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Gesù e l'omosessualità. Dalle ''fake news'' alla frase di Papa Francesco: ''Chi sono io per giudicare?''

Il giudizio della Torah sull’omosessualità era di “abominio”, in quanto non porta alla procreazione e anche S. Paolo nel fondare la religione cristiana sottolineò che ''né effemminati né sodomiti erediteranno il Regno dei Cieli''. Ma perché Gesù (che toccò un po' tutti gli aspetti della vita) non ha mai nominato gli omosessuali?
Dal blog di Riccardo Petroni - 22 marzo 2019 - 13:04

La Bibbia Ebraica così si esprime: “Non ti coricherai con un uomo come si fa con una donna: è cosa abominevole”. Il giudizio della Torah sull’omosessualità era dunque di “abominio”, in quanto non porta alla procreazione. E di conseguenza era punita con la morte. Ma anche S. Paolo, che dopo 20 anni circa dalla morte di Gesù fondò la religione cristiana (senza averlo mai conosciuto) ritenne di dover sottolineare che né “effemminati” né “sodomiti” erediteranno il Regno dei Cieli, accomunandoli alla peggiore feccia umana: “O non sapete che gli ingiusti non erediteranno il Regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio”.

 

A questo proposito è interessante evidenziare che Gesù, che nelle sue dissertazioni – da Rabbino insegnante della Torah - ha toccato un po' tutti gli aspetti della vita sociale ed umana (da quelli positivi a quelli più negativi e degenerati), non ha mai nominato gli omosessuali. E devo dire che nei miei oltre 40 anni di approfondimenti, non ho trovato mai nessuno che abbia trattato con serietà questo argomento, cercando di individuare una motivazione. Ci si è addirittura spinti a dire che lui stesso era un omosessuale, portando come riprova Marco, che nel suo Vangelo riporta che nel momento dell’arresto di Gesù “tutti abbandonandolo, fuggirono. Un giovanetto però lo seguiva, rivestito soltanto di un lenzuolo, e lo fermarono. Ma egli, lasciato il lenzuolo, fuggì via nudo”.

 

E su quel giovanetto che seguiva nudo Gesù, con solo un lenzuolo addosso, ci si è sbizzarriti e si è scritto di tutto e di più, nel peggior stile di quelle che oggi noi chiamiamo le “fake news”. Già perché si è ignorata la circostanza che Marco ha aggiunto questo particolare per far combaciare l’avvenuto arresto di Gesù, con la profezia tratta dal Libro di Amos: “Il più coraggioso fra i prodi, fuggirà nudo in quel giorno, dice l’Eterno”. Ed il più coraggioso, chi era stato fino all’ultimo accanto al Maestro, era stato proprio quel giovane. E la verosimiglianza della tesi suindicata è avallata dall’importante fatto che molto spesso gli estensori dei Vangeli, per confermare la provenienza divina di Gesù, riportavano citazioni profetiche della Torah, che coincidevano con specifiche vicende terrene che gli erano accadute. E su quanto detto gli esempi da riportare sarebbero davvero moltissimi.

 

Va poi aggiunto al riguardo, che Amos predicò sotto il regno di Geroboamo II (783-743 a.C.). Condannava, in nome di Dio, la vita corrotta delle città e le ingiustizie sociali, proprio come Gesù. E ripeteva che nel “Giorno di Jahve”, dell’arrivo del Messia, Israele sarebbe stata duramente castigata, tesi sostenuta anche da Gesù, che a sua volta profetizzava il crollo del Tempio di Gerusalemme. Ma allora perché Gesù non ha mai nominato gli omosessuali? A mio parere ciò è avvenuto perché per lui “al centro” di ogni cosa c’era “la persona”. Già la “Persona”, con la “P” maiuscola, senza differenza fra uomo (ebreo o non ebreo, giusto o sbagliato), donna (fedele o peccatrice) o bambino. E l’aveva detto chiaro: “Chi e’ senza peccato scagli la prima pietra!”.

 

Assunse così, nei fatti, nei confronti degli omosessuali, un atteggiamento analogo a quello tenuto da Papa Francesco, che al riguardo ha detto:“Chi sono io per giudicare un gay?”. Ma Papa Francesco su questo argomento è andato oltre, affermando: “Dobbiamo annunciare il Vangelo su ogni strada. A Buenos Aires ricevevo lettere di persone omosessuali, che sono feriti sociali, perché mi dicono che sentono come la Chiesa li abbia sempre condannati. Ma la Chiesa non vuole fare questo. La religione ha il diritto di esprimere la propria opinione a servizio della gente. Ma Dio nella creazione ci ha resi liberi. L’ingerenza spirituale nella vita personale non è possibile”.

 

E poi: “Una volta una persona, in maniera provocatoria, mi chiese se approvavo l’omosessualità. Io allora risposi con un’altra domanda: Dio quando guarda ad una persona omosessuale, ne approva l’esistenza con affetto o la respinge condannandola? Bisogna sempre considerare la persona”. E sempre Papa Francesco, facendo ancora riferimento ad alcune sue esperienze fatte a Buenos Aires, esortò anche ad accogliere i giovani che si trovano a vivere in famiglia situazioni difficili o comunque complesse. Ma, mentre il confronto su questo tema all’interno della Chiesa e dei credenti è tuttora aperto e molto vivace, non è stato ancora affrontato quello relativo a quanto denunciò Joseph Ratzinger, nel dimettersi da Papa, in tema di omosessualità. Ovvero che: “C'è una lobby gay in Vaticano”.

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