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Gesù era celibe o sposato? E Maddalena chi era veramente?

Il voto di castità da dove nasce? Gesù disse: “Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre. Ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini. E vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il Regno dei Cieli. Chi può capire, capisca”
Dal blog di Riccardo Petroni - 15 agosto 2018 - 19:09

Ma Gesù era celibe oppure era sposato? E’ questa una delle domande più frequenti che ci viene posta. Su questo argomento sono stati versati fiumi di inchiostro. Innanzitutto è necessario evidenziare che era molto raro, per gli Ebrei maschi del tempo, essere celibi. Questa circostanza infatti poteva essere considerata anche come una grave trasgressione del comandamento divino: "Siate fecondi, diventate numerosi, popolate la terra" . E tanto più irrituale era essere celibe per un “Rabbino”, ovvero un Maestro di Torah, quale Gesù era. Dunque, sarebbe stato del tutto normale che Gesù fosse coniugato.

 

Ma non mancano esempi di celibi “illustri”, come per esempio Giovanni il Battista. E lo stesso Paolo di Tarso fu un esempio di maestro non sposato. Ma anche alcuni fra gli antichi profeti furono celibi, come Geremia. Ed anche Rabbi Simeon ben Azzai era celibe e all’inizio del II secolo sostenne questa tesi in merito al matrimonio: “La mia anima è innamorata della Torah. Altri penseranno a far andare avanti il mondo”. Se però i Vangeli non dichiarano in modo esplicito “lo stato di famiglia” di Gesù, molti sono gli accenni in merito alla sua probabile scelta personale di rimanere celibe. Innanzitutto il fatto di aver scelto una vita “itinerante”, quasi “randagia”, che certo non facilitava l’impianto di una famiglia. A questo proposito aveva detto: “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’Uomo non ha dove posare il capo”.

 

Gesù aveva infatti deciso di andare lui stesso dalla gente, diversamente da quello che facevano comunemente i Rabbini dell’epoca, collocati nelle diverse Sinagoghe. Facendo così avrebbe potuto raggiungere il maggior numero di interlocutori, ma giocoforza questo stile di vita itinerante, avrebbe comportato la necessità di rompere i ponti con le sue radici, di dover abbandonare ogni sicurezza, ogni rapporto stabile, anche affettivo. Così si esprime Claudio Giannotto, Professore di Storia del Cristianesimo e Storia delle origini cristiane all’Università di Torino: “Gesù aveva scelto di abbandonare il proprio ambiente familiare, che gli avrebbe garantito sicurezza e protezione, per condurre la vita randagia del predicatore itinerante, rinunciando a guadagnarsi da vivere con il proprio lavoro ed a formarsi una propria famiglia ed in questo modo aveva radunato intorno a se’ un gruppo di seguaci che condividevano con lui la precarieta’ della sua situazione”.

 

Questo suo stile di vita lo sottoponeva inevitabilmente a dover sottostare alla disponibilità degli altri ad accoglierlo e a condividere le sue idee, di luogo in luogo. Doveva dunque chiedere di volta in volta ospitalità e doveva dividere il pranzo e la cena con chi gli avesse aperto la casa, chiunque egli fosse. Da qui la sua capacita’ di relazionarsi con tutti, proprio con tutti, anche prostitute, ladroni e gente di malaffare. Il fatto di essere rimasto celibe, era anche ragionevolmente legato alla circostanza di sapere che la sua vita si sarebbe interrotta traumaticamente in breve tempo e che dunque avrebbe dovuto dedicare tutto se stesso alla sua “mission”. E proprio l’attesa imminente della fine dei tempi, gli suggeriva di anteporre “il Regno di Yahveh ” alla famiglia: “Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna”.

 

Ma sempre riguardo al suo probabile “voto di castità”, Gesù ci ha lasciato ulteriori indicazioni, prendendo l’esempio degli “eunuchi”. Aveva infatti detto: “Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre. Ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini. E vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il Regno dei Cieli. Chi può capire, capisca”. Gli eunuchi erano quei giovani che in età prepuberale o puberale venivano sottoposti ad interventi di mutilazione dell'apparato genitale, tali da condurli all’impossibilità di avere rapporti sessuali. Questa pratica - l’evirazione - veniva esercitata principalmente a seguito della forte richiesta, all’epoca, di persone a cui poter affidare delicati compiti di sorveglianza dei “ginecei”, di quella parte interna della casa, riservata alle donne. L’impostazione di Gesù ancora una volta è chiarissima. Per Gesù la rinuncia alle pratiche sessuali può derivare dal fatto che sei nato con una malformazione o dal fatto che sei stato evirato. Ma può derivare anche dal fatto che tu possa personalmente adottarla nel tuo modo di vivere, in quanto decidi di dedicarti completamente alla vita spirituale.

 

Gesù inverte così l’ordine dei fattori: non è la castità che è obbligatoria per chi vive una vita spirituale e dunque sacerdotale, ma esattamente l’opposto. Sulla questione del “celibato” di Gesù vorrei infine citare gli Esseni, di cui parleremo in modo approfondito più oltre. Giuseppe Flavio (…37 d.C. – 100 d.C. ca…) in merito alle scelte degli Esseni in tema di celibato, così si espresse nella “Guerra Giudaica”: “Questi Esseni rigettano i piaceri come un male, ma esaltano la continenza, ed il dominio delle nostre passioni, come virtù”. Questa impostazione sembra combaciare perfettamente con le idee di Gesù. Ma riguardo alla posizione delle prime comunità cristiane in merito al celibato varrebbe la pena rileggere anche quanto ha scritto San Paolo nella prima lettera a Timoteo: “Se uno aspira all'Episcopato, desidera un nobile lavoro. Ma bisogna che il Vescovo sia irreprensibile, non sposato che una sola volta, sobrio, prudente, dignitoso, ospitale, capace di insegnare, non dedito al vino, non violento ma benevolo, non litigioso, non attaccato al denaro. Sappia dirigere bene la propria famiglia e abbia figli sottomessi con ogni dignità, perché se uno non sa dirigere la propria famiglia, come potrà aver cura della Chiesa di Dio?”.

 

Timoteo (Listra, 17 d.C. – Efeso, 97 d.C.) fu un un compagno di Paolo nei suoi viaggi di evangelizzazione. Paolo, secondo la tradizione, lo fece Vescovo di Efeso. È venerato come Santo sia dalla Chiesa Cattolica che dalla Chiesa Ortodossa. Ma sempre San Paolo riguardo ai Diaconi si era così espresso: “I diaconi non siano sposati che una sola volta, sappiano dirigere bene i propri figli e le proprie famiglie”. Nessun dubbio dunque, né nelle parole di Gesù né in quelle di San Paolo, sul fatto che non fosse richiesto il celibato per chi avesse scelto di svolgere il sacro ministero. Da notare a questo proposito che, non a caso, il celibato nella Chiesa cattolica di rito latino fu introdotto solo nel 1139 da Innocenzo II, nel Concilio Lateranense II. Ma quando ci si chiede se Gesù fosse celibe o sposato viene subito citato il rapporto che Gesù aveva con Maria Maddalena.

 

E molti sostengono che fosse proprio lei l’Apostolo “che Gesu’ amava” e non Giovanni, sul quale peraltro non vi è alcuna citazione che lo attesta. E si sostiene anche che la figura alla destra di Gesù nell’Ultima Cena di Leonardo fosse proprio lei, tenuto conto del volto particolarmente “femminile” che ha. Che Maria Maddalena sia stata la donna e in assoluto la persona che, oltre a sua madre, è stata di più accanto a Gesù in tutta la sua vita terrena è un dato certo. E’ presente infatti nei momenti più importanti, è presente sotto la croce, mentre tutti gli altri Apostoli si erano dileguati, e fu sempre e solo lei che (mentre tutti gli altri dormivano) “nel giorno dopo il sabato si recò al Sepolcro di buon mattino” e scoprì ed annunciò al mondo la Resurrezione. Ma su di lei è stato scritto tutto ed il contrario di tutto. Compreso che fosse la prostituta dei testi evangelici, ma di questo non c’è affatto traccia.

 

La si vuole moglie od addirittura amante di Gesù, citando il “Vangelo Apocrifo di Filippo” (seconda meta’ del II secolo) che così recita: "Il Signore amava Maria più di tutti i discepoli e la baciò più volte sulla bocca”. Ma si dimentica, al di là dell’attendibilità del testo, che il bacio era un gesto di saluto normale, anche tra uomo ed uomo. Un bacio sulla bocca indicava infatti un legame particolare di fratellanza ed era praticato anche tra maestro e discepolo, in quanto univa “lo Spirito allo Spirito”. Lo stesso Paolo consigliava alle comunità: “Salutatevi gli uni e gli altri con il Bacio Santo”. E lo stesso Giuda tradì il suo Maestro con un bacio, a conferma del suo utilizzo fra gli Apostoli. Ma per dare maggiore forza al fatto che Maria Maddalena fosse la “compagna”, dunque la moglie di Gesù, si cita spesso quest’altro passo dello stesso Vangelo apocrifo: “La compagna di Cristo è Maria Maddalena”. Sulla parola “compagna” va però ricordato che il Vangelo in esame usa il termine greco “koinonòs” che se da un lato effettivamente vuol dire “consorte”, dall’altro vuol anche dire “chi ha una forte comunanza”.

 

Interessante infine evidenziare che i giornali di tutto il mondo hanno recentemente riportato la notizia del ritrovamento di un frammento di un Vangelo Aprocrifo che, secondo la studiosa Karen King, avrebbe dimostrato che Gesù sarebbe stato sposato. Appare infatti, secondo lei, la seguente scritta: “Gesù disse loro: mia moglie...”. Keren King è un’insigne coptologa americana, nientemeno che docente alla Harvard Divinity School. Ma la smentita ufficiale è arrivata pochi giorni dopo. Secondo i papirologi infatti, i caratteri in lingua copta sarebbero stati stampati e non scritti a mano ed inoltre non derivando il frammento da un ritrovamento archeologico, aveva una provenienza del tutto dubbia, quindi inaccettabile come fonte attendibile.

 

Ecco che, in conclusione, per quanto suggestiva possa essere la versione che Gesù fosse sposato è ragionevole pensare l’opposto, e quindi che fosse celibe.

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