: Roma), in cui tutte le atrocità e le vergogne confluiscono da ogni parte e trovano seguaci”.

 

-Plinio il Giovane (61 d.C.)

Governatore della Bitinia, riferisce quanto segue verso il 112 d.C., in una lettera al procuratore Traiano: “Affermavano inoltre che tutta la loro colpa o errore consisteva nell’esser soliti riunirsi prima dell’alba e intonare a cori alterni un inno a Cristo come se fosse un Dio e obbligarsi con giuramento a non commettere né furti, né frodi, né adulteri, a non mancare alla parola data e a non rifiutare la restituzione di un deposito, qualora ne fossero richiesti. Non ho trovato null’altro al di fuori di una superstizione balorda e smodata. Né soltanto la città, ma anche i borghi e le campagne sono pervase dal contagio di questa superstizione; credo però che possa esser ancora fermata e riportata nella norma”.

 

-Svetonio (70 d.C. – 126 d.C.)

Scrittore latino, ci riferisce che durante il regno di Claudio (10 a.C. -54 d.C.) alcuni ebrei si ribellarono nel nome di “Cresto” (ndr: “Cristo”): “I giudei che tumultavano per istigazione di Cresto, egli li cacciò da Roma”

 

-Marco Cornelio Frontone (100-160)

Autore di una “Orazione contro i Cristiani” ci riferisce che : “Un uomo punito per il suo delitto con la pena suprema e il legno di una croce, costituiscono la lugubre sostanza della loro liturgia”.

 

-Luciano di Samosata (120-190)

Nell’opera “De Morte Peregrini” scrive: “Allora Proteo venne a conoscenza della portentosa dottrina dei cristiani, frequentando in Palestina i loro sacerdoti e scribi. E che dunque? Venerano tuttora, l’uomo che fu crocifisso in Palestina per aver dato vita a questa nuova religione. Egli (ndr: Gesù)per loro era profeta, maestro del culto e guida delle loro adunanze. Si sono persuasi infatti, quei poveretti, di essere immortali e di vivere per l’eternità, per cui disprezzano la morte e i più si consegnano di buon grado. Inoltre il “primo legislatore” (ndr: Gesù)) li ha convinti di essere tutti fratelli gli uni degli altri. Hanno abbandonato gli dei greci ed adorano quel medesimo sofista che era stato crocifisso e vivono secondo le sue leggi. Disprezzano dunque ogni bene indiscriminatamente e lo considerano comune, seguendo tali usanze senza alcuna precisa prova”.

 

B)Fonti Greche

 

-Celso – Κέλσος - (seconda metà del II secolo d.C.)

Nella sua opera contro i cristiani “Dottrina Verace”, di cui restano i passi citati da Origene in “Contra Celsum” dell’anno 178 d.C. circa, riporta notizie infamanti su Gesù e lo accusa di aver inventato la storia della sua nascita da una vergine, di essere originario d’un villaggio della Giudea e di aver avuto per madre una povera indigena, che si guadagnava da vivere filando. E poi che la madre fu scacciata da suo marito, artigiano di mestiere, essendo stata accusata di adulterio.

In considerazione di quanro sopra: “Ella scacciata dal marito ed errando in modo miserevole, diede alla luce di nascosto Gesù. Costui, spinto dalla povertà andò in Egitto a lavorare a mercede e avendo quindi appreso alcune di quelle arti segrete, per cui gli egiziani sono celebri, ritornò dai suoi tutto fiero per le arti apprese ed in grazia di esse si proclamò da se stesso Dio” Aggiunge infine che Maria: “E’ resa madre da un certo soldato di nome Panthera”.

-Origene (185 – 254) teologo e filosofo greco antico così si esprime: “Si attribuisce la rovina di questo popolo alla vendetta che Dio volle fare della morte che avevano fatto soffrire a Giacomo il Giusto, uomo di grande virtù, fratello di Gesù, soprannominato Cristo”, e poi: “Fu sotto Nerone che i Romani cominciarono ad attaccare Gerusalemme ed essi la presero sotto l’impero di Vespasiano, il cui figlio, Tito, la devastò da cima a fondo, a causa della morte di Giacomo il Giusto, fratello di Gesù, denominato Cristo”.

 

C)Fonti Ebraiche

-Yosef ben Matityahu - יוסף בן מתתיהו‎ - ovvero Giuseppe Flavio (37 al 100 d.C):

Considerato fra i massimi storici dell’epoca, verso l’anno 96 d.C. nella sua opera “Antichità Giudaiche” scrive: “Allo stesso tempo, circa, visse Gesù, uomo saggio, se pure uno lo può chiamare uomo, poiché egli compì opere sorprendenti, e fu maestro di persone che accoglievano con piacere la verità. Egli conquistò molti Giudei e molti Greci. Egli era il Cristo. Quando Pilato udì che dai principali nostri uomini era accusato, lo condannò alla croce. Coloro che fin da principio lo avevano amato non cessarono di aderire a lui. Nel terzo giorno, apparve loro nuovamente vivo: perché i profeti di Dio avevano profetato queste e innumeri altre cose meravigliose su di lui. E fino ad oggi non è venuta meno la tribù di coloro che da lui sono detti Cristiani”.

Questo brano, stranoto, che si chiama “Testimonium Flavianum”, conferma l’intero impianto evangelico.

Naturalmente su questo testo si sono scatenate furibonde diatribe. Chi lo dichiara autentico, chi lo dichiara “ritoccato” e sostiene che l’originale sia il seguente, che comunque sotto il profilo storico non ne cambia il contenuto: “Ora, all'incirca nello stesso periodo, sorse una fonte di ulteriori disordini a causa di Gesù, un uomo saggio, che compì opere eclatanti e fu maestro di persone che accoglievano con piacere cose strane. Egli convinse a seguirlo molti Ebrei, e molti Gentili. Egli era il cosiddetto Cristo (ndr: il Messia ebraico atteso). Quando Pilato, sulla base delle informazioni fornitegli dai principali nostri uomini, lo condannò alla croce, coloro che si erano uniti a lui all'inizio non cessarono di provocare disordini. E fino ad oggi non è venuta meno la tribù di coloro che da lui sono detti Cristiani”. Naturalmente c’è anche chi lo dichiara falso, ma è una assoluta minoranza.

Da segnalare che nel 1971 il Prof. Shlomo Pinés, dell'Università Ebraica di Gerusalemme, pubblicò un’ulteriore versione trovata nel manoscritto “Il libro del Titolo” di Agapio, Vescovo di Ierapoli Bambice in Siria, storico morto nel 941: “In questo tempo viveva un uomo saggio che si chiamava Gesù. La sua condotta era irreprensibile, ed era conosciuto come un uomo virtuoso. E molti fra i Giudei e le altre nazioni divennero suoi discepoli. Pilato lo condannò a essere crocifisso e morire. E quelli che erano divenuti suoi discepoli non abbandonarono la propria lealtà per lui. Essi raccontarono che egli era apparso loro tre giorni dopo la sua crocifissione, e che egli era vivo. Di conseguenza essi credevano che egli fosse il Messia, di cui i Profeti avevano raccontato le meraviglie”.Ancora una volta non vi è alcuna differenza sotto il profilo storico rispetto alla prima versione. Tutte confermano che Gesù è esistito e che è stato crocifisso sotto Ponzio Pilato. Ma c’è una ulteriore citazione di Yosef ben Matityahu, alias Giuseppe Flavio, che attesta l’esistenza di Gesù. E’ quando parla di suo fratello Giacomo il Giusto: “Anano convocò i giudici del Sinedrio e introdusse davanti a loro un uomo di nome Giacomo, fratello di Gesù, che era soprannominato Cristo, e certi altri, con l'accusa di avere trasgredito la Legge, e li consegnò perché fossero lapidati”.

 

-Trattato Sanhedrin del Talmud

“Sanhedrin” è uno dei dieci trattati del “Seder Nezikin”, di antichissima tradizione orale, che tratta dei danni civili e penali, nelle procedure giudiziarie. Così si legge: “Alla vigilia della Pasqua, Yeshu fu appeso. Per quaranta giorni prima dell'esecuzione, un araldo gridava "egli sta per essere lapidato perché ha praticato la stregoneria e ha condotto Israele verso l'apostasia. Chiunque sappia qualcosa a sua discolpa venga e difenda il suo operato. Poiché nessuna testimonianza fu mai portata in suo favore, egli fu appeso alla vigilia della Pasqua”.

 

D)Fonti Cristiane Canoniche

Il Nuovo Testamento

Il Nuovo Testamento è la raccolta dei 27 libri “canonici”, ovvero accettati dalla Chiesa, che vennero scritti in seguito alla vita ed alla predicazione di Gesù. Sono scritti in greco da mani sconosciute.

E’ così composto:

-I Vangeli Canonici: Marco (65 d.C.), Luca (anni 80 d.C.), Matteo, (anni novanta d.C.) Giovanni (fine primo secolo).

-Gli Atti degli Apostoli: Si ritiene siano stati scritti da Luca e che siano la continuazione del suo Vangelo. Descrivono l’attività degli Apostoli dalla resurrezione all’arrivo a Roma di Paolo (il periodo dunque dal 30 al 63 d.C. circa),

-Le Lettere di Paolo: lettera ai Romani, prima e la seconda lettera ai Corinzi, lettera ai Galati, lettera agli Efesini, lettera ai Filippesi, lettera ai Colossesi, prima e seconda lettera ai Tessalonicesi, prima e seconda lettera a Timoteo, lettera a Tito, lettera a Filemone, lettera agli Ebrei. Sono databili intorno al 50/60 d.C., quindi sono le più antiche testimonianze scritte di fonte cristiana, precedenti ai Vangeli.

-L’Apocalisse: la parola deriva dal greco “apokalupsis”, ovvero “l’alzarsi di un velo” o “scoperta” in senso letterale. E’attribuita a Giovanni.

-Ulteriori Lettere: di Pietro, Giovanni, Giacomo e di Giuda.

 

Per chi pensa che tutta l’immensa documentazione suindicata sia stata scritta troppi anni dopo la morte di Gesù, mi limito a ricordare che i discorsi di Budda sono stati redatti 400-500 anni dopo la sua morte, i detti dei rabbini contemporanei di Gesù sono stati messi per iscritto dopo 200 anni, il Corano è stato scritto nel 600 d.C. E cosa dire dei testi di Omero, Platone, Eschilo o Aristotele, pervenuti a noi attraverso copie scritte anch’esse mille anni dopo la loro composizione? Se dovessimo allora misurare l’autenticità dei testi solo in funzione dell’anno nel quale sono state scritte le copie che ci sono pervenute, rimarrebbe ben poco di tutto quanto è stato prodotto da tutto l’intelletto umano di tutti i tempi.

 

E)Fonti Cristiane Apocrife

Sono quelle non accettate dalla Chiesa Cattolica, che le considera eretiche in quanto scomunicate nel 325 d.C. dal Concilio di Nicea, ovvero 300 anni dopo la morte di Gesù. Fonti che quindi, non dimentichiamolo, sono state storicamente alla base della nascita di molte importanti comunità cristiane. Il termine “apocrifo” venne utilizzato già dal II secolo d.C. per intendere alcuni scritti riservati a persone iniziate, che dovevano rimanere “segreti” alla gente comune. Successivamente prese impropriamente un significato del tutto negativo e divenne così sinonimo di “eretico” e “falso”.

Per chi pensa che i “Vangeli Apocrifi” sconfessino quelli “Canonici”, mi permetto rimandare ad uno studio da me effettuato durato oltre 20 anni e da me pubblicato sotto il titolo “Il Vangelo Segreto di Gesù”, che dimostra in maniera indiscutibile che all’interno di quelli Apocrifi si ritrovano, riga per riga, tutte le frasi e le vicende raccontate dai Vangeli Canonici. Il titolo è quindi una provocazione per chi va dietro a false convinzioni: un Vangelo segreto di Gesù non esiste! Tentare di accampionare tutte le Fonti Apocrife, data la loro numerosità ed eterogeneità, è praticamente un’impresa impossibile. Riporto quindi qui di seguito un nutrito elenco, che però certamente non è esaustivo (per difetto).

 

-Vangeli dell'Infanzia.

Illustrano aspetti relativi alla vita di Gesù precedente all’inizio della sua attività pubblica, che avvenne a 30 anni circa. Soprattutto raccontano della sua infanzia, periodo non preso in esame dai Vangeli canonici.

Sono i seguenti:

o Protovangelo di Giacomo o Vangelo dell'Infanzia di Giacomo o Vangelo di Giacomo

o Codice Arundel 404

o Vangelo dell'infanzia di Tommaso o Vangelo dello pseudo-Tommaso

o Vangelo dello pseudo-Matteo o Vangelo dell'infanzia di Matteo

o Vangelo Arabo dell'infanzia

o Vangelo Armeno dell'infanzia

o Libro sulla natività di Maria

o Storia di Giuseppe il falegname

 

-Vangeli Giudeo-Cristiani.

I tre vangeli detti giudeo-cristiani, in uso tra i cristiani dei primi secoli e rimasti legati alla tradizione religiosa giudaica, sono andati perduti. Ci è giunta traccia di essi solo attraverso testimonianze indirette e fornite da alcuni Padri della Chiesa. Alcuni studiosi ritengono si trattasse di tre diciture diverse di un unico testo, derivato dal Vangelo di Matteo.

Sono:

o Il Vangelo degli Ebioniti

o Il Vangelo dei Nazarei o Vangelo dei Nazareni o Vangelo dei Nazorei

o Il Vangelo degli Ebrei

 

-Vangeli Gnostici

Sono i seguenti:

o Apocrifo di Giovanni o Libro di Giovanni Evangelista o Libro segreto di Giovanni o Rivelazione segreta di Giovanni

o Dialogo del Salvatore o Dialogo del Redentore

o Libro segreto di Giacomo o Apocrifo di Giacomo

o Pistis Sophia o Libro del Salvatore

o Vangelo di Apelle

o Vangelo di Bardesane

o Vangelo di Basilide

o Vangelo copto degli Egiziani o Santo libro del grande Spirito invisibile

o Vangelo di Eva

o Vangelo di Filippo

o Vangelo di Maria o Vangelo di Maria Maddalena

o Vangelo di Mattia o Tradizioni di Mattia

o Vangelo della Perfezione

o Vangelo dei Quattro Reami Celesti

o Vangelo del Salvatore o Vangelo di Berlino

o Sapienza di Gesù Cristo o Sofia di Gesù Cristo

o Vangelo della Verità

o Vangelo di Gamaliele

o Vangelo di Nicodemo

o Vangelo di Pietro

o Interrogatio Johannis o Cena segreta o Libro di Giovanni evangelista

o Vangelo di Barnaba

o Vangelo di Bartolomeo o Questioni di Bartolomeo

o Vangelo di Taddeo

-Frammenti di Vangeli Apocrifi.

I ritrovamenti archeologici del XX secolo hanno portato alla luce alcuni frammenti di papiro o pergamena, contenenti testi di natura evangelica, non riconducibili

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ad alcun Vangelo Apocrifo o Canonico.

Sono i seguenti:

o Papiro Egerton 2

o Papiro di Fayyum

o Papiro di Berlino

-Vangeli apocrifi perduti

Di molti altri Vangeli Apocrifi ci sono pervenuti citazioni da parte dei “Padri del deserto”.

Sono i seguenti:

o Predicazione di Pietro

o Vangelo di Andrea

o Vangelo di Cerinto

o Vangelo di Mani

o Vangelo di Marcione

o Vangelo segreto di Marco

o Vangelo dei Settanta

 

-Atti Apocrifi

La maggior parte degli “Atti Apocrifi” si riferiscono ad Apostoli e forniscono resoconti sulla loro predicazione e morte. Notizie dunque non riportate dai Vangeli Canonici.

 Atti di Andrea

 Atti di Andrea e Mattia

 Capitolo 29 degli Atti degli Apostoli

 Atti di Barnaba

 Atti di Bartolomeo o Martirio di Bartolomeo

 Atti di Santippe e Polissena

 Atti di Filippo

 Atti di Giovanni

 Atti di Marco

 Atti di Matteo

 Atti di Paolo

 Atti di Paolo e Tecla

 Atti di Pietro

 Atti di Pietro e Andrea

 Atti di Pietro e dei dodici

 Atti di Pietro e Paolo

 Atti di Pilato

 Atti di Simone e Giuda

 Atti di Taddeo

 Atti di Timoteo

 Atti di Tito

 Atti di Tommaso

 

-Lettere Apocrife del Nuovo Testamento

 Lettera degli Apostoli

 Lettera di Barnaba

 Lettere di Ignazio

 Lettera dei Corinzi a Paolo

 Lettera ai Laodicesi

 Lettere di Paolo e Seneca

 Terza lettera di Paolo ai Corinzi

 Lettera di Pietro a Filippo

 Lettera di Pietro a Giacomo il Minore

 Lettere di Gesù Cristo al Re Abgar di Edessa

 Lettera di Publio Lentulo

 

-Apocalissi Apocrife del Nuovo Testamento

Hanno i seguenti contenuti:

 La rivelazione narrata dall'autore si fonda su una visione, un sogno od un viaggio corporeo, attraverso i cieli e/o gli inferi,

 L'autore è guidato nella sua visione o nel suo viaggio da un angelo ed incontra altri angeli, diavoli o anime di defunti,

 L'autore apprende i progetti divini sulla storia riguardanti il futuro prossimo o remoto, talvolta parlando direttamente con Dio, o più spesso attraverso visioni allegoriche;

E sono le seguenti:

 Prima apocalisse di Giacomo

 Seconda apocalisse di Giacomo

 Apocalisse della Vergine (etiope)

 Apocalisse della Vergine (greca)

 Apocalisse di Pietro (greca)

 Apocalisse di Pietro (copta)

 Apocalisse di Paolo (greca)

 Apocalisse di Paolo (copta)

 Apocalisse di Stefano

 Apocalisse di Tommaso

 

-Ciclo di Pilato

Con il termine “Ciclo di Pilato”! si intende una serie di scritti apocrifi di varia datazione relativi a Ponzio Pilato. Diversi per genere (lettere, relazioni, tradizioni e racconti), sono accomunati dall'intento di esonerare Pilato da ogni responsabilità nella condanna di Gesù.

 Sentenza di Pilato

 Anafora di Pilato

 Paradosis di Pilato

 Morte di Pilato

 Lettere di Pilato e Erode

 Lettere di Pilato e Tiberio

 Dichiarazione di Giuseppe di Arimatea

 Vendetta del Salvatore

 

-Altri Testi Apocrifi del Nuovo Testamento

 Discesa all'inferno

 Dottrina di Addai

 Due vie o Giudizio di Pietro

 Insegnamento di Paolo

 Insegnamento di Pietro

 Martirio di Andrea apostolo

 Martirio di Matteo

 Risurrezione di Gesù Cristo (di Bartolomeo)

 Testamento di Gesù

 Tradizione di Mattia

 Dormizione della beata Maria Vergine o Transito di Maria di Giovanni il teologo

 Transito della beata Maria Vergine di Giuseppe di Arimatea

 Vita di Giovanni Battista di Serapione di Alessandria

 

-Letteratura sub-apostolica (I e II secolo d.C)

Sono taluni testi cristiani antichi che non furono inclusi nel Canone Evangelico, ma vennero di fatto equiparati ai testi Canonici fino al IV secolo.

 Prima lettera di Clemente

 Seconda lettera di Clemente

 Lettera di Ignazio agli Efesini

 Lettera di Ignazio ai Magnesi

 Lettera di Ignazio ai Tralliani

 Lettera di Ignazio ai Romani

 Lettera di Ignazio ai Filadelfesi

 Lettera di Ignazio agli Smirnesi

 Lettera di Ignazio a Policarpo

 Prima lettera di Policarpo ai Filippesi

 Seconda lettera di Policarpo ai Filippesi

 Martirio di san Policarpo

 Papia di Gerapoli (frammenti)

 Lettera di Barnaba

 Omelia dello pseudo-Clemente

 Pastore d'Erma

 Lettera a Diogneto

 

E’ da segnalare infine che i due testi Apocrifi in assoluto di maggiore rilevanza sono i seguenti:

-il Vangelo di Tommaso (fine del I secolo). E’ fra quelli scoperti nel 1945 a Nag Hammadi, in Egitto. Riporta 114 “detti”con la formula di "Gesù disse”.

-la Didachè: In greco significa “insegnamento” o “dottrina”. E’ in pratica un “libretto di istruzioni” del primo secolo d.C., scritto dai “giudeo-cristiani” al fine di dare precise istruzioni ai pagani che si erano convertiti al cristianesimo.

 

-Il Corano

Anche il Corano parla di Gesù e della sua presenza storica. Lo considera un “preannunciatore” di Maometto. Così infatti si esprime: “La somiglianza di Gesù di fronte a Dio è come quella di Adamo: Dio lo creò dalla polvere e poi gli disse: Sii. Ed egli fu. E ne farà un messaggero per i figli di Israele, che dirà loro, io son venuto da voi con un segno dal Vostro Signore. Egli parlerà al popolo dalla culla alla maturità, ed egli sarà fra i giusti”. 

 

2^ AFFERMAZIONE

Non si possono considerare naturalmente i Vangeli come fonti storiche, sennò dovremmo considerare storici anche i libri di Rama e di Visnù.

Tutti coloro che scrissero l’immane “corpus” suindicato, come detto sconosciuti, non avevano giustamente l’obiettivo di produrre una testimonianza “storica”, come la intendiamo noi oggi, bensì di trasmettere le vicende ed il messaggio di Gesù. Cionondimeno è indubbio che, anche solo prendendo i 4 Vangeli Canonici, tutte le citazioni storiche, geografiche e relative ai rituali ebraici (Festa delle Capanne, Pesach ecc.), corrispondono al millimetro con le risultanze e con le scoperte archeologiche ad oggi effettuate. E quelle pochissime che non tornano hanno una precisa spiegazione. Pertanto il valore storico di detti testi è comunque elevatissimo. A questo proposito invito il Prof. Oddifredi a produrre analoga ricostruzione storico/geografica/archeologica su Rama e Visù.

Vediamole qui di seguito le citazioni storiche dei Vangeli:

 

a)“Era l’anno quindicesimo del regno di Tiberio Cesare: Ponzio Pilato governava la Giudea”: Tiberio era asceso al trono alla morte di Augusto, suo padre adottivo, il 19 agosto del 767 (cronologia di Varrone), ovvero nel 14 d.C. Il 15^ anno del suo regno si colloca quindi nel 28-29 d.C. La citazione è dunque giusta.

 

b)“Ponzio Pilato governava la Giudea” : Pilato fu in carica in Giudea tra gli anni 26 e 36 d.C. : dunque giusto.

 

c)“Erode era Tetrarca della Galilea”: Citazione giusta. La Tetrarchia era la quarta parte di un regno ed era un distretto autonomo dell’Impero Romano, governato appunto da un Tetrarca.

 

d))Suo fratello Filippo era Tetrarca dell’Iturea e della Traconitide”: Citazione giusta.

 

e)Lisania governava la provincia dell’Abilene: Il territorio definito “Abilene” non faceva parte del regno di Erode il Grande ed in realtà non ci sono citazioni storiche sul fatto che lui la governasse. E’ da tenere però presente che Lisania è specificatamente citato da Giuseppe Flavio, che ci riferisce che provenisse dalla Siria, territorio molto vicino ad Abilene, quindi errore marginale.

 

f))Mentre Anna e Caifa erano i sommi sacerdoti: Anna ricoprì la carica di Sommo Sacerdote dal 6 al 15 d.C. Rimase comunque molto influente all’interno del Sinedrio per molti altri anni e mantenne il titolo di Sommo Sacerdote anche quando gli successe suo genero Caifa. Dunque citazione giusta.

 

g)“In quei tempi un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra”: Cesare Augusto (63 aC – 14 d.C.) fu imperatore romano dal 31 a.C. al 14 d.C. Dunque giusto.

 

h)“Questo primo censimento fu fatto quando era Governatore della Siria, Quirino”: Quest’ultima citazione, sotto il profilo storico, non è esatta. Infatti Quirino è divenuto Governatore della Siria solo tra il 3 e il 6 d.C., dunque in un periodo successivo alla nascita di Gesù. Avendo però Quirino, nel periodo in questione, la carica di “Legato in Galazia” (l’equivalente di “Ambasciatore dell’Impero Romano” in quella zona), gli storici ritengono che nel periodo del censimento abbia sostituito Volumnio che, come Governatore della Siria, era impegnato in eventi bellici. Dunque è ragionevolmente possibile che sia giusto.

 

Ma il Prof. Odifreddi, per dimostrare la non storicità dei Testi suindicati, ci dice anche che non c’è traccia storica della “Strage degli innocenti”. Si riferisce a questo brano: “Il Re Erode si accorse che i sapienti dell'oriente lo avevano ingannato e allora si infuriò e quindi fece uccidere tutti i bambini di Betlemme e dei dintorni, dai due anni in giù”. A questo proposito vorrei ricordargli che Betlemme era un piccolissimo borgo di passaggio e che quindi i bambini sotto i due anni saranno stati certamente un numero di nessun conto, privo di ogni interesse per uno storico, avvezzo peraltro a comportamenti brutali del genere da parte di Erode Antipa, come dimostra anche il suo comportamento sanguinario nell’uccisione di Giovanni il Battista.

 

3^ AFFERMAZIONE

Quindi rimangono poche fonti, in parte dubbie dal punto di vista storico, in parte interpolazioni successive, in parte non parlano neppure sicuramente di Gesù. In alcune si parla di un certo “Cresto” (ndr: quindi non si riferirebbero Cristo).

Riguardo ai dubbi che nascerebbero a seguito di “interpolazioni successive”, immagino che il Prof. Odifreddi, da matematico, sia d’accordo che, sotto il profilo del calcolo delle probabilità, quelle relative ai Vangeli siano identiche a quelle di qualunque altra fonte storica.

 

Ma il Prof. Odifreddi afferma poi che Gesù non è mai esistito in base al fatto che all’interno dell’immensa documentazione suindicata “Cristo” viene scritto per una o due volte “Cresto”. Partendo dal presupposto che potrebbe essere un banalissimo errore di scrittura, corcostanza che Odifreddi non prende neanche in esame, vediamo la motivazione, ben nota agli studiosi di quei testi.

“Cresto” proviene dal greco “Krestòs” –(χρηστός ) che significa “buono”, “leale”, “virtuoso”. Ma, ci riferisce Alessio De Angelis, noto studioso e ricercatore neotestamentario, che “La lettura del termine Chrestus non è apparentemente così scontata: difatti in epoca imperiale era presente un’ambivalenza tra la lettera iota (pronunziata come un “i” italiana) ed eta (pronunziata come una “e”)4. Tale fenomeno comportava che la forma scritta Chrestus veniva nel parlato pronunziata come Christus. Tali fenomeni, noti come “itacismi”, sono molto diffusi nelle testimonianze storiografiche degli scrittori arcaici; ne è un esempio un passo di Arriano di Nicomedia (Anabasi di Alessandro 1.13), dove l’autore riporta Telmìsseus con lo iota anziché Telmèsseus con la eta, che è la parola più comunemente utilizzata nel greco classico”.

 

4^ AFFERMAZIONE

In fondo la critica al cristianesimo potrebbe dunque ridursi a questo: che essendo una religione per letterali cretini, non si adatta a coloro che, forse per loro fortuna, sono stati condannati a non esserlo”.

Questa dichiarazione non rende certo onore ai suoi colleghi, molti dei quali anche non credenti, che hanno dedicato anni della loro vita alla ricerca storica ed archeologica, fatta con onestà intellettuale. E certamente è lesiva nei confronti di chi crede. Ed in particolare perché nello scrivere questo il Prof. Odifreddi “gioca” sul significato esclusivamente “franco-provenzale” e totalmente superato di “cretino” (vedi Enciclopedia Treccani), significato che lui ben sa che nel comune senso dell’interpretazione attuale vuol dire “stupido, imbecille” (Enciclopedia Treccani). E comunemente uno storico non usa giocare con le parole.

Scrive infatti così: “Col passare del tempo l’espressione (cristiano) è poi passata a indicare dapprima una persona qualunque, come nell’inglese christened, “nominato” o “chiamato”, e poi un poveraccio, come nel nostro povero cristo. Addirittura, lo stesso termine cretino deriva da “cristiano” (attraverso il francese crétin, da chrétien), con un uso già attestato nell’Enciclopedia nel 1754: secondo il Pianigiani, “perché cotali individui erano considerati come persone semplici e innocenti, ovvero perché, stupidi e insensati quali sono, sembrano quasi assorti nella contemplazione delle cose celesti”.

 

5^ AFFERMAZIONE

Nessun adulto sano di mente crede alle favole su Gesù bambino, ma sono solo i bambini a credere alle storie su Gesù adulto

In base a questa ultima affermazione se ne deduce che i personaggi sottoindicati per il Porf. Odifreddi sono “malati di mente” e/o “bambini mai cresciuti”:

-Margherita Hack (che ho conosciuto personalmente): Atea: “Gesù è stato certamente la maggiore personalità della storia. Il suo insegnamento se ha resistito per 2.000 anni, significa che aveva davvero qualcosa di eccezionale: ha trasmesso valori che sono essenziali anche per un non credente”.

-Albert Einstein: Ebreo. “Nessuno può leggere i Vangeli senza sentire la presenza attuale di Gesù. La sua personalità pulsa ad ogni parola”.

-Roberto Benigni: “L’Amore è nato quando è arrivato Gesù Cristo, che è l’inventore dell’amore.Gesù ne ha fatte veramente tante di cose straordinarie, da inchinarsi sul serio”.

-Natalia Ginzburg: “Vogliamo forse negare che Gesù ha cambiato il mondo? Sono quasi 2.000 anni che diaciamo prima di Cristo e dopo Cristo”.

-Ghandi: . Considerava Gesù un “Eroico Satyagrahi, ovvero il principio della non violenza, la forma più pura di forza dell’anima. Su di lui ha detto: “Senza lo studio di Cristo la mia vita era diventata incompleta. Quando lessi il Sermone della Montagna fui semplicemente sopraffatto da gioia e trovai conferma alla mia opinione, proprio lì dove meno me la sarei aspettata”.

-Dalai Lama: Nel suo libro “Incontro con Gesù” evidenzia come sia Buddha che Gesù rappresentino il seme del risveglio spiritule e la via della salvezza nell’amore verso il prossimo.

-David Flusser: Ebreo, considerato unanimamente uno dei più grandi studiosi di giudaismo antico. Pioniere nello studio dei Rotoli del Mar Morto ha scritto il libro “Jesus”, nel quale lo descrive storicamente come autentico ebreo dalla nascita alla morte.

-Jacob Neusner: Ebreo. Famosissimo storico, teologo ed accademico. Nel suo libro “Un Rabbino parla con Gesù”, pur affermando che non lo avrebbe seguito, ne riconosce in pieno la sua presenza storica.

-Kahlil Gibran: Illustre scrittore libanese ha scritto “Gesù figlio dell’Uomo”.

-Jean Jaques Rousseau: Nemico acerrimo della Chiesa scrisse relativamente a Gesù: “Che dolcezza, che purità nei suoi costumi. Quale grazia toccante nei suoi insegnamenti, quale elevatezza nelle sue massime., quale saggezza nei suoi discorsi”.

-Leonard Choen: E Gesù fu marinaio finché camminò sull’acqua, e restò per molto tempo a guardare solitario dalla sua torre di legno, e poi quando fu sicuro che soltanto agli annegati potessero vederlo, disse: siate marinai finché il mare vi libererà. E lui stesso fu spezzato, ancora prima che il cielo si aprisse abbandonato, quasi umano,egli sprofondò in fondo al vostro giudizio come una pietra.

 

-Karl Marx: Ateo. Da giovane scrisse: “L’unione con Cristo dona un’elevazione interiore, conforto al dolore, tranquilla certezza e cuore aperto all’amore del prossimo”.

-Fedor Dostoevskij: “Quest’uomo fu il più eccelso sulla terra”.

-Albert Schweitzer: pastore e missionario luterano, medico, teologo, filosofo, biblista. Nel suo libro “La vita di Gesù” attribuì a Gesù una “sovrana eroica grandezza”.

-Pier Paolo Pasolini: “Manca sempre qualcosa. C’è un vuoto in ogni mio intuire. Ed è volgare questo non essere completo. Mai fui così volgare come in questa ansia, questo non avere Cristo”.

-Franz Kafka: “Gesù è un abisso pieno di luce. Bisogna chiudere gli occhi per non precipitarvi”.

-Lev Tolstoj: Sosteneva che “Gli anarchici hanno ragione in tutto, solo non nella violenza”. Ha scritto “Vita di Gesù ed altri scritti”. Sostiene che “il segreto della felicità appare finalmente raggiungibile a chi ha trovato il coraggio e la forza di liberarsi delle regole imposte dalla società e seguire con fiducia gli insegnamenti di Gesù”.

-Georg Wilhelm Friedrich Hegel: Ha scritto “La Vita di Gesù” dove ripercorre anche lui le sue vicende terrene.

-Friedrich Nietzsche: “Gesù è esattamente l'opposto di un eroe: è un idiota. Si senta la sua incapacità di intendere una realtà: egli si muove nel giro di cinque o sei concetti da lui prima uditi e a poco a poco capiti (cioè falsamente) – in essi ha la sua esperienza, il suo mondo, la sua verità – il resto gli è estraneo”.

-Fabrizio De Andrè: Venuto da molto lontano a convertire bestie e gente, non si può dire non sia servito a niente perché prese la terra per mano vestito di sabbia e di bianco. Alcuni lo dissero santo, per altri ebbe meno virtù. Si faceva chiamare Gesù.

 

Bene. Mi fermo qui. Ringrazio chi è riuscito a seguirmi in questa lunghissima dissertazione, un vero e proprio viaggio all’interno del Gesù della storia. Ed invito formalmente il Prof. Odifreddi a commentare su questa stessa testata il contenuto di questo articolo, o – meglio ancora - ad effettuare un confronto con il sottoscritto, sempre su questa testata, con un collegamento on-line. Resto dunque in attesa di un suo cenno di riscontro.

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