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Gesù è nato davvero tra il 24 e il 25 dicembre: ecco perché le teorie del "Sol Invictus" sono superate

L'interpretazione più ricorrente vuole che la data della nascita di Gesù venga semplicemente fatta coincidere con quella del Sol Invictus, festa romana e pagana, fissata il 25 dicembre. Ma tale ipotesi è smentita dal professor Shemarjahu Talmon, dell'Università Ebraica di Gerusalemme partendo dal Vangelo di Luca: ecco perché
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Di Riccardo Petroni - 24 dicembre 2017

Ha pubblicato “Yehoshua ben Yosef detto Gesù – La sua vera storia – la forza delle sue idee”, “Il Vangelo Segreto di Gesù”, “Gesù di Betlemme” e “Il Ritorno alla Casa di Israele (il Noachismo)”

Il termine Natale proviene dal latino “Natalis”, che significa “attinente alla nascita”. Secondo l’interpretazione più ricorrente deriva dal culto del “Sol Invictus”, rito pagano della nascita del sole, molto diffuso in tutto l’impero romano. Aureliano consacrò il tempio del “Sol Invictus” il 25 dicembre 274, in una festa chiamata “Dies natalis Solis Invicti”, ovvero “Giorno di nascita del Sole Invitto”, facendo del “Dio Sole” la principale divinità del suo impero ed indossando egli stesso una corona a raggi.

 

Questa festa divenne sempre più importante, fino a quando Costantino, con un decreto del 7 marzo del 321, la definì il “Giorno del Sole” (“Die Solis) e lo caratterizzo’ come giornata dedicata al riposo: “Nel venerabile giorno del Sole, si riposino i magistrati e gli abitanti delle città e si lascino chiusi tutti i negozi”.  Nel 330 sempre Costantino decretò per la prima volta il festeggiamento cristiano della nascita di Gesù e lo fece coincidere proprio con la festività pagana del “Sol Invictus”. Il “Natale Invitto” divenne cosi’ il “Natale Cristiano”. Nel 337 Papa Giulio I ufficializzò la data del Natale da parte della Chiesa Cattolica, come riferito da Giovanni Crisostomo nel 390: “In questo giorno, 25 dicembre, anche la natività di Cristo fu ultimamente fissata in Roma”.

 

A proposito del Natale il Vescovo siriano Jacob Bar-Salibi scrisse così nel XII secolo: “Era costume dei pagani celebrare al 25 dicembre la nascita del Sole, in onore del quale accendevano fuochi come segno di festività. Anche i Cristiani prendevano parte a queste solennità. Quando i dotti della Chiesa notarono che i Cristiani erano fin troppo legati a questa festività, decisero in concilio che la vera Natività doveva essere proclamata in quel giorno”.

 

E Papa Leone I, nel sermone tenuto nel Natale del 460 d.C., così si lamentò: “È così tanto stimata questa religione del Sole che alcuni cristiani, prima di entrare nella Basilica di San Pietro in Vaticano, dopo aver salito la scalinata, si volgono verso il Sole e piegando la testa si inchinano in onore dell’astro fulgente. Siamo angosciati e ci addoloriamo molto per questo fatto che viene ripetuto per mentalità pagana. I cristiani devono astenersi da ogni apparenza di ossequio a questo culto degli dei”.

 

In base a quanto detto dunque, la data di nascita di Gesù fu fissata “convenzionalmente” al 25 di Dicembre. L’ipotesi suindicata è stata però smentita dal Prof. Shemarjahu Talmon, dell'Università Ebraica di Gerusalemme, in base al raffronto fra quanto dice Luca nel suo Vangelo ed il “Libro dei Giubilei”, trovato nel fra i Rotoli del Mar Morto. Il “Libro dei Giubilei” (…o “Piccola Genesi”…) si ritiene sia stato scritto nel II secolo a.C. Racconta la storia del mondo, dalla creazione all'esodo, suddividendola pero’ in “giubilei”, ovvero in periodi di 49 anni, divisi in sette serie di sette anni ciascuno, secondo il “Calendario Giubilare”, in uso fra gli Esseni.

 

Il “Calendario Giubilare” aveva come obiettivo quello di indicare con precisione le date delle feste religiose e dei giorni sacri da rispettare, ma anche quello di ribadire l'unicità di Israele in quanto Popolo dell'Alleanza. Talmon in base a questo “calendario” afferma che la nascita di Gesù è avvenuta proprio a fine dicembre. La sua analisi comincia con il Vangelo di Luca, quando parla di Zaccaria ed Elisabetta, che vale la pena ricordare erano gli zii di Gesù, essendo Elisabetta cugina di Maria. “Al tempo di Erode, re della Giudea, c'era un sacerdote chiamato Zaccaria, della classe di Abìa ed aveva in moglie Elisabetta. Non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni. Mentre Zaccaria officiava davanti al Signore nel turno della sua classe, secondo l'usanza del servizio sacerdotale, gli toccò in sorte di entrare nel Tempio per fare l'offerta dell'incenso. Allora gli apparve un Angelo del Signore, ritto alla destra dell'altare dell'incenso. L'angelo gli disse: Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni. Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì”.

 

Luca dunque in questo brano ci dice:

-che Zaccaria era un Sacerdote della classe di Abìa (figlio di Roboam, Re di Giuda nel 900 a. C. circa )

-che al rientro dal suo “servizio sacerdotale” sua moglie Elisabetta rimase incinta.

 

All’epoca le Caste Sacerdotali erano divise in 24 Classi e dovevano prestare il servizio liturgico al Tempio due volte all’anno per una settimana, secondo cadenze fisse. La “Classe Sacerdotale” di Zaccaria era – come detto - l’ottava. Secondo Talmon il servizio che Zaccaria fece al Tempio, in base al “Calendario Giubilare”, cadde nell’ultima settimana di settembre fra il 23 ed il 25. Dunque Elisabetta rimase incinta alla fine di settembre. E proprio il 23 settembre viene commemorato il concepimento di Elisabetta dalla Chiesa Ortodossa.

 

Ma andiamo avanti:

Il Vangelo di Luca ci riporta anche:

1)che Maria andò a trovare sua cugina Elisabetta mentre quest’ultima era in attesa di Giovanni: In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna, in fretta, e si diresse verso una città della Giudea. Entrata nella casa di Zaccaria salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo”.

 

2)che anche Maria in quel momento era in stato interessante. Elisabetta infatti così rispose a Maria: “Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo!”.

 

3)che Maria rimase presso Elisabetta 3 mesi: Maria rimase con lei (…Elisabetta…) circa tre mesi, poi tornò a casa sua”.

 

4)che l’Annunciazione fatta a Maria avvenne sei mesi dopo che Elisabetta era rimasta incinta. “Nel sesto mese (…di gravidanza di Elisabetta…) l'angelo Gabriele fu mandato da D-o in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una

vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe”.

 

Dunque, dice Talmon:

A) Se Elisabetta era rimasta incinta a fine di settembre, Maria ebbe l’Annunciazione – e quindi rimase incinta – a fine di marzo. L’Annunciazione infatti le preannunciava il concepimento di Gesù: “Concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù”. E guarda caso il 25 marzo corrisponde proprio con la commemorazione cristiana dell’Annunciazione.

 

B)Se Maria rimase incinta alla fine di Marzo, partorì alla fine del mese di dicembre, cioè a Natale!

 

Interessante evidenziare che l’ipotesi di Shemarjahu Talmon coinciderebbe con quella di Keplero, che colloca l’esplosione della “supernova”, dunque “il passaggio della cometa”, a partire dal 4 Dicembre del 7 a.C. e la luminosità, a seguito di tale evento - secondo gli esperti - può durare per molti giorni e fino ad un mese. Ecco allora che la data di nascita di Gesù, in base a queste ultime considerazioni, la si può davvero collocare – a buon ragione – proprio nella notte fra il 24 ed il 25 Dicembre.

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